Solaro (Gottolengo)

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Solaro è un grande complesso cascinale, è considerato come un'ex frazione che appartiene al comune di Gottolengo. Il nome di questa località deriva quasi certamente dal latino "Solarium" che significa terrazzo soleggiato.[1]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

L'entrata dell'ex forte; oggi adibito a cascina

Il complesso sorge a circa quattro Km a nord del centro abitato di Gottolengo, ed è facilmente raggiungibile percorrendo una strada asfaltata che da Gottolengo conduce fino al vicino comune di Ghedi passando attraverso i campi.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La località nacque probabilmente nel Medioevo come una curtis della Badia Leonense. Gli abitanti che vi risiedevano erano per la maggior parte dediti alla pastorizia oppure all'agricoltura. Nel 1517 una nobile famiglia locale, fece costruire nel centro dell'abitato una sorta di casale fortificato.[3] Ben presto tutt'attorno vennero edificati molteplici cascinali e la popolazione crebbe, vennero infatti costruiti un mulino ad acqua e una chiesa dedicata a S. Antonio abate, che tuttora esiste costruita sulle spoglie della precedente.[3] Durante il secolo scorso la frazione raggiunse circa 1500 abitanti e possedeva anche una scuola, che venne però chiusa durante gli anni settanta e ad oggi demolita per motivi di sicurezza. Con la chiusura della scuola e l'emigrazione degli abitanti nelle città industriali, la frazione si spopolò fino a divenire disabitata.[1]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa della frazione

La cascina[modifica | modifica sorgente]

La cascina attorno alla quale la frazione si sviluppa venne costruita nel XVI secolo dai nobili Rodengo.[4] Fu dotata subito di mezzi di difesa, tanto da divenire una sorta di piccolo forte. Nel 1700 il Castello fu ristrutturato e da quel momento sul portone d'ingresso campeggia la scritta "UMANUM EST ERRARE". Fino al secolo scorso il complesso, ridotto in cascina a corte fu massicciamente abitato, oggi invece rimane solo la struttura poiché la frazione è disabitata.[3]

La chiesa di Sant'Antonio abate[modifica | modifica sorgente]

La chiesa originaria sorse nel XVIII secolo, sui resti di un'altra più antica risalente fra il XVI-XV secolo sempre dedicata al medesimo santo. I resti della chiesa più antica fanno oggi parte dell'attuale sagrestia. Il luogo è dedicato a Sant'Antonio poiché i residenti praticavano per lo più l'allevamento, essendo il santo il patrono degli animali.[5] All'interno della chiesa si svolge tuttora una messa settimanale, quest'evento è uno dei pochi se non l'unico ad animare la frazione oggi disabitata.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Il sito del comune (storia). URL consultato il 24-06-09.
  2. ^ Dati su Solaro. URL consultato il 24-06-09.
  3. ^ a b c Angelo Bonaglia, Gottolengo dalle origini neolitiche all'età dei Comuni, 1985.
  4. ^ a.Bonaglia e M.T.Celsa, op. cit., p 121
  5. ^ Alberto Superfluo, L' Oratorio della Madonna d' Incidella, Brescia, Zanetti Editore, 1978.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Angelo Bonaglia e Maria Teresa Celsa, Gottolengo:il Cinquecento. Storie e documenti.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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