Sonata per pianoforte n. 4 (Beethoven)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sonata per pianoforte n. 4
Grande sonata per il Clavicembalo o il Pianoforte
Op7 pri mov.png
Sonata Op. 7, primo movimento
Compositore Ludwig van Beethoven
Tonalità Mi bemolle maggiore
Tipo di composizione sonata
Numero d'opera Op. 7
Epoca di composizione 1796-1797
Pubblicazione Artaria, Vienna — 1797
Dedica Contessina Anna Luisa Barbara (Babette) von Keglevich
Durata media 29 minuti
Organico

La Sonata per pianoforte n. 4 è considerata da alcuni critici il primo dei grandi lavori composti da Beethoven; lo stesso autore lo tenne in considerazione, tanto da pubblicarlo con un numero d'opus proprio (anziché insieme ad altre composizioni, come nel caso delle precedenti 3 sonate per pianoforte). Sempre Beethoven volle intitolarlo Grande sonata, appellativo con cui talvolta è indicata.[1]

L'Op.7 nacque in poco tempo, a cavallo tra il 1796 e il 1797.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La quarta sonata è strutturata in 4 movimenti:

  1. Allegro molto e con brio;
  2. Largo, con gran espressione (in Do maggiore);
  3. Scherzo: Allegro;
  4. Rondò: Poco allegretto e grazioso.


Sia l'Allegro molto e con brio che il successivo Largo sono basati su sonorità quasi orchestrali. Notevole in quest'ultimo l'effetto creato dalle numerose pause presenti già nella prima battuta.

Op7 seg mov.png

All'interno del terzo movimento (Scherzo: Allegro) troviamo una sezione in Mi bemolle minore – battuta 95 – costituita da un continuo fluire di terzine e da improvvisi sbalzi dinamici; si tratta di una parentesi dal sapore prettamente romantico.[2]

Op7 ter mov.png

La dolce melodia che apre il Rondò finale, dopo essere stata trasportata un'ottava più in basso, viene repentinamente riportata nei registri acuti della tastiera ma sempre accompagnata da note ribattute.

Op7 quar mov.png
Aiuto
Primo movimento: Allegro molto e con brio (info file)

Analisi del Primo movimento[modifica | modifica wikitesto]

Il primo movimento di questa quarta sonata di Beethoven è un “Allegro molto e con brio” in sei ottavi in mi bemolle maggiore. La struttura del movimento è quella della Forma-sonata: Esposizione dei temi fondamentali (sono tre), Sviluppo del materiale sonoro e Ripresa finale.[3]

Esposizione[modifica | modifica wikitesto]

Il tema si sviluppa per 17 misure; prima con degli accordi sulla tonica, poi attraverso una serie continua di terzine di crome fino alla sua chiusura con una cadenza perfetta: dominante (settima di dominante) – tonica [4] [bb. 1-17]:

Beethoven Sonata piano no4 mov1 01.JPG

L'essenza stessa sia formale che spirituale di questo tema sta nei primi quattro accordi: accordo di tonica e il suo immediato rivolto con una discesa di terza [5]
Segue la codetta del tema (7 misure) che si conclude con un accordo di settima di tonica (mi bemolle maggiore settima) che si chiude (sempre con lo stesso accordo) su un suo rivolto tramite una discesa di terza: ulteriore affermazione dell'elemento fondamentale di questo tema. Il secondo tema si presenta a misura 26 con un'anacrusi (un sol in ottava). Anche in questo secondo tema alcuni commentatori vedono negli accordi centrali dello stesso un richiamo alle terze discendenti del primo tema confermando così il “pieno mondo beethoveniano” con la sua ”non confondibile fisionomia” ormai presente in questa quarta sonata[6] [bb.26-34]:

Beethoven Sonata piano no4 mov1 02.JPG

Segue una ripetizione ritmica del secondo tema (battute 35-38) alla quale si collega direttamente la codetta del tema (battute 39-58), e un ponte modulante di preparazione al terzo tema esposto alla dominante (si bemolle maggiore) che nella zona centrale modula a fa maggiore (dominante di dominante) [bb. 59-66]:

Beethoven Sonata piano no4 mov1 03.JPG

Segue una ripetizione variata del terzo tema (battute 67-73) e quindi la codetta del tema che incalzando ritmicamente si conclude su un accordo fortissimo di settima diminuita (mi bemolle minore settima diminuita con la quinta diminuita) che risolve su un do maggiore[6] [bb.79-81]:

Beethoven Sonata piano no4 mov1 04.JPG

Si entra così nella coda vera e propria dell'Esposizione, la parte più virtuosistica di questa prima parte. Alcuni momenti interessanti sono a battuta 92 e seguenti dove su un pedale di dominante (si bemolle) si susseguono vaghe e fluide modulazioni, oppure più avanti a battuta 110 dove l'insistenza sulla dominante, accompagnata da scorrevoli sestine, prepara l'ambiente armonico dello Sviluppo (la coda infatti si conclude con un doppio accordo sulla dominante - si bemolle maggior – battute 134-5)[7]:

Beethoven Sonata piano no4 mov1 05.JPG

Prima della conclusione dell'Esposizione Beethoven ci propone 8 misure con un tema aritmico che avrà una certa importanza nello Sviluppo, ma che serve anche ad evidenziare opportunamente il ritorno alla linea formale iniziale [bb. 126-134]:[7]

Beethoven Sonata piano no4 mov1 06.JPG

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Lo Sviluppo (battute 136-152) inizia con il tema principale esposto nella tonalità di sol maggiore settima (è la dominante della tonalità relativa minore di mi bemolle maggiore, ossia do minore).[7] Ma subito Beethoven riprende il tema aritmico presentato nella parte finale della coda e lo sviluppa per 16 misure (battute 152-167). Ritorna brevemente il tema principale per introdurre questa volta il secondo tema (battute 168-184). Una brevissima coda chiude lo Sviluppo e preannuncia la Ripresa; sono 4 battute (battute 185-187) nelle quali due accordi in piano sono inframezzati da due pause: un espediente tipicamente beethoveniano per creare una tensione che si scarica all'entrata del tema principale[7].

Ripresa[modifica | modifica wikitesto]

Riprende il materiale tematico dell'Esposizione: ritorna il tema principale alla tonica con la codetta (battute 188-213); ritorna il secondo tema non nella sua forma iniziale, ma nella sua variante ritmica (battute 35-38 nell'Esposizione, ora battute 214-219); e ritorna quindi il terzo tema ora alla tonica (battute 238-260). Come nell'Esposizione una serie di accordi ribattuti di settima diminuita facevano da “cerniera” per la coda finale dell'Esposizione, così anche qui una serie di accordi ribattuti di settima diminuita (sulla dominante minore e non sulla tonica minore, come nell'Esposizione) aprono la Coda Finale al movimento. Il materiale è simile (almeno nella prima parte) ma ora l'ambiente tonale insiste di più sulla tonica. Ad esempio le sestine presenti nelle battute 110-125 dell'Esposizione ora sono supportate da insistenti pedali sulla tonica (mi bemolle) (battute 290-305); stessa sorte seguono anche alcune figurazioni precedenti (confrontare le battute 92-95 dell'Esposizione con le corrispondenti battute 272-275 della Coda).
È nel finale che questa Coda acquista un preciso significato strutturale e non soltanto formale. Alla fine del tema aritmico ritornano prepotentemente (a battuta 312) gli accordi del tema principale: dimostrazione sicura del loro profondo e indubbio valore tematico[7]. In questa fase finale vengono ripresentati brevemente e in modo incisivo i più importanti elementi del movimento. Infatti prima dell'ultima apparizione del tema fondamentale troviamo il terzo tema (battute 322-337) e il temetto aritmico (battute 338-348). Non compare quindi il secondo tema. A battuta 348 ritorna definitivamente e per l'ultima volta il tema base del movimento.
È da notare come in questa ultima esposizione del tema Beethoven inverta l'accento del motivo. Se nella prima esposizione l'accento cadeva all'inizio del tema ossia sul primo accordo, ora cade sul secondo accordo (l'accento è dato dalla nota più bassa della mano sinistra):[4]

Beethoven Sonata piano no4 mov1 07.JPG

La disposizione degli accenti ci fa anche capire l'ultima misura vuota con una corona sopra (la corona potrebbe benissimo trovarsi sull'ultima pausa della misura precedente). In realtà Beethoven in questa ultima esposizione del tema “pensa” per moduli di due battute con gli accenti sulla misura pari. L'ultima misura è quindi necessaria per completare in modo simmetrico l'esposizione finale del tema.[4]

Beethoven Sonata piano no4 mov1 08.JPG

Analisi del Secondo movimento[modifica | modifica wikitesto]

“Largo con grande espressione" è scritto in testa al secondo movimento in tre quarti. È questo uno dei più grandi movimenti lenti del “primo” Beethoven. La forma potrebbe essere ABA ma eccezionalmente variata, altri studiosi “vedono” un Rondò; probabilmente qui siamo di fronte ad una libera espressione artistica[8] con sonorità ricche e quasi orchestrali[9]. Il tema inframezzato da diverse pause (che acquistano un significato quasi melodico) inizia nella tonalità di do maggiore (la tonica di questo movimento): è il modo maggiore della relativa minore della tonalità di base del primo movimento o anche sopradominante. Anche in questo tempo lento l'Autore ha scelto una tonalità in relazione di terza con il tono del movimento precedente (come nel tempo lento della seconda sonata dell'opera 2 e come faceva spesso Haydn)[10] [bb. 1-8]:

Beethoven Sonata piano no4 mov2 01.JPG

Nella codetta del tema (ma potrebbe essere anche una ripetizione variata dello stesso) Beethoven aggiunge qualche melisma per arricchire la scarna linea melodica del tema (battute 8-20). Ad alcuni accordi in fortissimo segue un ponte modulante (battute 22-24) per preparare l'entrata del secondo tema.
Il secondo tema, esposto nella tonalità di la bemolle maggiore (sopradominante abbassata se rapportata al movimento iniziale[10]), sembra quasi un corale. La linea melodica (“sempre tenuto e legato”) contrasta, ma in modo gradevole ed equilibrato, con l'accompagnamento ”staccato” [bb. 25-32]:

Beethoven Sonata piano no4 mov2 02.JPG

Questo tema viene ripetuto in modo variato nelle battute 33-37; quindi alcune misure (una specie di codetta del tema) dove ritornano le pause iniziali, preparano il ritorno del tema principale (tre misure 42-44) nella tonalità di si bemolle maggiore (la dominante rispetto al primo movimento); tema che viene subito elaborato e variamente ripreso compresi i melismi iniziali (battute 45-70). Questa fase può essere intesa come una ripresa del tema fondamentale[10]. Ritornano le due battute con accordi in fortissimo e un breve ponte modulante, preparazione alla riesposizione del secondo tema. Questo si ripresenta modificato alla mano sinistra e nella tonalità di do maggiore (la tonica per questo movimento), mentre è la destra a proporre l'accompagnamento, ora lievemente sincopato. Anche le figurazioni della codetta sono nuove (battute 75-87).
Le ultime misure riservano una certa sorpresa. Ritorna il tema (come da manuale) ma sovrapposto a pesanti accordi in ottava del basso. Sono accordi che scendono cromaticamente fino a chiudersi su due corti accordi staccati in pianissimo (settima di dominante - tonica) [bb. 87-91]:[10]

Beethoven Sonata piano no4 mov2 03.JPG

Analisi del Terzo movimento[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo movimento è uno Scherzo con Trio. La struttura è la seguente: esposizione dello Scherzo – sviluppo dello Scherzo – esposizione del Trio – sviluppo del Trio – da capo dello Scherzo. La tonalità di base è mi bemolle maggiore, il tempo è un “Allegro” in tre quarti. L'impostazione è ancora quella di un Minuetto, ma lo spirito è già quello di un tipico scherzo beethoveniano [8].

Esposizione dello Scherzo[modifica | modifica wikitesto]

Il tema dello Scherzo si compone di una frase esposta nelle 8 misure classiche[11] con inizio sulla tonica (mi bemolle maggiore) e conclusione sulla dominante (si bemolle maggiore) [bb.1-8]:

Beethoven Sonata piano no4 mov3 01.JPG

Segue la ripetizione del tema con una codetta terminante sulla dominante (battute 9 – 24).

Sviluppo dello Scherzo[modifica | modifica wikitesto]

Le prime due battute del tema vengono utilizzate per costruire una nuova figura melodica presentata in contrappunto: è il punto di partenza dello sviluppo dello Scherzo [bb. 25-30]:

Beethoven Sonata piano no4 mov3 02.JPG

Interessante è la parte finale dello sviluppo (a dimostrazione delle infinite possibilità di elaborazione dei temi beethoveniani) dove su una inciso preso dal tema un pedale di dominante (si bemolle) modula in un pedale di tonica (mi bemolle) [bb. 70-80]:

Beethoven Sonata piano no4 mov3 03.JPG

Esposizione e sviluppo del Trio[modifica | modifica wikitesto]

Il Trio è nella tonalità minore di mi bemolle minore. La melodia è nascosta in un movimento di terzine arpeggiate che creano un'atmosfera molto coloristica con un'armonia che si snoda lentamente [bb. 97-113] [9][12]

Beethoven Sonata piano no4 mov3 04.JPG

Questo tema termina modulando sulla dominante maggiore (si bemolle maggiore). Lo sviluppo del Trio riprende dalla dominante ma, per non perdere il colore iniziale, ritorna nel modo minore (si bemolle minore) [bb. 114-152]:

Beethoven Sonata piano no4 mov3 05.JPG

Alla fine del Trio si riespone completamente lo Scherzo ma senza i ritornelli.

Analisi del Quarto movimento[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo movimento di questa sonata è un Rondò nella forma: ABACABA. In partitura è indicato ”Poco allegretto e grazioso” con un tempo di due quarti.

Prima esposizione del tema e primo episodio[modifica | modifica wikitesto]

Il tema è questo [bb. 1-5]:

Beethoven Sonata piano no4 mov4 01.JPG

È una linea melodica dal carattere amabile senza grandi pretese[12]. Il tema viene ripetuto con una breve codetta e a battuta 12 dopo un breve ritardano la linea melodica si arresta sulla dominante (si bemolle) per richiamare l'attenzione delle battute conclusive di questa prima esposizione del tema. Segue il primo episodio intermedio caratterizzato inizialmente da una scaletta ascendente di biscrome e da quartine di semicrome ribattute [bb. 17-50]:

Beethoven Sonata piano no4 mov4 02.JPG

Seconda esposizione del tema e secondo episodio[modifica | modifica wikitesto]

A battuta 51 ritorna il tema del Rondò con una chiusura più breve rispetto alla prima volta: in totale 14 misure. Il secondo episodio è esposto nella tonalità relativa minore (do minore). Beethoven prepara questa nuova tonalità con delle spoglie e laconiche ottave in sforzando sul si naturale[12]:

Beethoven Sonata piano no4 mov4 03.JPG

Questo secondo episodio è caratterizzato da quartine di biscrome accompagnate da accordi, in parte sul tempo forte della battuta e in parte sincopati. L'episodio viene ripetuto due volte (ci sono due ritornelli). Il tutto risulta di una brillantezza impressionante [12].

Terza esposizione del tema e terzo episodio e finale[modifica | modifica wikitesto]

A battuta 101 ritorna per la terza volta il tema del Rondò seguito dal terzo episodio (in realtà si tratta del primo episodio esattamente ripetuto). A battuta 147 ritorna per la quarta volta il tema. Questa volta il tema appare riccamente decorato; sembra che Beethoven abbia atteso questo momento per riservarci il massimo effetto per la fine del movimento[12]. A battuta 170 inizia la coda del movimento e dell'intera sonata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Guanti, Invito all'ascolto di Beethoven, Milano, Mursia, 1995, p. 333, ISBN 88-425-1647-3.
  2. ^ Giovanni Guanti, Invito all'ascolto di Beethoven, Milano, Mursia, 1995, p. 334, ISBN 88-425-1647-3.
  3. ^ Nielsen 1961, pag. 250
  4. ^ a b c Rosen 2008, pag. 148
  5. ^ Scuderi 1985, pag. 47
  6. ^ a b Scuderi 1985, pag. 48
  7. ^ a b c d e Scuderi 1985, pag. 50
  8. ^ a b Scuderi 1985, pag. 51
  9. ^ a b Abraham 1984, pag. 365
  10. ^ a b c d Rosen 2008, pag. 149
  11. ^ Chiaramello 1985, pag. 22
  12. ^ a b c d e Rosen 2008, pag. 150

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Audio[modifica | modifica wikitesto]

Spartiti[modifica | modifica wikitesto]


musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica