Solaris (romanzo)

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Solaris
Titolo originale Solaris
Solaris.jpg
Solaris, illustrazione di Dominique Signoret
Autore Stanisław Lem
1ª ed. originale 1961
1ª ed. italiana 1973
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza New Wave
Lingua originale polacco
Ambientazione Pianeta Solaris
Protagonisti Kris Kelvin
Altri personaggi Snaut, Harey, Sartorius

Solaris è il più celebre romanzo di fantascienza dello scrittore polacco Stanisław Lem, pubblicato nel 1961.

Tradotto in più di trenta lingue, il romanzo è stato trasposto in un film per la televisione russa nel 1968, poi è stato portato sul grande schermo nell'omonimo film nel 1972 del regista russo Andrej Tarkovskij. È del 2002 un secondo adattamento del regista statunitense Steven Soderbergh. Stanisław Lem ha ammesso di non avere mai veramente amato la trasposizione che Tarkovskij ha dato del suo romanzo.[1]

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

Asimmetriade, illustrazione di Dominique Signoret

Il romanzo è ambientato su un pianeta di un altro sistema solare, oggetto di studio da parte degli scienziati terrestri fino dalla sua scoperta, cento anni prima della nascita del protagonista Kris Kelvin. La superficie del corpo celeste è interamente ricoperta da quello che a prima vista sembra un mare: in realtà è un unico, gigantesco essere senziente in grado di condizionare persino il movimento del pianeta, che ruotando intorno a un sistema stellare binario dovrebbe essere irregolare e pertanto non adatto alla vita biologica.

La vita di Solaris si manifesta con la continua generazione e emersione di complicate e gigantesche strutture dalla natura incomprensibile, formate di materiale dalla consistenza colloidale che si consolida e liquefa in continuazione. Le strutture più grandi si presentano come rappresentazioni tridimensionali di formule matematiche, con la prosecuzione dell'esplorazione invece le più piccole diventano emulazioni di strutture umane, per esempio degli elicotteri che sorvolano la superficie; gli esploratori hanno catalogato tali manifestazioni con nomi quali “mimoide”, “simmetriade” e “asimmetriade”.

Alcuni ricercatori ritengono che Solaris sia in grado di pensare, nonostante la totale impossibilità di individuare un qualunque schema di comunicazione nelle sue manifestazioni materiali. Lo scopo delle diverse missioni interstellari è sia di stabilire un contatto con il pianeta, sia di comprendere la sua vera natura. Nonostante l'ingente mole degli studi compiuti in tutte le branche della scienza (che nel romanzo è definita come una disciplina a sé, la "Solaristica"), il pianeta e il suo oceano restano un mistero assoluto: Solaris sfugge ancora alle possibilità della conoscenza umana, per quanti possano essere i dati raccolti o le teorie formulate.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un mimoide durante il giorno del sole azzurro, illustrazione di Dominique Signoret

Lo psicologo Kris Kelvin raggiunge dopo un viaggio interstellare la stazione spaziale terrestre sospesa a qualche km di altezza sopra l'oceano di Solaris, a bordo della quale sono presenti tre scienziati. Appena arrivato, Kelvin prende contatto con il collega Snaut, che si comporta in maniera illogica, come se avesse qualcosa da nascondere. Da lui Kelvin viene a sapere che il collega Gibarian, del quale lui è stato allievo e collaboratore, si è appena tolto la vita. Kelvin occupa l'appartamento del defunto e si accorge con incredulità che all'interno della stazione spaziale c'è una presenza estranea: una donna nera di alta statura, vestita in maniera molto sommaria, che incrocia in un corridoio e poi ritrova in compagnia del cadavere di Gibarian nella cella frigorifera.

Appare subito evidente che anche Snaut e il terzo collega, Sartorius, nascondono qualcuno nei propri appartamenti; ma al mattino al risveglio Kelvin trova nella stanza la giovane ex moglie, Harey, che si è tolta la vita qualche anno prima perché lui l'ha lasciata. Lei appare immemore di come possa trovarsi lì; Kelvin è sconvolto ma si rende conto che anche gli altri colleghi nascondono una materializzazione antropomorfa estratta dal loro subconscio. Secondo Snaut, le “presenze” sono apparse dopo che Sartorius ha sottoposto la superficie del mare a una massiccia dose di raggi X per ragioni sperimentali. Liberarsi degli “ospiti” è impossibile: qualcuno per disperazione e l'orrore ha provato a eliminarli fisicamente, ma il giorno dopo ritornano, senza ricordo di quanto è accaduto. Anche Kelvin, devastato dall'orrore, si libera di Harey, ma la ritrova nella propria stanza al risveglio il giorno dopo.

Lo spirito dello scienziato prende il sopravvento. Kelvin scopre che il corpo di Harey è composto non da normale materia, ma da neutrini, e che è in grado di rigenerare nell'arco di minuti i tessuti distrutti. Dopo l'iniziale rifiuto, Kelvin si trova coinvolto emotivamente nell'irreale situazione della moglie risuscitata, soprattutto perché prova un forte rimorso per le circostanze della sua morte. La vicinanza di una persona che possiede ricordi, emozioni ed una capacità di comprensione (fino anche ad una presa di coscienza del proprio stato e della propria esistenza), porta Kelvin, tra lucidità e follia, ad una ricerca esasperata di una risposta ai propri dubbi e alle proprie incertezze; un viaggio interiore che è il risultato di un lungo percorso che parte dall'iniziale tentativo di comprendere Solaris.

Un mimoide durante il giorno del sole rosso, illustrazione di Dominique Signoret

Un appunto lasciato da Gibarian prima del suicidio lo indirizza verso un documento presente nella biblioteca di bordo, il cosiddetto piccolo apocrifo, che contiene il resoconto di uno degli esploratori che hanno percorso la superficie di Solaris: Berton, partito alla ricerca di un collega disperso durante un volo sul mare, ha messo a verbale di avere assistito alla creazione da parte della materia colloidale della figura di un bambino di dimensioni gigantesche. Nessuno gli aveva creduto. L'evento era avvenuto durante l'esplosione di una macchia su una delle due stelle di Solaris, con emissione di raggi X. Forse è la prima prova dell'estrazione, da parte del mare, di ricordi dalla memoria degli esseri umani.

Mentre Kelvin arriva non solo a accettare la presenza di Harey ma anche a provare dell'affetto per lei, Sartorius vorrebbe portare avanti un esperimento per liberarsi delle presenze, intervenendo sulla loro struttura neutrinica. Harey ascolta un nastro registrato da Gibarian prima di morire, comprende la propria natura non umana e tenta di togliersi la vita ingurgitando ossigeno liquido, ma dopo una spaventosa agonia durante la quale è vegliata da Kelvin, ormai convertito alla compassione, i suoi tessuti si rigenerano.

I tre occupanti la stazione decidono di tentare un esperimento di comunicazione con Solaris, consistente nella trasmissione decodificata dell'encefalogramma di Kelvin, nella speranza che il mare comprenda l'effetto che la materializzazione del subconscio ha sugli esseri umani. A questo punto Kelvin è così coinvolto dalla sua ospite che per lui è davvero diventata Harey, la moglie perduta troppo giovane: per questo si oppone alla prosecuzione dell'esperimento di distruzione neutrinica di Sartorius. Ma Harey è determinata a andare fino in fondo, e convince Snaut a aiutarla. Un giorno al risveglio Kelvin non la trova più, è riuscita a farsi disintegrare per sempre perché non sopportava di essere una ricostruzione artificiale.

Amareggiato e non completamente rassegnato alla scomparsa della moglie, dopo un colloquio con Snaut, che egli accusa di avere contribuito alla distruzione di Harey, lo psicologo scende sulla superficie del mare e atterra su un vasto “mimoide”, una delle strutture colloidali create da Solaris.


Critica[modifica | modifica wikitesto]

« Solaris è una gemma abbagliante, la tragedia di Orfeo e Euridice dei nostri tempi, il testo per noi più alto dell’ultima letteratura polacca. »
(Oreste del Buono, Tuttolibri)
Secondo stadio di formazione di una simmetriade, illustrazione di Dominique Signoret

Solaris possiede le inconfondibili caratteristiche dell’opera esemplare, classica, una perfetta sintesi di contenuti ideologici, trama narrativa e stile:[2] il più compiuto esempio del genere “fantascienza filosofica”[3] tipico della produzione letteraria di Lem, pur differenziandosi dalle altre opere dell’autore per struttura e modalità di stesura. I commentatori hanno coniato per questo romanzo la definizione di meta-fantascienza (meta-science fiction),[4] una vera e propria “avventura epistemologica” perché presenta un numero enorme di quesiti appartenenti al dominio della filosofia, il più suggestivo dei quali sembra essere il tema dell'identità.[3]

L'autore stesso afferma che nello scrivere il romanzo si è lasciato "prendere la mano", abbandonando progressivamente la consueta abitudine di attenersi a un'analisi preventiva, fino a dare vita a un'opera che non esita a definire d'avventura, per la sorprendente spontaneità con cui è stata realizzata; Lem dichiara infatti di essere riuscito a scrivere esattamente ciò che intendeva, e si considera abbastanza soddisfatto dell'opera.[1]

Il vero protagonista è l'immenso oceano vivente, capace di assumere strabilianti forme e di ricreare la stessa vita umana quasi sulle medesime basi biologiche: Solaris è in grado di penetrare nella mente e nella sensibilità dell’uomo, mente l’uomo non riesce a comprenderne la sconcertante intelligenza malgrado cent'anni e oltre di esplorazione.[2] La mente e i suoi confini sono il tema intorno al quale ha sempre ruotato la narrativa di Lem, esperto di cibernetica, considerato tra gli antesignani della letteratura che si occupa di realtà virtuale.[3]

Ricreazione colloidale di un velivolo d’esplorazione, illustrazione di Dominique Signoret

Si tratta di un romanzo scritto su più livelli, non solo opera filosofica né solo avventura spaziale: denso e profondo, un thriller che a ogni lettura riserva sorprese, pur restando di facile lettura.[5] Probabilmente il suo successo è dovuto proprio a questa commistione tra problemi filosofici derivanti da un “primo contatto” con vita extraterrestre e una trama dai risvolti romantici, a forte impatto emotivo.[4] Numerose sono le implicazioni di un’opera come Solaris, impostata con avvincente chiarezza sulla base di un materialismo profondamente umanistico,[2] che non rifugge anche da una critica al rapporto dell'uomo con il divino.

Solaris è il romanzo che per antonomasia rappresenta la fantascienza dell’Europa orientale: nemmeno la grande tradizione della letteratura d'anticipazione sovietica ha mai raggiunto in occidente la fama che è derivata allo scrittore polacco dal successo di questa sola opera.[2]

La traduzione all'estero e in Italia[modifica | modifica wikitesto]

La traduzione del romanzo in lingua estera ha dato luogo a travisamenti. Per esempio, nell'edizione in lingua inglese i nomi di alcuni protagonisti sono stati cambiati: Snaut è divenuto Snow, Harey è divenuta Rheya.

La prima edizione italiana, tradotta da Eva Bolzoni, è avvenuta su un testo in inglese, a sua volta tradotto non dall'originale polacco bensì dall'edizione in lingua francese; il risultato è che tra la versione pubblicata dalla casa editrice Nord nel 1973 (e ripresa più volte identica da Mondadori dal 1982 a oggi) e quella Sellerio del 2013 ci sono differenze sostanziali, e non soltanto nelle scelte stilistiche del traduttore, ma persino nell'omissione di alcune parti: la versione tradotta dal polacco da Vera Verdiani è infatti di tre capitoli più lunga della precedente.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni del romanzo in varie lingue

La copertina dell'edizione Classici Urania è di Oscar Chichoni, dell'edizione Urania Collezione è di Franco Brambilla.

  • Stanislaw Lem, Solaris, Varsavia, Wydawnictwo Ministerstwa Obrony Narodowej, 1961.
  • Stanislaw Lem, Solaris, New York, Berkeley, F&F Walker, 1970.
  • Stanislaw Lem, Solaris, traduzione di Eva Bolzoni, SF Narrativa d'Anticipazione, n° 23, Editrice Nord, ottobre 1973.
  • Oscar fantascienza n° 1552 (1982), Mondadori
  • Stanislaw Lem, Solaris, traduzione di Eva Bolzoni, Classici Urania, Arnoldo Mondadori Editore, giugno 1990, pp. 220.
  • Omnibus (marzo 2003), traduzione di Eva Bolzoni, pag. 226
  • Stanislaw Lem, Solaris, traduzione di Eva Bolzoni, Oscar scrittori del Novecento, Arnoldo Mondadori Editore, 2004, pp. 252, ISBN 88-04-51047-1.
  • Urania Collezione n° 24, (gennaio 2005), Mondadori
  • Stanislaw Lem, Solaris, traduzione di Eva Bolzoni, Oscar classici moderni, n°207, Arnoldo Mondadori Editore, 2007, pp. 234.
  • Stanisław Lem, Solaris, traduzione di Vera Verdiani, La Memoria, n°915, Sellerio Editore, 2013, pp. 317.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Stanisław Lem, Lem's Opinion, Stanisław Lem, sito ufficiale. URL consultato il 14 gennaio 2015.
  2. ^ a b c d Claudio Ferrari, Voce “Solaris” in Dizionario Enciclopedico della Grande Enciclopedia della Fantascienza, a cura di Francesco Paolo Conte, Editoriale Del Drago, 1982.
  3. ^ a b c Catalogo casa editrice Sellerio, Sellerio.
  4. ^ a b (EN) Jerzy Jarzebski, Oxford Mail, http://english.lem.pl/works/novels/solaris/45-jarzebski-solaris. URL consultato il 13 gennaio 2015.
  5. ^ (EN) John Hartridge, Oxford Mail, http://english.lem.pl/works/novels/solaris/45-jarzebski-solaris. URL consultato il 13 gennaio 2015.

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