Solaris (film 1972)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Solaris
Solaris scena 1.jpg
Natalija Bondarčuk e Donatas Banionis.
Titolo originale Солярис (Soljaris)
Paese di produzione URSS
Anno 1972
Durata 167 minuti
Colore Colore - B/N
Audio Sonoro - Mono
Rapporto 2.35 : 1
Genere Fantascienza
Regia Andrej Tarkovskij
Soggetto Stanisław Lem (romanzo)
Sceneggiatura Andrej Tarkovskij, Fridrikh Gorenštejn
Produttore Viacheslav Tarasov
Fotografia Vadim Jusov
Montaggio Ljudmila Feižinova, Nina Marcus
Effetti speciali V. Sevostjanov, A. Klimenko
Musiche Eduard Artemjev
Scenografia Mikhail Romadin
Costumi Nelli Fomina
Interpreti e personaggi
Premi

Solaris (Солярис) è un film di fantascienza sovietico del 1972 diretto da Andrej Tarkovskij, tratto dall'omonimo romanzo del 1961 dell'autore polacco Stanisław Lem.

Presentato in concorso al 25º Festival di Cannes, ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria.[1]

Nel 2002 il regista Steven Soderbergh ne ha girato un remake omonimo, con George Clooney.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In un futuro imprecisato, la "Solaristica" è l'insieme di discipline scientifiche votate da decenni allo studio del pianeta Solaris, ricoperto da un misterioso oceano gelatinoso dalla natura ancora incomprensibile all'uomo. Lo psicologo Kris Kelvin si appresta a partire alla volta del pianeta per investigare sugli strani comportamenti degli ultimi tre occupanti della stazione scientifica, fluttuante sulla superficie del pianeta alieno; suo anche il compito di decidere il destino stesso della stazione, che il Consiglio Scientifico considera ormai uno spreco di denaro.

Kris trascorre gli ultimi giorni prima della partenza con suo padre, nella dacia dove è cresciuto, immerso nei ricordi in compagnia dell'anziano genitore, conscio che, per via del lungo viaggio, non rivedrà mai più. L'ultimo giorno sulla Terra, però, ricevono la visita dell'amico di famiglia Henri Berton, venuto ad avvertire Kris degli strani e sconvolgenti fenomeni ai quali lui stesso ha assistito anni prima sul pianeta alieno. Una commissione del Consiglio aveva liquidato la sua testimonianza come frutto di allucinazioni e anche Kris si dice scettico sul racconto dell'uomo, litigandoci, e sulla reale utilità della "Solaristica", considerata ormai una branca scientifica inutile.

Giunto su Solaris Kris trova la stazione in evidente stato di abbandono e, quando finalmente incontra qualcuno, il Dr. Snaut, lo trova preso ad intonare una cantilena ad una misteriosa figura, tenuta nascosta in un'amaca. Visibilmente turbato dal nuovo venuto, lo scienziato gli comunica la morte suicida di uno degli occupanti, il Dr. Gibarian, vecchio amico di Kris.
Giunto nella stanza dell'amico morto, vi trova un messaggio video, nel quale Gibarian lo mette in guardia dall’influenza del pianeta, capace di far perdere la ragione. Angosciato dalla situazione, Kris si arma con una pistola e prosegue l'esplorazione della stazione. Giunto al laboratorio Kris incontra il Dr. Sartorius, che vi si è barricato dentro e non gli permette di entrare. Nasce quindi un'accesa discussione che viene però interrotta da un nano che sguscia all'improvviso fuori dal laboratorio, riacchiappato immediatamente da Sartorius che si richiude dentro, scacciando Kris senza ulteriori spiegazioni. Lo spaesamento dell'uomo aumenta quando scorge una ragazzina nei corridoi della stazione, seguendola fino a perderla nella cella frigorifera, dove trova il corpo congelato di Gibarian; barricatosi nella sua stanza egli riprende la visione del video e accorgendosi solo allora che con l'amico era presente la stessa ragazzina. Stravolto e confuso, Kris cade in un sonno profondo.

Risvegliatosi, Kris si trova accanto una donna con le sembianze e gli atteggiamenti di sua moglie Hari, rendendosi conto che non si tratta di un sogno ma allo stesso tempo consapevole che quella figura non può essere Hari, morta suicida dieci anni prima. Spaventato da quell'inquietante presenza, la convince ad entrare in un razzo, spedendola in orbita, ma rischiando di rimanere bruciato vivo dal fuoco dei reattori. Accorrendo in suo soccorso, Snaut gli spiega finalmente come questi "fantasmi" potrebbero essere una reazione cosciente dell'oceano ai loro esperimenti e ciò dimostrerebbe che l'oceano è un essere senziente e gli studi su di esso non sarebbero vani.

La notte successiva si materializza una nuova Hari, inconsapevole degli eventi del giorno prima ma questa volta Kris riesce a mantenere la calma, accettando la sua presenza e assecondandola; al risveglio però, quando lui abbandona di nascosto la stanza lasciandola sola, lei improvvisamente sfonda a mani nude la porta metallica, raggiungendolo. La ragazza, ricoperta del proprio sangue, sviene, ma le ferite dovute allo sforzo sembrano guarire all'istante. Lei stessa non si è resa conto di nulla, ma confessa la strana impossibilità ad allontanarsi dall'uomo senza venir assalita da un panico incontrollabile e, a causa di questo, Kris è costretto a portare anche Hari ad un incontro con gli altri due scienziati per decidere il da farsi, presentandola come sua moglie, con lo stupore intimorito degli altri due.

I tre discutono e giungono alla conclusione che questi esseri, che decidono di chiamare "ospiti", vengono creati dall'entità senziente di Solaris attingendo ai ricordi e ai pensieri più intimi dei terrestri durante il sonno; tali esseri sembrano composti non da atomi bensì da neutrini, resi stabili da un campo magnetico creato dall'"oceano". Questa loro struttura gli dona quindi una forza sovrumana e una eccezionale capacità di guarigione. Questo, unito al loro immancabile ricomparire anche una volta allontanati a forza, li rende di fatto immortali e sembra quindi impossibile liberarsi di queste presenze al contempo misteriose ed inquietanti nate dal profondo della mente.

Sartorius propone l'utilizzo di un "annichilatore", macchina di sua costruzione in grado di neutralizzarne il campo magnetico che da forma agli "ospiti", eliminandoli senza troppi scrupoli ma questa procedura incontra la decisa opposizione di Kris, che la ritiene immorale, mentre Snaut propone un'alternativa: provare a comunicare con Solaris, nell'ipotesi che gli "ospiti" siano solo un modo per entrare in contatto con loro, proponendo di trasmettere verso l'oceano l'encefalogramma di un umano sveglio, fornendo così un esempio di pensiero vigile e coerente e sperando in uno sviluppo più costruttivo in questo strano "dialogo".

Durante la festa per il compleanno di Snaut, si ripresentano i contrasti tra gli occupanti della stazione e nella discussione si inserisce anche Hari che vorrebbe essere considerata "umana"; la ragazza infatti sta prendendo sempre più coscienza di sé e della situazione, restando però turbata dalla mancanza di una vera memoria: non riconosce il proprio stesso volto ed i suoi ricordi e atteggiamenti le derivano dai ricordi di Kris o se li inventa al momento; la sua stessa natura più profonda resta per lei un mistero. Una notte, presa ormai da un'angoscia crescente, la ragazza fugge dalla stanza di Kris e tenta il suicidio ingerendo dell'ossigeno liquido, tuttavia in breve tempo il suo corpo si ricompone e la giovane resuscita sotto gli occhi atterriti dell'uomo, ormai sinceramente innamorato di lei.

Nonostante il sentimento che li lega, sale un'atmosfera opprimente: ora è Kris a non voler mai lasciare sola Hari che, dal canto suo, ritiene una normale vita insieme irrealizzabile. Nervosismo e notti insonni portano Kris ad una febbre delirante, durante la quale sogna la casa della sua infanzia e sua madre, morta quand'era ragazzo, confondendola con la figura di Hari, che si prende cura di lui. Una volta guarito, Kris apprende da Snaut che Hari si è sottoposta volontariamente all'annichilimento, lasciandogli un biglietto nel quale gli dichiara il suo affetto e lo prega di accettare la sua decisione, presa per liberare entrambi da un sogno impossibile.

Dopo la trasmissione dell'elettroencefalogramma di Kris tutti gli "ospiti" sembrano spariti definitivamente e dall'inospitale oceano di Solaris sono emerse delle isole dall'aspetto "terrestre", con prati e alberi: sembra quindi che un qualche contatto con l'entità aliena sia finalmente avvenuto. Kris, ancora sconvolto dagli avvenimenti, è indeciso se restare su Solaris, attendendo il ritorno di una nuova Hari, o tornare sulla Terra, abbandonando la pur flebile speranza di rivederla.

Alla fine Kris torna alla casa della sua infanzia, dove rincontra suo padre e gli si inginocchia davanti, implorando il suo perdono; tuttavia Kris non è realmente tornato sulla Terra e la dacia si trova in realtà al centro di una delle isole sorte su Solaris: si tratta quindi di un'altra delle creazioni dell'oceano senziente.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nella colonna sonora di Èduárd Nikoláevič Artém’ev ricorre un adattamento del Preludio al Corale in Fa minore/ Ich ruf' zu Dir, Herr Jesu Christus (BWV 639) di Johann Sebastian Bach. Gli effetti tonali sono ottenuti con un sintetizzatore fotoelettrico ANS dell'Accademia delle Scienze sovietica, un apparecchio molto avanzato per l'epoca, competitivo con l'occidentale Moog.

Il film fu girato in interni negli studi della casa cinematografica statale Mosfil'm; gli esterni vicino Mosca, per la scena rurale, ed in Giappone, nella sequenza del tragitto automobilistico di Berton. La pellicola fu distribuita in Unione Sovietica il 20 marzo 1972 e la versione in DVD in Russia il 30 gennaio 2001.

La sequenza metropolitana intende dare un tono avveniristico al contesto. La sua lunghezza, eccessiva per taluni, sarebbe servita quale motivazione per ottenere i permessi dalle autorità per una trasferta estera degli operatori. Una cosa difficilissima, dato il clima di ristrettezza della mobilità per i cittadini sovietici, al punto che la troupe non poté filmare scorci futuribili della Fiera di Osaka, oramai conclusa.[2]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Reclamizzato come "La risposta della cinematografia sovietica a 2001: Odissea nello spazio", il film apparve in Italia nel 1974 mutilato dei primi 40 minuti, stravolgendone i dialoghi ed i profili dei personaggi, tutto deciso dalla casa di distribuzione italiana senza consultare il regista, onde "snellire" il film per fini di cassetta.

I titoli di testa ed il mesto accompagnamento dell'adagio di Bach sono trasferiti nella sequenza iniziale, della passeggiata di Kelvin tra i boschi, in una similitudine con la scena finale. Sono soppressi la visita di Berton, il filmato dell'inchiesta e la sua corsa tra delle tangenziali avveniristiche.

Con il copione "riadattato" da Dacia Maraini, si è fatto uso di un doppiaggio dialettale e contadino, tipico della filmografia di Pasolini (il quale presta la voce al padre di Kelvin, rispettivamente con un marcato accento friulano e nuorese), in accordo con la sua idea di ridurre la distanza intellettuale tra l'opera e lo spettatore.

Visionato alla 33ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del 1972, indignato per tale scempio, giudicandolo "antitetico" rispetto all'originale, il regista Tarkovskij pregò inutilmente per la cancellazione del suo nome dai titoli. In contropartita, limitandosi alla pura traslitterazione della titolazione originale, sono accreditati degli interpreti assenti nella versione italiana, come Vladislav Dvoržeckij, nel ruolo di Berton. Nonostante tutto ciò Solaris ottenne consensi di pubblico e di critica.

L'edizione italiana del film fu trasmessa per la prima volta sulla Rete 2 RAI nel luglio 1976, in concomitanza con l'atterraggio della sonda automatica Viking 1 sul suolo di Marte.

La stessa versione è stata edita in videocassetta VHS dagli anni novanta. L'edizione integrale è disponibile per la prima volta dal 2002 in DVD, restaurata nelle immagini — tranne nei titoli di testa — e con l'audio in russo sottotitolato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 1972, festival-cannes.fr. URL consultato il 17 giugno 2011.
  2. ^ Solyaris (1972) - Trivia

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]