Solaris (film 2002)

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Solaris
Solaris 2002.png
George Clooney e Natascha McElhone in una scena del film
Titolo originale Solaris
Paese di produzione USA
Anno 2002
Durata 99 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, fantascienza, romantico
Regia Steven Soderbergh
Soggetto Stanisław Lem
Sceneggiatura Steven Soderbergh
Produttore James Cameron, Jon Landau
Fotografia Peter Andrews
Montaggio Mary Ann Bernard
Effetti speciali Garnet Baril
Musiche Cliff Martinez
Scenografia Philip Messina
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Solaris è un film drammatico a tema fantascientifico del 2002 diretto da Steven Soderbergh. Secondo adattamento cinematografico del celebre romanzo omonimo dello scrittore polacco Stanisław Lem.

Soderbergh ha definito il film come un nuovo adattamento del romanzo, senza intenzione di realizzare un remake del film sovietico del 1972 Solaris di Andrej Tarkovskij. Tuttavia la pellicola americana riprende ed enfatizza diverse scelte visive e narrative del cineasta russo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Lo psicanalista Chris Kelvin riceve un messaggio dalla piattaforma che ruota intorno al pianeta Solaris. Stanno accadendo cose inspiegabili. Si decide di inviarlo in missione per indagare. Scopre così che a bordo della piattaforma ci sono state morti violente, ma soprattutto che il pianeta ha la forza di materializzare proiezioni dell'inconscio umano facendo comparire persone che vivono nei ricordi. Ricompare così la moglie scomparsa anni prima e per lui sarà sempre più difficile liberarsi dalla sua presenza che sa essere non umana.

Differenze con il romanzo[modifica | modifica sorgente]

Alcuni dei temi più cari all'autore polacco (quelli del ricordo e dell'emozione) sono analizzati attraverso la storia d'amore dei due protagonisti: il dottor Chris Kelvin, inviato in missione di soccorso presso una stazione spaziale orbitante attorno al lontano pianeta Solaris e sua moglie Rheya (ricreata dall'oceano pensante che ricopre il pianeta) che si era suicidata sulla Terra un anno prima.

La pellicola di Soderbergh lascia, tuttavia, quasi completamente sullo sfondo la figura dell'oceano vivente: un complesso organismo così totalmente alieno da rendere vano ogni tentativo di comunicazione da parte umana, ma che è in grado di esprimersi attraverso la materializzazione dei pensieri degli esploratori mettendoli a confronto con i loro ricordi più dolorosi e repressi. Sono quindi assenti nel film, i temi — centrali nel romanzo di Lem — dei limiti della ragione umana, e della difficoltà di comunicazione e comprensione dell'uomo verso esseri completamente differenti ma, prima ancora, verso se stesso; una scelta — quella di Soderbergh — che venne criticata dallo stesso Lem[1].

 Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedi le riflessioni sul film nel sito web ufficiale di Stanislaw Lem.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]