Sor Pampurio

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Sor Pampurio
Universo Italia fascista-Italia del dopoguerra
Lingua orig. italiano
Autore Carlo Bisi
1ª app. in Il Corriere dei Piccoli, n. 17 del 1929
Sesso Maschio
Parenti moglie, figlio, la servetta

Sor Pampurio è un personaggio dei fumetti ideato nel 1925 da Carlo Bisi e pubblicato per la prima volta sul n. 17 del Corriere dei Piccoli dell'aprile 1929.[1] Il disegnatore continuò ininterrottamente a illustrare le sue storie sino al numero 45 del 1944, per riprenderla poi saltuariamente nel dopoguerra sempre per il Corrierino sino al numero 4 del 1978.

Le sue storie - il testo appariva al fondo delle tavole ed era espresso in rima baciata, non essendo ancora state adottate all'epoca le nuvolette - iniziavano con la cantilena che recitava:

« Sor Pampurio arcicontento del suo nuovo appartamento »

in ragione del fatto che il protagonista, per un motivo o per l'altro, cambiava di continuo abitazione.[2]

Con questo fumetto, Bisi lasciò lo stile dell'Art Nouveau per adottare quello dell'Art Déco, che si fa più evidente ancora nel tratto molto geometrico delle ambientazioni domestiche.[3]

Il personaggio[modifica | modifica sorgente]

Figurina stralunata, carattere maschilista ante litteram, era raffigurato con un volto ovale incorniato da pizzetto, praticamente calvo ma con due grosse matasse di capelli arricciati sopra le orecchie. L'abbigliamento era costituito da una vistosa cravatta a farfalla e da una palandrana che indossava sopra larghi calzoni. Ai piedi calzava scarpe con la punta all'insù. In testa portava una sorta di tuba.[1]

Nonostante l'abbigliamento clownesco, il personaggio impersonava il classico cittadino borghese appartenente al ceto medio alle prese con i problemi quotidiani e con le grane che gli venivano dalla famiglia (segnatamente la moglie Pampuria e il figlioletto anch'egli calvo ma con un buffo ricciolino al centro della testa; ma anche dalla domestica, appellata senza mezzi termini servetta, e verso cui si appuntavano spesso i suoi strali).[4]

Le storie[modifica | modifica sorgente]

Sor Pampurio - sulla carta arcicontento - a dispetto dello stereotipo che impersonava rappresentava in realtà un individuo piuttosto irascibile e scostante oltre che suscettibile (tanto che poteva diventare in breve arci-scontento): soffriva sostanzialmente delle alienazioni che sarebbero diventate poi, molti decenni dopo, una costante della civiltà post-industriale: l'avversione per il rumore e la confusione, per l'inquinamento, per i disagi e gli stress della vita moderna. Non potevano non essere toccati dei tòpos della convivenza domestica come il sopraggiungere della suocera, il pianto d'un infante, il rumore provocato da vicini di casa chiassosi.[4]

In ragione di queste attitudini, Sor Pampurio - sempre stritolato tra tragicomiche avventure domestiche e puerili accadimenti quotidiani - era spesso costretto a cambiare appartamento (tanto che il nome è diventato sinonimo di qualcuno costretto continuamente a spostarsi di residenza).

La critica[modifica | modifica sorgente]

Così come il suo creatore Bisi aderente all'ideologia del fascismo, Sor Pampurio nelle prime storie in cui apparve non si preoccupava di essere sgradevole al limite del politicamente troppo corretto, ovvero con una stretta osservanza della disciplina in camicia nera, se non di passare per razzista verso le minoranze etniche (ad esempio gli zingari rom).

Passato il Ventennio, questa caratterizzazione così specifica causò qualche problema a entrambi - creatore e creatura - tacciati - forse anche un po' ingenerosamente - dalla cultura post-fascista di essere (stati) dei rezionari che appoggiarono senza mezzi termini un regime reazionario.

In realtà Bisi - il cui candore soprattutto nei testi che accompagnavano le tavole aveva portato ad un apprezzamento sia della cultura di destra che quella di sinistra del personaggio disegnato a tutto tondo - aveva cercato solo di illustrare le paranoie del suo tempo - in quel luogo e in quell'ambito (appunto l'Italia del ventennio fascista) attraverso le tavole disegnate e il suo buffo personaggio. Senza tenere conto del fatto che il suo personaggio - pavido fino alla caricatura nel ripetuto tentativo di sfuggire alle difficoltà piuttosto che affrontarle direttamente (i continui traslochi ne sono una conferma neppure troppo indiretta) era tutt'altro che l'italiano dalla tempra coraggiosa e dal carattere volitivo che il fascismo aveva idealizzato per la nuova società fascista.[5]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Gallarinari (a cura di), Un maestro dell'ironia borghese. Carlo Bisi fumettista e illustratore nella cultura del suo tempo, ANAFI, 2011

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Fonte: Cartonionline.com
  2. ^ Fonte: Museobocchi.it
  3. ^ Fonte: Museobocchi.it
  4. ^ a b Fonte: Afnews.info
  5. ^ Fonte: Sor Pampurio e Carlo Bisi, il maestro dell'ironia borghese

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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