Soujiro Seta

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« Usare la spada per proteggere i deboli... È sbagliato sia quello che dici sia quello che fai. »
(Soujiro a Kenshin)
Soujiro Seta
Soujiro Seta
Soujiro Seta
Universo Kenshin Samurai vagabondo
Nome orig. 宗次郎 瀬田 (Sōjirō Seta)
Lingua orig. Giapponese
Alter ego La spada celeste
Autore Nobuhiro Watsuki
Studio Sony
Editore Shueisha
1ª app. 1 ottobre 1996
1ª app. in Weekly Shonen Jump
Editore it. Star Comics
app. it. 1 aprile 2001
app. it. in Kappa Extra
Voce orig. Noriko Hidaka
Specie umano
Sesso Maschio
Etnia giapponese
Luogo di nascita Giappone Giappone, Kanagawa
Abilità shukuchi
Parenti famiglia adottiva (tutti morti)

Soujiro Seta (瀬田 宗次郎 Seta Sōjirō?) è un personaggio fittizio tratto dal manga e dall'anime di Nobuhiro Watsuki, Kenshin Samurai vagabondo. È stato eletto massimo rivale di Kenshin Himura con 1993 voti, dai lettori giapponesi di Kenshin[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Soujiro è il braccio destro di Shishio, nonché un assassino allenato dallo stesso Shishio. La particolarità di Soujiro è quella di non provare emozioni, quindi non prova rabbia né paura nei confronti dei suoi avversari, suscitando le stesse sensazioni negli avversari che talvolta esitano ad attaccarlo.

Soujiro è spesso sorridente e molto educato, riferendosi con appellativi formali verso chiunque. Generalmente Soujiro è un ragazzo sarcastico che fa di tutto per nascondere le sue emozioni, tranne che con Yumi Komagata, la quale è una sorta di sorella maggiore.

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Il sorriso costante sul volto di Soujiro deriva dal suo tragico passato. Nato nella prefettura di Kanagawa, Soujiro viene adottato da una famiglia di commercianti, che gli assegnano compiti infami e logoranti; qualsiasi errore o disattenzione commettesse, veniva punito severamente e picchiato. Soujiro alzò così una barriera difensiva che consisteva nel sorridere sempre, sopportando le torture altrui e inducendoli a lasciarlo solo.

Una notte, Soujiro incontra Shishio nel fienile, che si stava nascondendo dalla polizia. Shishio si accorge che il ragazzino è stato testimone dell'uccisione di alcuni poliziotti e sta per ammazzarlo, ma il sorriso del giovane lo fa rinunciare; Shishio decide di risparmiargli la vita in cambio di cibo e bende. Shishio insegna a Soujiro che solo i più forti sopravvivono; con questo concetto nella mente e con la katana regalatagli dall'assassino, Soujiro a soli otto anni stermina la famiglia, che aveva tentato di ucciderlo per consegnare Shishio alla polizia.

L'incontro con Kenshin[modifica | modifica wikitesto]

Soujiro fa la sua prima apparizione nel manga quando uccide Okubo, grazie alla sua super velocità. Successivamente incontra Kenshin Himura a Kyoto, dopo che questi ha battuto Senkaku. L'incontro è breve e termina con un pareggio che sa di vittoria per il ragazzo, che spezza la sakabato di Kenshin, ma allo stesso tempo rende la sua spada inutilizzabile.
Kenshin e Soujiro si danno quindi appuntamento alla base di Shishio dove concluderanno una volta per tutte il loro duello.

Quando Kenshin arriva alla Stanza dello spazio ridotto, nel nascondiglio di Shishio, Soujiro è lì ad aspettarlo. Grazie alla sua velocità Soujiro è in grado di evitare il Kuzu ryu sen di Kenshin, ma non l'Amakakeru Ryu no Hirameki, che consegna la vittoria a Himura. Durante lo scontro, per la prima volta dopo tanti anni, Soujiro è sopraffatto dalle emozioni e decide di andare alla ricerca della verità da solo.

Come ultimo servigio da rendere a Shishio, chiede a Yumi di informare il loro capo sull'ultimo segreto di Kenshin.

Poteri e abilità[modifica | modifica wikitesto]

Soujiro è soprannominato da Shishio la Spada del cielo in quanto afferma che il suo innato talento nel kenjustu derivi proprio dal cielo; lo stile di scherma di Soujiro non deriva da alcuna scuola particolare, ma si dimostra molto abile nella tecnica Batto (tecnica che prevede l'estrazione molto rapida della spada dal fodero, potendo virtualmente uccidere l'avversario con un solo colpo), quasi al livello di Kenshin.

Il secondo punto di forza di Soujiro è la mancanza di sentimenti: a causa dei maltrattamenti che subiva da piccolo, Soujiro inconsapevolmente sopprime tutti i suoi sentimenti violenti, quali rabbia o tristezza, ad eccezione della gioia; in questo modo spadaccini abilissimi come Kenshin o Saito non riescono in nessun modo a prevedere le sue mosse.

Il terzo e fondamentale punto di forza di Soujiro è la velocità divina Shukuchi, una tecnica di corsa che gli consente di tenere il passo con una carrozza in accelerazione, o di muoversi talmente veloce da scomparire dalla vista dell'avversario; Soujiro può raggiungere la massima velocità quasi istantaneamente e può muoversi in tutte le direzioni, perfino in verticale.

Soujiro dichiara inoltre di non aver mai dato un nome alle sue tecniche, tranne allo Shuten Shatsu (Mortale Istante Celeste): il colpo sembra essere una tecnica batto sferrata alla velocità Shukuchi, e Soujiro afferma che essere colpiti da essa porta ad una morte istantanea.

Retroscena[modifica | modifica wikitesto]

Soujiro Seta al centro

Nobuhiro Watsuki ha ammesso di essersi ispirato a Soji Okita degli Shinsengumi per creare il personaggio di Soujiro. Infatti il suo nome è una storpiatura di quello di Okita, ma esclude che tra i due ci sia qualche relazione. Inoltre l'autore afferma di non essere del tutto soddisfatto di aver accorciato i capelli di Soujiro rispetto a quelli di Okita, poiché a causa del suo sorriso eterno sembra effeminato.

Il fatto che Soujiro Seta non abbia emozioni è basato sulla descrizione di Ryotaro Shiba su Soji Okita. Questo è stato uno degli aspetti più difficili da poter rendere nel disegno. Nonostante Okita sia morto giovane, Watsuki decide di non far morire il personaggio, ma di lasciarlo vagabondare alla ricerca della verità, per espiare le sue colpe legate agli omicidi commessi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kenshin Samurai vagabondo vol. 26 pag 168
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