Sonia Greene

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Sonia Greene

Sonia Greene, nome completo Sonia Haft Greene Lovecraft Davis (Ichnia, 16 agosto 188326 dicembre 1972), è stata una scrittrice ed editrice statunitense di origine ucraina. È stata anche una modista di successo e una imprenditrice che ha finanziato parecchie pubblicazioni amatoriali nei primi anni del Novecento.

È conosciuta soprattutto per essere stata presidentessa della Amateur Press Association e moglie per due anni dello scrittore statunitense Howard Phillips Lovecraft.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque con il nome di Sonia Haft Shafirkin a Ichnia, una città ucraina nell'impero russo. Suo padre sembra fosse morto quando lei era ancora una bambina e sua madre emigrò negli Stati Uniti d'America, lasciando lei e suo fratello a Liverpool. Sonia raggiunse sua madre nel 1892.

A 16 anni sposò il russo Samuel Seckendorff, che era 10 anni più vecchio di lei. Diede alla luce un figlio nel 1900, morto tre mesi dopo il parto. Sua figlia Florence Carol nacque il 19 marzo 1902. Seckendorff adottò il cognome Greene e, secondo Alfred Galpin, corrispondente di Lovecraft,[1] era "un uomo dal carattere brutale". Il loro matrimonio fu turbolento e nel 1916 Greene morì, a quanto pare per suicidio.

Sonia era una piccola borghese molto indipendente, cosa inusuale per le donne dell'epoca.[2] Lavorò come modista in un emporio, viaggiando spesso per lavoro.[3] Il suo salario le permise di affittare una bella casa per sé e sua figlia in quello che sarebbe divenuto un piacevole quartiere di Brooklyn chiamato Flatbush. Ciò le permise anche di donare dei soldi a parecchie pubblicazioni amatoriali e di partecipare a convegni della stampa amatoriale. Incontrò Lovecraft proprio in uno di tali convegni, essendo stata introdotta nel mondo del giornalismo amatoriale da un collega dello scrittore, James F. Morton, nel 1917.[4] Sonia e Howard si sposarono nel 1924.

Dopo la fine del matrimonio con Lovecraft, nel 1933 Sonia Greene si trasferì in California. Si risposò nel 1936 con un certo dottor Nathaniel Davis, di Los Angeles. Fu informata della prematura morte di Lovecraft solo nel 1945, otto anni dopo la sua scomparsa. La fine del suo matrimonio con Lovecraft non fu mai formalizzata legalmente: sebbene lo scrittore le avesse assicurato che il divorzio era stato presentato, non firmò mai il decreto finale, pertanto l'unione tra la Greene e Davis era tecnicamente bigama. Sonia Greene fu informata di ciò e della morte di Lovecraft solo in età avanzata e ne fu molto disturbata.[5]

La sua storia più famosa è il racconto The Invisible Monster, revisionato e pubblicato da Lovecraft nel pulp magazine Weird Tales nel novembre del 1923[6][7].

Sua figlia Florence divenne una giornalista di successo con il nome di Carol Weld. Madre e figlia avevano rapporti molto tesi e col passare del tempo smisero di rivolgersi la parola. Sonia non menziona sua figlia nella sua autobiografia.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Poemi[modifica | modifica wikitesto]

  • "To Florence"
  • “Mors Omnibus Comunis (Written in a Hospital)”

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • "The Horror at Martin's Beach". Rivisto da H.P. Lovecraft e pubblicato come "The Invisible Monster" (in Weird Tales novembre 1923)[8]
  • "Four O'Clock" (pubblicato solo nel 1949 in Something About Cats and Other Pieces).

Memorie[modifica | modifica wikitesto]

  • The Private Life of H.P. Lovecraft (scritto con il nome di Sonia H. Davis)

Saggi/editoriali[modifica | modifica wikitesto]

Da The Rainbow:

  • "Amateurdom and the Editor"
  • "Recruiting"
  • "Opinion"
  • "Commercialism"
  • "Amateur Aphorisms"
  • "A Game of Chess"
  • "Heins versus Houtain"

Da The Oracle:

  • "Fact vs. Opinion" (un editoriale contro la censura della pornografia)

Curatrice editoriale/investitrice[modifica | modifica wikitesto]

  • The Organ of the United Amateur Press Association (pubblicazione amatoriale/fanzine)
  • The Rainbow (pubblicazione amatoriale/fanzine)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Galpin, quoted in S. T. Joshi, H.P. Lovecraft: A Life, p.262.
  2. ^ S. T. Joshi, H.P. Lovecraft: A Life.
  3. ^ Sonia H. Davis, The Private Life of H.P. Lovecraft
  4. ^ Sonia H. Davis, The Private Life of H.P. Lovecraft
  5. ^ S. T. Joshi, H.P. Lovecraft: A Life, p.455.
  6. ^ S. T. Joshi, H.P. Lovecraft: A Life.
  7. ^ Sonia H. Davis, The Private Life of H.P. Lovecraft
  8. ^ S. T. Joshi, H.P. Lovecraft: A Life.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sonia Greene, The Private Life of H.P. Lovecraft Necronomicon Press, 1985, 1992, ISBN 0-318047-18-7
  • S. T. Joshi , H.P. Lovecraft: A Life, Necronomicon Press, 1996, ISBN 0-940884-88-7

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