Sorbolo

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Sorbolo
comune
Sorbolo – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Nicola Cesari (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 44°51′00″N 10°27′00″E / 44.85°N 10.45°E44.85; 10.45 (Sorbolo)Coordinate: 44°51′00″N 10°27′00″E / 44.85°N 10.45°E44.85; 10.45 (Sorbolo)
Altitudine 34 m s.l.m.
Superficie 39,33 km²
Abitanti 9 648[1] (31-12-2010)
Densità 245,31 ab./km²
Frazioni Bogolese, Casaltone, Coenzo, Enzano, Frassinara, Ramoscello
Comuni confinanti Brescello (RE), Gattatico (RE), Mezzani, Parma
Altre informazioni
Cod. postale 43058
Prefisso 0521
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034037
Cod. catastale I845
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 359 GG[2]
Nome abitanti sorbolesi
Patrono santi Faustino e Giovita
Giorno festivo 15 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sorbolo
Posizione del comune di Sorbolo nella provincia di Parma
Posizione del comune di Sorbolo nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Sorbolo (Sòrbol in dialetto parmigiano[3]) è un comune di 9 648 abitanti della provincia di Parma[4].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Distante 12 km dal capoluogo Parma e posto sul lato sinistro del fiume Enza che costituisce il confine della provincia di Parma con la provincia di Reggio nell'Emilia, è attraversato dalla SS 62 della Cisa.

Il territorio di Sorbolo fa parte dell'area della provincia denominata Bassa parmense.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista idraulico, sono da segnalare i numerosi canali artificiali che attraversano il territorio sorbolese, tra cui spiccano i canali (o cavi) Gambalone, Naviglio-Terrieri, Fumolenta e Parmetta; quest'ultimo, lambendo la frazione di Coenzo, segna il confine tra il comune di Sorbolo e quello di Mezzani. Tutti e quattro i corsi d'acqua sono affluenti di sinistra dell'Enza, monitorati dalla competente autorità di bacino (AdBPO)[5].

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

La toponomastica ufficiale concorda nel vedere l’origine del nome come fitonimo, derivante dal latino Sorbus, e cioè il nome dell’albero da frutto detto sorbo, con il suffisso –ulus. Nell' antichità la pianta del sorbo era molto presente in zona mentre oggi in Emilia-Romagna è poco diffusa ed è tutelata come antico albero da frutto autoctono.[6]

Stemma[7][modifica | modifica wikitesto]

« Il Comune ha un proprio gonfalone e un proprio stemma, già storicamente in uso così descritto:

Nel primo partito, vi è un Ponte a due arcate sul quale compare una guardiola, una casa sulla sinistra e una stella d'argento che sormonta il Ponte; nel secondo partito viene rappresentato un grande albero di sorbo; nella parte inferiore compare una campagna erbosa. »

(Stemma, Art. 12, Capo III, Statuto Comunale)

Lo stemma è stato ufficializzato nel 1930 tramite Regio Decreto. Due i simboli contenuti: il ponte sull'Enza a sinistra e una pianta di sorbo a destra. Il ponte, di fondamentale importanza per la vita di questo paese, per molto tempo ha rappresentato un vero e proprio confine; mentre il simbolo del sorbo e la base verde dello stemma stanno ad indicare la prevalente attività agricola che contraddistingueva all'epoca Sorbolo[8].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le tracce più antiche di insediamento umano nel territorio di Sorbolo risalgono al periodo protostorico delle terramare (XVII-XIII secolo a.C.) rinvenute presso le frazioni di Coenzo e Casaltone. Tracce di insediamenti dell'età del ferro sono invece stati rinvenuti presso Ramoscello.

Con la deduzione della colonia di Parma nel 183 a.C., anche Sorbolo entrò a far parte dell'Impero Romano. Il territorio venne centuriato in proprietà agricole facenti capo ad una villa rustica, dove si potevano anche produrre vasellame e oggetti di ferro e bronzo. L'area di Sorbolo era il crocevia dei commerci e delle comunicazioni tra Parma e l'importante centro romano di Brixellum, oggi Brescello. Ancora oggi la zona di Ramoscello, assieme alla contigua area di Pedrignano nel comune di Parma, preserva ancora gran parte della centuriazione romana. Negli anni '50 venne scoperto nell'orto della canonica un cippo di età imperiale dedicato a tale Vitor Arniense, appartenente ad una tribù ben documentata a Brescello. Il cippo era stato riutilizzato come pietra di fondazione nel XVII secolo, come testimonierebbe una seconda iscrizione frammentaria databile a quest'epoca.[9].

In seguito alla caduta di Roma, i campi furono progressivamente abbandonati. Solo secoli dopo l'attività di bonifica riprese grazie all'opera dei monasteri della zona. Alcuni toponimi riportano ancora alla memoria antichi boschi[10]: Ramoscello e Frassinara, nonché ovviamente Sorbolo.

Sorbolo è citata per la prima volta nell'835 in un atto con il quale la regina Cunegonda conferisce Sorbulo al monastero di Sant'Alessandro di Parma. L'attività monastica si fa particolarmente intensa tra i secoli X e XVI, periodo durante il quale operano sul territorio del comune i monasteri di San Giovanni Evangelista, di Sant'Uldarico e dell'Abbazia Cistercense di San Martino dei Bocci. Altra importante attività monastica a Sorbolo è quella ospedaliera: San Macario a Chiozzola, l'Ospizio di San Leonardo della Formicola a Ramoscello (fino al XVI secolo) e l'Ospedale della Scolopia, costruito dai frati ospedalieri presso il ponte dell'Enza nel 1170[11].

Il potere politico era invece rappresentato dalle caseforti (a Ramoscello e a Frassinara), ma soprattutto dai ponti fortificati di Coenzo e di Sorbolo.

Con la creazione del Ducato di Parma inizia l'età farnesiana (1545-1731) durante la quale il potere monastico è progressivamente sostituito da quello borghese e nobiliare. Diverse famiglie sono investite di titoli nobiliari e di beni nel territorio di Sorbolo: i Calvi (a Coenzo), i Campori-Menafoglio, i Gruppini (che lasciano il nome alla principale via centrale di Sorbolo) e dei Lalatta.

Nel 1801 il Ducato di Parma viene annesso alla Francia napoleonica e con esso Sorbolo il quale diventa Comune nel 1806 (il primo sindaco è Giovan Battista Pinetti). Due anni dopo viene realizzata la prima scuola.

Durante la seconda metà del XIX secolo la progressiva industrializzazione dell'economia porta alla nascita di società di mutuo soccorso: degli artigiani (1864), cooperativa di previdenza (1885), dei lavoranti (1891), di mutuo soccorso a Coenzo (1893). Quest'ultima tra l'altro disponeva di una biblioteca e organizzava corsi scolastici serali. Lo sviluppo dell'economia comporta quindi la crescita demografica di alcune frazioni, ma soprattutto del capoluogo.

Nel 1964 cedette la borgata di Quadra Cantarano al Comune di Mezzani[12].

Movimento partigiano[modifica | modifica wikitesto]

Alla causa partigiana diedero il loro contributo anche alcune centinaia di giovani del paese che, insieme ad altri volontari provenienti dalla Bassa parmense e reggiana, furono inquadrati nella 7/a Brigata S.A.P. "Julia", ufficialmente istituita in data 7 marzo 1945. Essa operò principalmente nella zona della Val Parma dove fu impiegata per la difesa dello schieramento partigiano dislocato a monte; la Brigata ebbe anche il compito di intralciare, mediante azioni di sabotaggio, i movimenti nemici lungo la Strada Nazionale della Cisa nonché di raccogliere informazioni ed aiuti dalle zone della Bassa. Tra il 6 ed il 13 aprile 1945 un distaccamento della 7/a "Julia" fu inoltre impiegato per un'ardita azione di sabotaggio che portò, tra l'altro, alla definitiva inservibilità del ponte sull'Enza, obiettivo di importanza strategica. Per tale motivo, alla pattuglia responsabile dell'azione fu tributato un "encomio solenne" da parte del Comando partigiano.

Casati nobiliari legati a Sorbolo[modifica | modifica wikitesto]

A Sorbolo sono legati, in ragione della presenza di terreni e ville di loro proprietà in paese e nelle frazioni, i nomi di alcune famiglie nobili non solo del Parmense, ma anche del Modenese (Marchesi Campori-Menafoglio):

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di SS. Faustino e Giovita. Essa è menzionata per la prima volta in un rogito notarile dell'835. Pesantemente danneggiato dal terremoto del 1831, l'edificio subì una radicale ristrutturazione in seguito alla quale assunse l'attuale aspetto neoclassico. Restauri effettuati dopo il terremoto del 1971 hanno riportato alla luce, in corrispondenza dell'abside, tracce di una preesistente ecclesia romanica. L'interno, a tre navate, consta di sei altari laterali, oltre a quello maggiore. Di particolare pregio storico-artistico è l'ottocentesco organo Serassi, recentemente restaurato. Gli altari sono ornati da alcuni dipinti di scuola parmigiana (come la pala dell'altare maggiore raffigurante il Martirio dei SS. Faustino e Giovita, opera di Giuseppe Peroni del 1748) e bolognese (Assunzione), risalenti ai secoli XVII-XVIII[13].

Architetture civili[14][modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Gruppini, nella via omonima. Risalente al XVII secolo.
  • Palazzo Campori-Menafoglio-Ferrari, prospiciente la stazione, in via Marconi. Fino al 1914 fu la residenza di villeggiatura dei marchesi Campori-Menafoglio di Modena, è oggi sede di una società. All'esterno si segnala un'armoniosa scalinata d'accesso e all'interno è presente una piccola cappella. Nel 1864 l'edificio fu teatro di una tragedia: a causa di un amore contrastato un militare e la sua fidanzata si suicidarono gettandosi nel pozzo della casa. La leggenda sorbolese vuole che il palazzo fosse in comunicazione tramite corridoio sotterraneo con l'antico mulino Mazzoli.
  • Villa Dall'Olio-Fochi, sita in via Mantova e costruita ove un tempo sorgeva un antico ospizio dei frati ospedalieri di Altopascio, detti anche frati Pontieri.
  • Villa Godi-Tedeschi conserva all'interno alcune decorazioni ad opera dell'artista parmigiano Paolo Toschi, cui è dedicato l'istituto di belle arti cittadino.
  • Villa Bossi-Bocchi, a Bogolese, detta anche villa "9 de Julio" dalla lapide incisa su uno dei pilastri d'accesso. In questa sede, nel 1944, si verificò un incontro tra Benito Mussolini, il maresciallo Rodolfo Graziani, il Generale Albert Kesselring e il prefetto di Parma, Cocchi.
  • Corte di Frassinara, nell'omonima frazione, già sede di un convento dei monaci cistercensi, il cui stemma ornato con la Croce di Sant'Andrea campeggia su uno dei lati dell'androne di ingresso.
  • Villa Garbarini-Ceci, a Casaltone.
  • Corte Pezzani, in via Gruppini. Pregevole esempio di fabbricato colonico della bassa parmense, è sede del Centro civico culturale comunale che ospita la biblioteca comunale, il centro sociale anziani, sale riunioni polivalenti (sala "Clivio" al piano terreno e sala "Adorni" al primo piano) e spazi espositivi. Nel cortile, durante il periodo estivo, è ospitata la rassegna cinematografica "Lo schermo in cortile" con proiezione delle pellicole di maggiore interesse della stagione precedente ad opera dell'associazione culturale "Officina Cineclub".
  • Palazzo civico. Ai sensi dell'art. 11 dello Statuto comunale, "il Comune ha sede legale (sic) nel palazzo civico, ubicato in Piazza della Libertà, n. 1, nel capoluogo." Progettato nel 1899 dall'ing. Superchi, l'appalto fu vinto dalla "cooperativa di lavoro" di Sorbolo; i lavori per la costruzione durarono dalla primavera 1899 all'estate 1900 con un costo finale complessivo di 27.961 lire. La severa struttura su due livelli presenta un portone centrale rialzato, sovrastato da balcone. In epoca fascista furono apposte sulla facciata due lapidi, di cui una dedicata ai caduti della prima guerra mondiale (poi traslata e murata sulla facciata dell'Asilo Monumento in viale Rimembranze). Al di sotto delle finestre superiori furono incisi due aforismi del Duce (Chi non è pronto a morire per la sua fede non è degno di professarla" e "Noi diciamo che solo Iddio può piegare la volontà fascista, gli uomini e le cose mai"), poi rimossi nel dopoguerra.
  • Caserma dei Carabinieri, in piazza Libertà. L'edificio, nel tipico stile Littorio, fu costruito, con annessa palestra, sul finire degli anni '30 del '900 e ha ospitato dapprima la Casa del fascio "Arnaldo Mussolini", quindi, nel dopoguerra, fu sede della Casa del popolo e della Camera del lavoro. Infine, dalla metà degli anni '50, esso è sede della stazione sorbolese dell'Arma dei Carabinieri.
  • Asilo Monumento, in viale Rimembranze. Fu costruito grazie alle donazioni e alle offerte di aziende e singoli cittadini e fu inaugurato il 4 novembre 1934. Dopo l'8 settembre 1943 fu adibito a sede del comando tedesco e per questa ragione fu colpito e completamente distrutto da un bombardamento alleato nel luglio 1944. Ricostruito ex novo nel secondo dopoguerra è tornato alla sua funzione primigenia di asilo d'infanzia parrocchiale. Fino all'inizio del XXI secolo il corpo docente è stato composto in prevalenza da suore appartenenti all'ordine delle Figlie di Maria missionarie[15].
  • Cinema Teatro "Virtus", in via I Maggio. Il "Virtus" rappresenta l'unica (e l'ultima) sala cinematografica del paese, ospitata all'interno del salone parrocchiale polifunzionale. Lo schermo è di 45 mq con impianto audio monodigitale; la sala è capace di complessivi 150 posti a sedere di sola platea; le proiezioni, in seconda visione, avvengono generalmente nei soli week-end. La struttura è attrezzata altresì per ospitare rappresentazioni teatrali.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[16]

Persone legate a Sorbolo[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Sorbolo è dotato di una propria stazione ferroviaria sulla linea Parma-Suzzara. Il paese è servito inoltre da due autolinee: esso è infatti capolinea dell'autobus 21 della parmense TEP che collega, a cadenza oraria, Sorbolo col capoluogo provinciale ed è dotato di alcune fermate sulla linea extraurbana 71 della società mantovana APAM che collega Parma con Viadana, passando per Brescello.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Le due squadre di calcio del paese sono: l'A.S.D. Sorboloche milita in Seconda Categoria e l'A.C.D. Biancazzurra. L'A.C.D. Biancazzurra ha vinto la "Coppa Emilia" 2010/2011. Il 21 maggio 2013 la "Bianca" conquista nuovamente la finale di coppa al termine del torneo 2012/2013 e, pur sconfitta, è promossa di diritto alla categoria di Promozione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss.
  4. ^ Bilancio demografico mensile anno 2010 e popolazione residente al 31 dicembre. URL consultato il 05-08-2011.
  5. ^ Scheda di sintesi sottobacino Enza
  6. ^ Sorbolo - L'origine del nome
  7. ^ Statuto Comunale
  8. ^ Sorbolo.com - Stemma
  9. ^ Maria Giovanna Arrigoni, Il cippo romano di C.Metellus Vitor nella pieve di Sorbolo, in "Una storia in Comune, 1806-2006", numero unico per il Bicentenario dell'istituzione del comune di Sorbolo, Sorbolo, 2006.
  10. ^ Cfr. Franca Zanichelli, Antichi habitat padani, in "Una storia in Comune" (op. cit.)
  11. ^ Massimo Guenza, I frati pontieri di Sorbolo nel XIII secolo, in "Una storia in Comune" (op.cit.)
  12. ^ Decreto del presidente della Repubblica 25 novembre 1964, n. 1554, in materia di "Distacco della borgata Quadra Cantarano dal comune di Sorbolo con aggregazione al comune di Mezzani (Parma)."
  13. ^ La chiesa plebana in Clivio e Cocconi, Parliamo un po' di Sorbolo, 1978, pp. 102-110
  14. ^ Architettura civile e rustica, in Clivio e Cocconi, op. cit., pp. 118-126
  15. ^ Canepari e Pizzarotti, Saluti da Sorbolo. Viaggio nelle cartoline di cent'anni fa in Quaderni Sorbolesi di Storia, pp. 85-90, 2010
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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