Somalia Italiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Somalia Italiana
Somalia Italiana – Bandiera Somalia Italiana - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: FERT
Somalia Italiana - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Somalia Italiana
Nome ufficiale Somalia Italiana
Lingue ufficiali Italiano
Lingue parlate Somalo
Inno Marcia Reale
Capitale Mogadiscio  (55.000 ab. / 1938)
Dipendente da Flag of Italy (1861-1946).svg Impero Italiano
Politica
Forma di Stato Monarchia
Forma di governo Colonia
Nascita 1889
Fine 1936
Causa Unione con l'Africa Orientale Italiana
Territorio e popolazione
Bacino geografico Corno d'Africa
Economia
Valuta Rupia somala

Lira somala

Somalia Italiana - Mappa
Evoluzione storica
Succeduto da Flag of Italy (1861-1946).svg Africa Orientale Italiana

La Somalia Italiana fu, dal 1889 al 1908, un protettorato e poi, dal 1908, una colonia italiana. Nel corso della Seconda guerra mondiale, nel 1941, avvenne l'occupazione da parte del Regno Unito che si protrasse fino al 1949-1950. Dal 1950 fino al 1960 fu sotto l'Amministrazione fiduciaria Italiana per conto dell'ONU. La storia della Somalia come Stato sovrano riprende a partire dal 1960.[1]

Mogadiscio 1º aprile 1950: la cerimonia di ammainabandiera della bandiera britannica e l'alzabandiera del tricolore italiano segna l'inizio dell'Amministrazione fiduciaria italiana della Somalia.


Indice

Antefatti [modifica]

Il 2 ottobre 1869 il governo italiano, guidato dal presidente Luigi Federico Menabrea, stipula un trattato segreto per comprare terreno sulle coste dell'Africa allo scopo di promuovere il colonialismo italiano. Nel 1885 viene stipulato il primo accordo tra il sultano di Zanzibar e l'Italia per ottenere un protettorato sulla Somalia; in realtà l'Italia aveva iniziato ad acquisire il controllo di varie parti della Somalia dal 1880 con alle spalle una controversa situazione internazionale, dove alcuni stati sostenevano questo genere di politica estera. Sin dal 1869 esistevano territori italiani privati, proprietà di società genovesi poi ceduti allo stato italiano, nella vicina Eritrea. Tutta l'area si trovava contesa tra Inghilterra, Italia e Francia.

Quando l'Egitto si ritirò dal Corno d'Africa nel corso del 1884, i diplomatici italiani stipularono un accordo con la Gran Bretagna per l'occupazione del porto di Massaua che assieme ad Assab formarono i cosiddetti possedimenti italiani nel Mar Rosso, dal 1890 denominati Colonia Eritrea, e base per un progetto che avrebbe dovuto sfociare nel controllo dell'intero Corno d'Africa. I britannici stabilirono il Protettorato della Somalia Britannica, futuro Somaliland, nel 1886 dopo la ritirata egiziana e il trattato con il clan Warsangeli. L'area meridionale, occupata dall'Italia nel 1892, divenne conosciuta come Somalia Italiana. La parte più settentrionale del territorio fu data alla Francia, che stabilì la Somalia Francese, costituita dai territori di Afars e Issas.

Agli inizi degli anni 1880 questa zona era abitata da popolazioni etiopiche, dancale, somale e oromo autonome o sottoposte a diversi dominatori: gli egiziani lungo le coste del Mar Rosso, sultani (tra cui Harar, Obbia, Zanzibar), emiri e capi tribali, mentre l'Etiopia, era retta dal Negus Neghesti (Re dei Re) Giovanni IV, con la presenza di un secondo Negus (Re) nei territori del sud: Menelik.

Somalia Italiana [modifica]

Il Regno d'Italia cominciò a penetrare nell'area somala negli anni Ottanta dell'Ottocento, fino alla creazione di una vera e propria colonia.[2]

« Nel 1891 governo aveva concluso accordi con il Sultano di Zanzibar per la cessione, in affitto dei porti del Benadir, Merca, Brava, Mogadiscio e Uarsciek per il canone annuo di 160 mila rupie da iniziarsi nel 1893 per un triennio a titolo di esperimento. Il contratto era stato rinnovato alla scadenza, nel 1896. Si giungeva così al 1905, quando lo Stato italiano acquistava per contanti dal Sultano (144 mila sterline) i diritti di sovranità sulla Somalia, che veniva così, da quel momento in poi, amministrata da governatori italiani. Il primo fu Luigi Mercatelli, seguito da Giovanni Cerrina-Ferroni, Alberto Corsi, Gino Macchioro, Giacomo De Martino, nuovamente Cerrina-Ferroni, Carlo Riveri, Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon, al quale sarebbero succeduti Guido Corni, Maurizio Rava, e il maresciallo Rodolfo Graziani.Nel frattempo, a partire dal 1908, era iniziata la conquista del retroterra verso l’Ogaden, sino ai confini preventivamente concordati con l’Etiopia e quindi sino al Golfo di Aden.[3] »

Nel 1936, dopo la guerra d'Etiopia, la Somalia Italiana entrò a far parte dell'Africa Orientale Italiana insieme all'Etiopia e all'Eritrea e le venne aggiunto l'Ogaden.

Numerosi coloni italiani si radicarono nella Somalia italiana, specialmente nella capitale Mogadiscio dove gli Italo-somali erano 20.000 (su un totale di 50.000 abitanti) nel 1938.[4] Negli anni trenta la Somalia ebbe un notevole sviluppo economico, centrato sull'esportazione di banane e prodotti agricoli. La capitale Mogadiscio ebbe uno sviluppo urbano, all'interno dell'A.O.I., inferiore solo a quello di Asmara.

Le entrate della colonia somala, anche se non rilevanti, finanziarono un programma di opere pubbliche che permise il completamento della Ferrovia Mogadiscio-Villaggio Duca degli Abruzzi, la risistemazione della rete stradale con la creazione della Strada Imperiale tra Mogadiscio e Addis Abeba, e la costruzione di una diga funzionale alla realizzazione del porto di Mogadiscio.

Nell'estate 1940 le truppe italiane occuparono la Somalia Britannica o Somaliland e parte del Kenia vicino all'Oltregiuba. Questi territori furono annessi alla Somalia italiana ingrandendola e ottenendo -anche se per pochi mesi- l'unione territoriale di tutti i Somali nella "Grande Somalia".

Nel 1941, nel corso della Seconda guerra Mondiale fu occupata da truppe britanniche, che ne mantennero il controllo fino al novembre del 1949, quando le Nazioni Unite la diedero in Amministrazione fiduciaria alla Repubblica Italiana (Amministrazione fiduciaria italiana della Somalia).

Il 1º luglio 1960, la Somalia Italiana raggiunse l'indipendenza. Con l'occasione si unì al vicino Somaliland, resosi indipendente dalla Gran Bretagna il 26 giugno di quello stesso anno, per formare la repubblica di Somalia.

La "Grande Somalia" che univa tutti i Somali in uno stesso territorio

Commissariati [modifica]

Il territorio della Somalia Italiana era diviso in commissariati, a loro volta divisi in Residenze e Vice Residenze.Nel 1938 era diviso nei seguenti commissariati:

Vicecommissariati [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Riassunto storico: La storia coloniale della Somalia italiana ebbe vicende complesse perché fu divisa tra Francia, Inghilterra e Italia. I primi passi per la penetrazione italiana in Somalia furono il trattato commerciale con Zanzibar del 1885, al quale cui seguirono nel 1889 i trattati di protezione firmati con i sultani di Obbia e Migiurtinia. Nel 1891, dopo l’occupazione del villaggio di el-Athale, l’Italia ottenne in affitto dal sultano di Zanzibar i porti di Brava, Merca e Mogadiscio, la cui gestione affidò alla Compagnia Commerciale Filonardi e poi alla Società Commerciale Italiana del Benadir. Con il protocollo del maggio 1894 il Governo italiano e quello britannico si accordarono per delimitare le rispettive zone di influenza. Gli Inglesi, dopo alcuni episodi di occupazione proclamarono nel 1886 il Somaliland Protectorate, ma dal 1899 la rivolta nazionalistica capeggiata da Mad Mullah agitò la Somalia Britannica e in parte il Benadir. Nel 1905 l’Italia assunse la gestione diretta della sua colonia; dopo l’incidente di Lugh, nel 1908 si arrivò a una delimitazione approssimativa dei confini con l’Etiopia, e la colonia del Benadir fu ribattezzata Somalia Italiana. Negli anni Venti il Fascismo concluse la pacificazione del territorio, alla quale seguirono l’insediamento di coloni e lo sfruttamento delle terre più fertili per coltivazioni di tipo intensivo. Nel 1925 i possedimenti italiani si ampliarono con l’acquisizione dell’Oltregiuba dall’Inghilterra e nel 1936, dopo la conquista dell’Etiopia, la Somalia Italiana, a cui venne unito l’Ogadèn, abitato da popolazioni somale, entrò a far parte dell’Africa Orientale Italiana. Sconfitta sul campo di battaglia nel 1941, con il Trattato di Parigi del 1947, l’Italia perse la sua colonia che fu sottoposta all’amministrazione militare inglese. Più tardi l’O.N.U. assegnò all’Italia la sua ex colonia per un’amministrazione fiduciaria nel periodo 1950-60, al termine del quale il territorio sarebbe diventato indipendente.
  2. ^ La Somalia italiana | Onor, Romolo "La Somalia Italiana", libro scritto nel 1925 da Romolo Onor
  3. ^ La rinascita della Somalia
  4. ^ Sezione Somalia

Bibliografia [modifica]

  • Guida dell'Africa Orientale Italiana, Consociazione Turistica Italiana, Milano 1938
  • Luigi Vittorio Bertarelli, Guida d'Italia : Possedimenti e colonie, Touring Club Italiano, Milano, 1929
  • Calace, Francesca (a cura di), «Restituiamo la Storia» – dagli archivi ai territori. Architetture e modelli urbani nel Mediterraneo orientale. Gangemi, Roma, 2012 (collana PRIN 2006 «Restituiamo la Storia»)
  • Ercole Tuccimei, La Banca d'Italia in Africa, Presentazione di Arnaldo Mauri, Collana storica della Banca d'Italia, Laterza, Bari, 1999.

Voci correlate [modifica]