Sospensione dell'incredulità

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La sospensione dell'incredulità o sospensione del dubbio è un particolare carattere semiotico che consiste nella volontà, da parte del lettore o dello spettatore, di sospendere le proprie facoltà critiche allo scopo di ignorare le incongruenze secondarie e godere di un'opera di fantasia. La frase venne coniata da Samuel Taylor Coleridge in un suo scritto del 1817.

(EN)
« ...in which it was agreed, that my endeavours should be directed to persons and characters supernatural, or at least romantic, yet so as to transfer from our inward nature a human interest and a semblance of truth sufficient to procure for these shadows of imagination that willing suspension of disbelief for the moment, which constitutes poetic faith. »
(IT)
« ... venne accettato, che i miei cimenti dovevano indirizzarsi a persone e personaggi supernaturali, o almeno romantici, ed anche a trasferire dalla nostra intima natura un interesse umano e una parvenza di verità sufficiente a procurare per queste ombre dell'immaginazione quella volontaria sospensione dell'incredulità momentanea, che costituisce la fede poetica. »
(Samuel Taylor Coleridge, Biographia literaria - capitolo XIV)

Non è raro citare l'intera frase "volontaria sospensione dell'incredulità", ma spesso il ridondante "volontaria" è omesso.

Il concetto era sicuramente conosciuto da Shakespeare, che vi fa riferimento nel prologo dell'Enrico V:

« Sarà così la vostra fantasia
a vestire di sfarzo i nostri re,
a menarli dall'uno all'altro luogo,
saltellando sul tempo,
e riducendo a un volger di clessidra
gli eventi occorsi lungo diversi anni; »

Il pubblico accetta le limitazioni nella storia presentata, sacrificando realismo e occasionalmente logica e credibilità per il bene del divertimento. J. R. R. Tolkien sfida questo concetto nel suo saggio On Fairy-Stories, scegliendo invece il paradigma della subcreazione.

La sospensione dell'incredulità è una componente essenziale del teatro. È anche un ingrediente fondamentale per le opere fantasy e di fantascienza.

Esistono vari livelli del modo in cui la sospensione del dubbio viene accettata. Ad esempio i fan della serie fantascientifica Star Trek accettano la premessa che le astronavi possano viaggiare a velocità di curvatura (più veloce della luce) e che esistano specie aliene come i Vulcaniani, ma quando una data premessa è incoerente con il canone precedentemente scritto o viola fatti scientifici noti (come nel caso in cui l'iniezione di DNA di una certa creatura trasforma qualcuno in un essere simile a tale creatura), i fan di solito non lo apprezzano. Un esempio può essere la prosecuzione degli eventi della prima trilogia di Guerre Stellari: durante i film gli spettatori accetteranno volentieri tutte le particolari esigenze della trama (navi spaziali, robot senzienti ecc.), ma rimarranno invece infastiditi dal fatto che durante le numerose sparatorie laser vengono uccisi molti Storm Trooper (che certamente hanno una mira molto allenata) mentre gli eroi non verranno mai neppure sfiorati (che fino alla metà del primo film non hanno mai impugnato una pistola laser); quindi, nel secondo caso la sospensione dell'incredulità non avviene.

Con la crescita dei budget e il sempre maggior realismo degli effetti speciali, il pubblico è diventato sempre meno incline a esercitare la sospensione del dubbio. Il moderno pubblico cinematografico sostiene spesso che i kolossal di Hollywood sono superiori ai film girati diversi decenni prima, poiché i moderni effetti speciali generati con la computer grafica sono più impressionanti degli effetti meno sofisticati usati in passato, piuttosto che accettare che all'epoca in cui quei film vennero girati tali tecniche non erano disponibili. Un atteggiamento simile viene applicato per i film a colori rispetto a quelli in bianco e nero, in particolare tra i più giovani.

Un concetto collegato è l'autocoscienza del personaggio. Un esempio di ciò si ha quando il personaggio si rivolge al pubblico (infrangendo il quarto muro) o quando con uno sguardo, una frase o un gesto fa intendere di essere conscio di essere un personaggio di un'opera di finzione. Questa azione ovviamente sfida la sospensione dell'incredulità da parte del pubblico.

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