Sopravvivere coi lupi (romanzo)

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Sopravvivere coi lupi
Titolo originale Misha: A Mémoire of the Holocaust Years
Altri titoli Survivre avec les loups
Autore Misha Defonseca
1ª ed. originale 1997
Genere romanzo
Sottogenere autobiografico
Lingua originale inglese

Sopravvivere coi lupi è un libro falsamente autobiografico scritto da Misha Defonseca, una donna ebrea.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Misha o Minshke è una bambina di sette anni che viveva insieme ai suoi genitori in Belgio, fino a quando arrivarono i nazisti che li arrestarono. L'unico giorno in cui suo padre doveva andarla a prendere a scuola, lui non c'è andato perché i suoi genitori sono stati arrestati; sua madre, che ha preveduto a tutto questo, ogni giorno la raccomanda dicendole di non opporsi se qualcuno la venisse a prendere. Ma i genitori, prevedendo quella fine, decidono di salvarla affidandola ad una famiglia cattolica: i De Wael. Il giorno che i Wael mandarono una signora vestita di nero a prendere Minshke, passarono con l'autobus davanti alla casa della bambina e da lì si sentirono urla e spari.

Minshke pensava che mamma e papà stessero litigando. La famiglia Wael coglieva ogni occasione per deriderla, umiliarla e privarla di ogni bene. Le mutarono il nome in Monique Valle, la mandavano spesso alla fattoria del nonno, che in realtà era lo zio di Monsieur De Wael, figlio legittimo della coppia. Il nonno e sua moglie Marthe erano due persone fantastiche: riuscivano a darle tutto l’affetto che le mancava e a farla sorridere. Inoltre il nonno le fa vedere le cartine dell’Europa, le dice che i suoi genitori erano all’est, le regala qualche vestito pesante e una piccola bussola che Minshke si porta sempre dietro da quel giorno.

Ma questo non la rende veramente felice, in quanto desiderava rivedere i suoi genitori: così una notte prese un tascapane (nel quale mise del pane, formaggio, qualche indumento pesante, la bussola e un coltello) e scappò dirigendosi verso est. Si avventura nei boschi e si abitua ad una vita selvaggia: mangiava quello che trovava, non si lavava mai, beveva dai fiumiciattoli o dalle pozze e dormiva su un soffice letto di aghi di pino. È talmente selvaggia che quando si avvicina ai villaggi cerca di derubare solo le case di campagna e di notte, per evitare qualsiasi contatto con l’uomo, se qualcuno le chiede informazioni lei non risponde e non lo guarda negli occhi. L’unica compagnia su cui può contare sono i lupi: un giorno nel bosco incontra una lupa ed un lupo, che chiama Rita e Ita.

Inizia quindi a stringere amicizia e ad imparare a comportarsi esattamente come loro finché un cacciatore li uccise: per Mishke questo fu un duro colpo, perché pensò di essere rimasta orfana per la seconda volta; da questo momento cominciò ad odiare gli uomini. Continuò il lungo cammino fino a che viene catturata da un gruppo di polacchi che la fanno partecipe a scene di violenza verso alcuni soldati tedeschi. Scappa, segue un gruppo di ebrei che vengono condotti in un campo di concentramento e appena arrivati lei non entra dalla porta principale, ma da una fessura sotto le mura, per poter cercare i genitori e poi scappare con loro. Ma non trova altro che miseria, fame e disperazione: il buco è stato murato e lei deve aspettare una notte di temporale per scavalcare un altro buco nella terra.

Dopo aver attraversato il Belgio, la Germania e la Polonia arriva in Ucraina, dove incontra una nuova famiglia di lupi: viene accolta come essere inferiore ai cuccioli. Un giorno assistette allo stupro e all'omicidio di un ragazza da parte di un soldato tedesco e in lei si scatena un attacco di ferocia che la porta ad accoltellare l’uomo e a rubargli l’orologio d’oro e un nuovo coltello. Mishke si allontana con il lupo Raggio di Luna ma dopo due giorni i due lupi se ne vanno e lei riparte lungo il suo cammino. Avendo girato cinque anni all’est, decide di tornare verso sud arrendendosi alla morte dei suoi genitori: arriva in un villaggio dove un gruppo di persone dell’opposizione, guidati da un ragazzo di nome Misha, l'accolgono.

Lì trascorse qualche settimana, ma dopo essere stata lavata se ne va: lei si è affezionata a Misha, quindi gli dà l’orologio d’oro e lui le dà il suo nome. Attraversata la Romania, giunge in Jugoslavia dove si imbarca per tornare in patria dove un gruppo di ragazzi comandati da Sigui la ospitano nella loro casa, ribattezzata ”la casa dei ragni” per via della sporcizia e delle ragnatele; qui un ragazzo quindicenne tentò di violentarla, ma Sigui interviene: sono una banda di giovani che si sono uniti per sopravvivere alla guerra. Un giorno l’amico intimo di Misha si suicida impiccandosi per la depressione: è un brutto colpo per tutti.

Quando arriva la polizia tutti vengono portati al commissariato per parlare con gli assistenti sociali. Lì Mishske incontra il nonno ma, non potendo andare con lui, viene affidata a due sorelle insegnanti. Ormai cresciuta, Misha va a lavorare in Africa come docente: lì tutti i ragazzi l'apprezzano per come racconta la sua storia. Dopo essersi sposata va a vivere negli Stati Uniti d'America dove scrive questo libro. Capisce che è sopravvissuta per vari motivi: la speranza di ritrovare i suoi genitori, la fortuna e la volontà di sopravvivere, riuscendo spesso a non farsi riconoscere.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

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