Sold

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Sold
Artista Boy George
Tipo album Studio
Pubblicazione 1987
Durata 43 min : 50 s
Dischi 1
Tracce 11
Genere Ballata
Soul
Motown
Reggae
Rock
Pop
Pop rock
Etichetta Virgin Records
Produttore Steve Levine,
Glen Skinner
Arrangiamenti vedi Credits
Registrazione Air Studios/Montserrat,
Rak Studios/Londra
Note 4 singoli estratti, Everything I Own, Keep Me In Mind, Sold e To Be Reborn;

4 lati B, di cui 3 inediti (Use Me, State Of Love e Are You Too Afraid) ed 1 inedito parziale (I Pray '87);

l'inedita State Of Love compare in due versioni, un breve Edit e un Extended Mix;

altri 2 brani coevi, non inclusi nell'album, sono i singoli di beneficenza Let It Be (con Ferry Aid) e Wishing Well (con GOSH!).
Boy George - cronologia
Album successivo
(1988)

Sold è il primo album solista del cantante britannico Boy George, ex leader del gruppo inglese dei Culture Club, pubblicato, nel 1987, su etichetta Virgin.

Il disco[modifica | modifica sorgente]

Il lavoro comprende, tra i quattro singoli estratti, la Numero 1 britannica ed europea Everything I Own. Il brano raggiunge la vetta della classifica inglese dopo una sola settimana dalla new entry, già nelle posizioni più basse della Top Ten, restando in cima alle classifiche europee per due settimane consecutive. Il grande ed inaspettato successo del singolo, nel Regno Unito e in tutta l'Europa continentale, viene definito ed interpretato come "un voto di simpatia popolare" dal cantante anglo-irlandese, reduce da una brutta storia di dipendenza da stupefacenti. Arrestato l'anno prima, l'artista aveva difatti dovuto difendersi non solo dalle accuse relative all'uso e al possesso di droghe, ma soprattutto dalla più grave presunta connessione con la morte per overdose, avvenuta nella sua casa di Hampstead, dell'amico e collega Michael Rudetsky, co-autore del brano Sexuality e musicista nel quarto album realizzato da George insieme alla band. Uscito nel 1986, poco prima che scoppiasse l'enorme scandalo che avrebbe travolto l'artista, e con lui collaboratori, musicisti e il gruppo tutto, "From Luxury to Heartache" era naufragato dopo la modesta accoglienza riservata al primo singolo, soffocato dalla massiccia copertura ricevuta invece dalla più succulenta vicenda di cronaca. Dopo tali recenti trascorsi, una volta chiarita la reale posizione del cantante, strumentalizzato e immolato come capro espiatorio, colpevole soltanto di aver pontificato troppo, negli anni precedenti, contro le droghe, per poi caderne regolarmente vittima, i risultati positivi ottenuti da Everything I Own riportano di diritto un decaduto Boy George sull'Olimpo delle popstar. Pur se oscurati dalla hit maggiore, anche gli altri tre singoli riscuotono all’epoca un buon successo: Keep Me In Mind (UK #29), To Be Reborn (UK #13) e la title-track Sold (UK #24).

In generale, il long-playing ha ricevuto i consensi della critica ed ottime recensioni, anche se la casa discografica non era inizialmente d’accordo con l’ampio utilizzo degli ottoni su molte tracce. Ma lo scopo di Sold, in quanto fatica discografica, era proprio quello di riprodurre in studio un sound che fosse il più possibile vicino alle atmosfere live, ripartendo in pratica dal punto in cui i Culture Club avevano incominciato ad affidarsi, un po' troppo ciecamente, alla tecnologia e ai computer, sempre più di moda, con esiti alterni. Il lavoro, che vede tra l'altro il ritorno di Steve Levine alla produzione, dopo la parentesi Arif Mardin/Lew Hahn sul quarto album della band, sembra il séguito ideale di "Waking Up with the House on Fire", sia dal punto di vista formale, per la lussuosa grafica di copertina, straripante di colori, scritte, spille da balia, gadget vari ed abiti della omonima linea «Boy», sia dal punto di vista dei contenuti, che paiono riprendere i momenti migliori dell'album del 1984, addirittura sfiorando, in alcuni punti (soprattutto nel brano di chiusura, la superba ballata To Be Reborn, che trasuda una sincera disperazione per la love-story finita con il batterista dei Culture Club, Jon Moss), gli eccellenti risultati dell'acclamato capolavoro del 1983, il plurivenduto "Colour by Numbers". Eppure, nonostante tutte le ottime premesse, l'album non riesce a decollare, frenato da episodi banali, da testi che, seppur ispirati da una storia vera, rasentano a tratti il nonsense, e soprattutto dall'incontenibile voglia di sperimentare con la voce, che sembra essersi impossessata del cantante come un demone.

Ed è soprattutto il desiderio di provare cose nuove, di spingersi oltre i limiti imposti dall'appartenenza ad una band che fa i danni maggiori. Al tempo stesso apprezzabile per il tentativo, e deprecabile per aver privato i fans e gli estimatori di quel caldo timbro soul, che ne costituisce ancora il marchio inconfondibile nell'altra grande ballata del disco, We've Got The Right, quella voglia di sperimentare colori vocali diversi diventa davvero un'ossessione a tratti demoniaca, che gli brucia le corde vocali nella roca Next Time o in Just Ain't Enough (a lungo candidate al ruolo di singoli, ma d'altronde ogni traccia di questo LP prima o dopo lo è stata, tanta era l'attesa per il debutto solista di un artista del calibro di Boy George), che lo spinge a tentare l'improbabile via del rap bianco nella socialmente impegnata ma insipida title-track (che raggiunge comunque la Top 30), o che gli suggerisce di incominciare a parlare della «stupefacente» vicenda che lo ha da poco coinvolto, anche se mantenendo ancora le debite distanze, tramite una cover insulsa quale Little Ghost, rovinoso elenco di cattive abitudini, ammonticchiate l'una dopo l'altra, e snocciolate con voce cupa, distante e casuale.

Di certo, non mancano i momenti ispirati: la citata We've Got The Right, la potente Freedom, forse il brano ritmato migliore, la seconda traccia, I Asked For Love, pezzo che avrebbe dovuto originariamente aprire l'album (ed ennesima candidata alla pubblicazione, puntualmente mai avvenuta, su singolo), e ovviamente tre dei quattro singoli, eccettuando il brano di apertura. Tra l'altro, la canzone che dà il titolo all'intero lavoro, Sold, è stata curiosamente aggiunta, all'ultimo minuto, come undicesima traccia, un lusso che la band non si era mai potuta permettere, forzatamente fedele al formato anni ottanta del long-playing con dieci canzoni - o tutt'al più nove, oppure otto, insomma, magari di meno, ma mai di più, pena il mancato rispetto del cliché dell'epoca - e soprattutto fedelissima alla sua personale tradizione di escludere sempre dagli album le relative title-track, non rispettata soltanto nel terzo disco, "Waking Up with the House on Fire", contenente però al suo interno un profetico riferimento ad un misterioso errore numero tre, variamente interpretato: guarda caso, il primo flop a 33 giri della band...

Nel complesso, comunque, Sold, in quanto lavoro a lungo respiro, ha di fatto ottenuto ottimi riscontri commerciali in Europa, ma un successo piuttosto modesto nel Regno Unito, dove maggiore fortuna hanno invece incontrato i quattro singoli. Negli Stati Uniti, l'album ha ricevuto un’accoglienza addirittura peggiore che nella madrepatria, per via del fatto che George non riuscì a promuovere il lavoro né con un tour né con altri mezzi, a causa di problemi da lui incontrati con la legge americana per storie anche lì legate all’uso e al possesso di stupefacenti. Per tutti questi motivi, il long-playing non è riuscito ad andare oltre le posizioni più basse della classifica Billboard Hot 200, nonostante il solista avesse ricevuto numerosi dischi di platino con i Culture Club nel corso degli anni precedenti.

I lati B[modifica | modifica sorgente]

Le sessions di Sold hanno prodotto ben 4 brani non inclusi nell'album, già molto lungo di per sé, con le sue 11 tracce, invece delle solite 10, tipiche dei 33 giri anni ottanta. Dei quattro pezzi, i tre completamente inediti, Use Me, State Of Love e Are You Too Afraid, sono stati inseriti sul retro dei primi tre singoli (rispettivamente, Everything I Own, Keep Me In Mind e Sold), mentre l'unico che era già comparso in precedenza (I Pray '87), in un album dei Culture Club, "From Luxury to Heartache", in una diversa versione (I Pray), è stato incluso sul lato B del maxi singolo 12" di Keep Me In Mind, secondo estratto dall'LP. Questo maxi singolo, pubblicato in due formati, un normale vinile con tre tracce, e un picture disc con quattro, contiene anche la versione estesa di State Of Love; il brano supplementare incluso sul solo picture disc ripropone la versione dell'album di Everything I Own, il precedente singolo apripista, che aveva raggiunto la vetta delle classifiche in una versione leggermente diversa, più asciutta e con un uso ridotto dell'effetto eco. Per la cronaca, anche il quarto 45 giri, To Be Reborn, presenta come lato B un pezzo già edito, uno dei brani dell'album più orientati al pop ballabile, Where Are You Now (When I Need You), al cui lungo titolo corrisponde la lunga serie di autori che hanno composto la traccia.

Tranne Use Me, scritta da Boy George insieme ad alcuni membri della band che lo accompagnarono nel tour live per la promozione dell'album Sold, le altre tre tracce escluse dal long-playing, sia per i testi che per le sonorità, sembrano appendici al lavoro bruscamente interrotto con i Culture Club, soprattutto vista la collaborazione su tutte del chitarrista/tastierista del gruppo, Roy Hay, che non smise mai di collaborare con l'ex leader della band per tutta la sua carriera.

Altri brani del periodo non inclusi nell'album[modifica | modifica sorgente]

Oltre all'album, il 1987 vede Boy George impegnato sul piano sociale, in due progetti discografici di beneficenza, costituiti, sui più illustri esempi della Band Aid e di USA for Africa, da due mega-gruppi di artisti, più o meno numerosi e noti. Si tratta del Ferry Aid, nutritissimo gruppo di quasi 100 artisti riuniti (prodotti dal trio del momento, Stock, Aitken & Waterman), con cui George registra la cover dei Beatles, Let It Be, raggiungendo il #1 della classifica inglese dei singoli, all'inizio del mese di aprile di quell'anno, e del GOSH!, band composta da un minor numero di artisti (comunque non meno di 50), il cui singolo Wishing Well, riscuote meno successo, raggiungendo soltanto il #22 della medesima classifica, nel novembre dello stesso anno. Per quanto riguarda Let It Be, oltre all'illustre produzione di S/A/W, da notare la partecipazione familiare di uno dei fratelli di George, David O'Dowd, tra i fotografi, un'altra illustre collaborazione, quella di Michael Jackson, a cui vengono dedicati dei non meglio specificati ringraziamenti speciali nei Credits di copertina, e la generale partecipazione del quotidiano inglese The Sun, co-responsabile, assieme alla casa discografica CBS, dell'intero progetto.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

  1. Sold – 3:54 (O’Dowd, Martin, Dozier)
  2. I Asked For Love – 4:43 (O’Dowd, Dozier)
  3. Keep Me In Mind – 4:05 (O’Dowd, Nightingale, Brown)
  4. Everything I Own" – 3:53 (Gates)
  5. Freedom – 3:49 O’Dowd, Martin, Stevens)
  6. Just Ain't Enough – 4:18 (O’Dowd, Dozier)
  7. Where Are You Now (When I Need You) – 4:16 (O’Dowd, Skinner, Stevens, Martin, Nightingale, Maidman, Wickens)
  8. Little Ghost – 3:13 (Mooney, Peroni)
  9. Next Time – 3:28 (Lasley)
  10. We've Got the Right – 3:46 O’Dowd, Martin, Stevens)
  11. To Be Reborn – 4:25 (O’Dowd, Dozier)

Lati B[modifica | modifica sorgente]

  1. Use Me – (O'Dowd, Martin, Stevens)
  2. State of Love (Edit & Extended Mix) – (O'Dowd, Hay, Pickett)
  3. I Pray '87 – (O'Dowd, Hay, Moss, Craig, Pickett)
  4. Are You Too Afraid – (Hay, O'Dowd)

Altri brani del periodo non inclusi nell'album[modifica | modifica sorgente]

  1. Let It Be (con Ferry Aid) - 6:08 (Lennon, McCartney)
  2. Wishing Well (con GOSH!) - 5:30 (Copping)

Credits[modifica | modifica sorgente]

Formazione/Musicisti[modifica | modifica sorgente]

Staff/Produzione[modifica | modifica sorgente]

  • Stewart Levine: produzione
  • Glenn Skinner: tecnico del suono; produzione in 10
  • Steve Reece: assistente tecnico del suono
  • Malcom Garrett per Assorted iMaGes: copertina
  • Paul Gobel, Johnny Rozsa, Bill Ling: fotografia
  • MBS Studios & PRT Studios: studi di registrazione per Wishing Well
  • Ray Santilli, Keff McCulloch: produzione in Wishing Well
  • Mike "Cosmic" Dutton: tecnico del suono in Wishing Well
  • Steve Orchard, Richard Dawlin, Michelle de Vries: assistenti tecnico del suono in Wishing Well
  • MBS Records: marketing in Wishing Well
  • PRT Records: realizzazione del manufatto e distribuzione in Wishing Well
  • Stock, Aitken & Waterman: produzione in Let It Be
  • PWL Studios, The Borough, Londra: studio di registrazione e coordinamento studio in Let It Be
  • Anglo-Irish, Impulse: promozione in Let It Be
  • Harding, Hammond & McGuire: tecnici del suono in Let It Be
  • Nick Morris, Fiona O'Mahoney & staff della MGMM Video; Diana Smith, Rob Jones, Mike Hollingsworth & staff della Music Box: film & TV in "Let It Be"
  • Gary Bushell, Nick Ferrari, Sue Humphris, Jane Moore, David Nicholson, Kevin O'Sullivan: The Sun in "Let It Be"
  • Dave Hogan, David O'Dowd, Harry Page, Caroline Bettaney: fotografie in "Let It Be"
  • Graham Watson-Thomas: logo in Let It Be
  • Agfa Film, Cinefocus, Kay's Film Processing, Richard Film Service, Spats Catering, The Badge Shop: collaborazione extra in Let It Be
  • Michael Jackson: collaboratore speciale in Let It Be
  • Sun Art Desk: grafica in Let It Be
  • Condor Litho: colore in Let It Be

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4 singoli estratti, Everything I Own, Keep Me In Mind, Sold e To Be Reborn, di cui Everything I Own, Numero Uno in UK/Europa, in una versione leggermente diversa da quella del singolo.

Il singolo Sold esce anche in un cofanetto deluxe ad edizione limitata, contenente, oltre al 45 giri con copertina lucida, cartoline, spille e toppe da cucire sugli abiti.

4 lati B, di cui 3 inediti, non inclusi in nessun album e mai pubblicati prima di allora (Use Me, State Of Love e Are You Too Afraid) ed 1 inedito parziale (I Pray '87), costituito dal remix di un brano del 1986, I Pray, originariamente inserito in From Luxury to Heartache, quarto album dei Culture Club.

L'inedita State Of Love compare in due versioni: il breve Edit sul retro del singolo di Keep Me In Mind, e l'Extended Mix sulla B-side del relativo maxi singolo (uscito anche in formato picture disc, sempre contenente il suddetto Mix, e un brano in più, la versione dell'album di Everything I Own, rispetto al comune vinile con tre tracce).

Altri due brani coevi non inclusi nell'album sono i singoli di beneficenza Let It Be (con Ferry Aid) e Wishing Well (con GOSH!), realizzati con due mega-band di artisti noti riuniti, in cui Boy George ha un importante ruolo vocale solista.

Dettagli pubblicazione[modifica | modifica sorgente]

Paese Data Etichetta Formato N° Catalogo
Regno Unito 1987 Virgin CD CDV 2430
MC MCV 2430
LP V 2430

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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