Sonchus arvensis

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Grespino dei campi
Sonchus arvensis20090912 318.jpg
Sonchus arvensis
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hyoseridinae
Genere Sonchus
Specie S. arvensis
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hyoseridinae
Nomenclatura binomiale
Sonchus arvensis
L., 1753

Il grespino dei campi (nome scientifico Sonchus arvensis L., 1753) è una specie di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Sonchus) ha probabilmente origine nel periodo classico antico, infatti era usato già ai tempi di Teofrasto e di Plinio (in realtà il vocabolo usato era lievemente diverso: "sogchos).[1] Il nome specifico (arvensis) significa "dei campi" con riferimento al suo habitat abituale.[2]
Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum" del 1753.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento

(La seguente descrizione è relativa alla specie Sonchus arvensis s.l.; per i dettagli delle varie sottospecie vedere più avanti.)
Queste piante sono alte da 5 a 15 dm (massimo 20 dm). La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, spesso sono dotate di un asse fiorale eretto e privo di foglie.[4][5]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea consiste in un rizoma cilindrico a portamento verticale o lungamente strisciante; può essere anche stolonifera. Diametro del rizoma: 1 cm.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta, la superficie è liscia e glabra; nella parte alta sono presenti delle ghiandole gialle ed è ramosa in modo subcorimboso. La parte basale può essere legnosa.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie

La disposizione delle foglie è alternata e si dividono in inferiori e cauline. Quelle inferiori hanno una lamina a contorno più o meno da oblungo a lanceolato; il contorno è formato da 2 - 3 copie di grossolani lobi e un lobo terminale acuto; in alcuni casi (ma raramente) le foglie possono avere una doppia dentatura grossolana senza lobi; la consistenza della lamina è coriacea (quasi succulenta); la superficie può presentarsi glaucescente, mentre i bordi possono essere spinulosi. Dimensione delle foglie: larghezza 2 - 15 cm; lunghezza 6 - 40 cm. Larghezza della zona centrale indivisa: 1 - 2 cm. Le foglie cauline sono progressivamente minori (meno lobate e con lamina quasi lineare); possiedono inoltre delle orecchiette basali semiamplessicauli cordate.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Il capolino con l'involucro

Le infiorescenze sono composte da capolini in formazione subcorimbosa con peduncoli giandolosi (le ghiandole sono in genere gialle). I capolini sono formati da un involucro a forma cilindrica composto da brattee (o squame) disposte in modo embricato su 2 - 4 serie all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. I capolini spesso sono pauciflori. Le squame esterne hanno una forma lanceolata. Il ricettacolo è nudo, senza pagliette a protezione della base dei fiori. Diametro del capolino: 2 - 4,5 cm. Dimensione dell'involucro: larghezza 7 - 15 mm; lunghezza 12 - 25 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori ligulati

I fiori sono tutti del tipo ligulato[6] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[7]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è colorata di giallo dorato. I tubi sono lunghi più o meno come le ligule. Lunghezza della corolla: 12 - 20 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[8] Le antere alla base sono acute.
  • Fioritura: da giugno a settembre (ottobre).

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno una forma compressa con 5 coste longitudinali per lato, sono ristretti alla base ma non all'apice (sono troncati e senza becco), sono lunghi 3 - 3,5 mm e sono colorati di bruno-scuro. Il pappo è formato da setole semplici e fragili, e la colorazione è nivea. Lunghezza del pappo 8 - 14 mm.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza di Sonchus arvensis (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[9] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[10]). Il genere Sonchus comprende circa un centinaio di specie, mezza dozzina delle quali sono presenti nella flora spontanea italiana.
Il numero cromosomico di S. arvensis è: 2n = 18, 2n = 36 e 2n = 54.[5][11]

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Per questa specie sono descritte le seguenti sottospecie (le prime due sono presenti sul territorio italiano).[4][12]

sottospecie arvensis[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della sottospecie arvensis (Distribuzione regionale[13] – Distribuzione alpina[14])
Formazione: delle comunità perenni nitrofile
Classe : Agropyretea intermedii - repentis.

sottospecie uliginosus[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della sottospecie uliginosus (Distribuzione regionale[15] – Distribuzione alpina[16])
  • nome scientifico: Sonchus arvensis L., 1753 subsp. uliginosus (Bieb.) Nyman, 1879;
  • basionimo: Sonchus uliginosus M. Bieb., 1808;
  • descrizione: questa entità è alta da 50 a 100 cm; il diametro del capolino varia da 20 a 35 mm; sia i peduncoli che gli involucri sono glabri; le squame maggiori dell'involucro sono lunghe 10 - 15 mm;
  • geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Eurosiberiano divenuto Eurasiatico;
  • distribuzione: in Italia si trova raramente solo nella parte settentrionale; oltre confine (sempre nelle Alpi) si trova in Svizzera (cantoni Vallese e Ticino); sugli altri rilievi europei si trova nel Massiccio del Giura e nei Carpazi;[14]
  • habitat: l'habitat tipico per questa sottospecie sono gli incolti, i orti, le scarpate erbose e i bordi dei campi; ma anche gli ambienti umidi, e i prati e pascoli igrofili; il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere umido.
  • distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1500 m s.l.m.; frequentano quindi il seguente piano vegetazionale: collinare, montano (oltre a quello planiziale – a livello del mare).
  • dal punto di vista fitosociologico la sottospecie appartiene alla seguente comunità vegetale[14]:
Formazione : delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe: Filipendulo-Convolvuletea
Ordine: Convolvuletalia
Alleanza: Convolvuletalia sepium.

altre sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

  • Sonchus arvensis subsp. humilis (N.I.Orlova) Tzvelev - Distribuzione: Nord Europa.[17]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[12][18]

  • Hieracium arvense (L.) Scop.
  • Sonchoseris arvensis Fourr.
  • Sonchoseris decora Fourr.
  • Sonchus arvensis var. arvensis
  • Sonchus arvensis var. glabrescens (sinonimo della sottospecie uliginosus)
  • Sonchus arvensis var. laevipes Boiss. (sinonimo della sottospecie uliginosus)
  • Sonchus arvensis var. shumovichii B.Boivin (sinonimo della sottospecie arvensis)
  • Sonchus arvensis var. tenggerensis Hochr.
  • Sonchus arvensis var. typicus Hochr.
  • Sonchus arvensis var. uliginosus (M.Bieb.) Trautv. (sinonimo della sottospecie uliginosus)
  • Sonchus arvensis f. arvensis
  • Sonchus arvensis f. glabrescens (Günther, Grab. & Wimm.) Kirp. (sinonimo della sottospecie uliginosus)
  • Sonchus decorus Castagne
  • Sonchus exaltatus Wallr.
  • Sonchus glandulosus Schur
  • Sonchus hantoniensis Sweet
  • Sonchus hispidus Gilib.
  • Sonchus ketzkhovelii Schchian
  • Sonchus nitidus Vill.
  • Sonchus pratensis Schur
  • Sonchus repens Bubani
  • Sonchus vulgaris Rouy
  • Sonchus vulgaris Rouy subsp. arvensis (L.) Rouy
  • Sonchus vulgaris Rouy subsp. vulgaris

Nomi obsoleti[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco seguente indica alcuni nomi della specie di questa voce non ritenuti più validi (tra parentesi il taxon a cui si riferisce eventualmente il nome obsoleto):[12]

  • Sonchus arvensis subsp. aquatilis (Pourr.) P.Fourn. (sinonimo di Sonchus aquatilis Pourr.)
  • Sonchus arvensis subsp. arenicola (Vorosch.) Vorosch. (sinonimo di Sonchus brachyotus DC.)
  • Sonchus arvensis subsp. brachyotus (DC.) Kitam. (sinonimo di Sonchus brachyotus DC.)
  • Sonchus arvensis subsp. maritimus (L.) P.Fourn. (sinonimo di Sonchus maritimus L.)
  • Sonchus arvensis subsp. uliginosus (M.Bieb.) H.Neumayer
  • Sonchus arvensis var. eglandulosus Farw.)
  • Sonchus arvensis var. glaber Haines (sinonimo di Sonchus brachyotus DC.)
  • Sonchus arvensis var. laevipes Koch (sinonimo di Sonchus brachyotus DC.)
  • Sonchus arvensis var. maritimus Wahlenb.
  • Sonchus arvensis var. mauritanicus (Boiss. & Reut.) Batt. (sinonimo di Sonchus mauritanicus Boiss. & Reut.)
  • Sonchus arvensis var. nanus Phil.
  • Sonchus arvensis f. brachyotus (DC.) Kirp. (sinonimo di Sonchus brachyotus DC.)

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito del genere Sonchus le seguenti specie (che vivono sull'arco alpino) possono essere confuse fra di loro:[4]

  • Sonchus arvensis: i fusti sono poco ramosi con foglie cauline provviste di orecchiette cordate; le ghiandole dell'involucro e del peduncolo sono gialle; gli stigmi sono gialli; gli acheni hanno 5 coste per faccia;
  • Sonchus asper: i fusti sono molto ramosi con foglie lucide e spinose; gli stigmi sono verde-olivacei; gli acheni sono lisci con tre coste per faccia.
  • Sonchus oleraceus: i fusti sono molto ramosi con foglie opache e lisce; gli stigmi sono verde-olivacei; gli acheni sono spinulosi sulle tre coste per faccia.
  • Sonchus palustris: i fusti sono poco ramosi con foglie cauline provviste di orecchiette acute; le ghiandole dell'involucro e del peduncolo sono nere; gli stigmi sono gialli; gli acheni hanno 5 coste per faccia.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicamentose:[19]

  • antinfiammatoria (attenua uno stato infiammatorio);
  • sedativa (calma stati nervosi o dolorosi in eccesso);
  • espettorante (favorisce l'espulsione delle secrezioni bronchiali).

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Di questa pianta si utilizzano le foglie e le radici. Le foglie si raccolgono da giovani e possono essere mangiate sia cotte che crude (hanno comunque un gusto lievemente amaro e si devono asportare le spine marginali). Si possono utilizzare anche i gambi cotti come gli asparagi. Le radici trattate opportunamente possono essere usate come surrogato del caffè. Le foglie contengono sali minerali e vitamine C (47 mg di vitamina C per 100 g di prodotto lordo, mentre le proteine sono il 2% del peso secco).[19]

Denominazioni in altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

Il grespino dei campi in altre lingue è chiamato:

  • (DE) Acker-Gänsedistel
  • (FR) Laiteron des champs
  • (EN) Perennial Sowthistle

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Motta 1960, Vol. 3 - pag. 729
  2. ^ Botanical names. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  3. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  4. ^ a b c Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 262
  5. ^ a b eFloras - Flora of North America. URL consultato il 14 febbraio 2013.
  6. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 12
  7. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  8. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1
  9. ^ Judd 2007, pag. 520
  10. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  11. ^ Tropicos Database. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  12. ^ a b c Global Compositae Checklist. URL consultato il 14 febbraio 2013.
  13. ^ Checklist of the Italian Vascular Flora, p. 169
  14. ^ a b c d e Flora Alpina, Vol. 2 - p. 650
  15. ^ Checklist of the Italian Vascular Flora, p. 169
  16. ^ Flora Alpina, Vol. 2 - p. 650
  17. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  18. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  19. ^ a b Plants For A Future. URL consultato il 21 febbraio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 262, ISBN 88-506-2449-2.
  • D. Aeschimann, K. Lauber, D.M. Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 650.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 169, ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 198, Berlin, Heidelberg, 2007, pag. 190.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]