Soglia aerobica

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La soglia aerobica (aerobic threshold) è un termine usato nella fisiologia dell'esercizio fisico per indicare, all'interno dei sistemi aerobici, il punto dell'intensità in cui avviene un aumento delle concentrazioni di lattato (2 mmol/l) superiore ai livelli basali, e l'attivazione delle fibre muscolari a contrazione rapida (tipo 2a) a supporto delle fibre a contrazione lenta (tipo 1) per sostenere lo sforzo. Si distingue dal più popolare concetto di soglia anaerobica (lactate threshold), un punto riconoscibile ad intensità maggiori, in cui le concentrazioni di lattato ammontano a circa il doppio (4 mmol/l), e che se superato, sancisce l'intervento preponderante del metabolismo anaerobico, e impone l'arresto dell'attività fisica entro pochi minuti[1].

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

La soglia aerobica è stata definita come il punto subito al di sotto il livello del metabolismo energetico dove le concentrazioni di lattato ematico aumentano rispetto ai livelli basali[2]. Può essere anche definita come il livello al di sotto del quale la maggior parte delle fibre muscolari lavorano attraverso il metabolismo aerobico[3]. Questo punto viene generalmente raggiunto quando le concentrazioni di lattato ammontano a circa 2 millimoli per litro (2 mmol/l)[3][4][5]. Si crede che la soglia aerobica sia inoltre il punto in cui avviene un cambiamento del tipo di fibre muscolari reclutate durante l'attività. Durante attività aerobiche a bassa intensità, vengono reclutate le fibre a contrazione lenta o di tipo 1, più adatte a sostenere sforzi poco intensi e di lunga durata[6][7]. Come l'intensità dell'esercizio aumenta, più fibre muscolari verranno reclutate. Quando le fibre lente o di tipo 1 non possono più sostenere l'attività muscolare a causa dell'aumento dell'intensità, allora vengono attivate le fibre rapide o di tipo 2. Alcuni ricercatori proposero che la soglia aerobica è il punto dove intervengono le fibre rapida di tipo 2a, risultando in un aumento del lattato ematico[5]. La soglia aerobica non gioca un ruolo significativo nella corsa, tuttavia risulta come un importante indicatore dell'intensità dell'esercizio. Alcune ricerche hanno rilevato che il livello di intensità minimo in cui avviene il primo aumento delle concentrazioni di lattato (un evento che è stato attribuito alla soglia aerobica) avviene alla stessa intensità in cui si verifica maggior tasso di ossidazione dei grassi, cioè la zona lipolitica[8]. Secondo queste conclusioni, la soglia aerobica si collocherebbe alla stessa intensità della zona lipolitica.

Può sembrare che la soglia aerobica abbia dei punti in comune con il cosiddetto crossover point (punto di confine), ovvero un punto dell'intensità in cui il metabolismo aerobico si sposta da un dispendio prevalentemente lipidico ad un dispendio prevalentemente glucidico (glicogeno) durante l'attività aerobica[9]. In altri termini il livello dell'intensità in cui l'energia derivata dai carboidrati prevale su quella derivata dai grassi. È stato stabilito che il livello di intensità in cui avviene questo passaggio è approssimativamente al 75% del VO2max[9]. L'aumento dell'utilizzo del glicogeno ad intensità maggiori è legato a molti fattori tra cui il maggiore rilascio di adrenalina[9][10], la minore disponibilità degli acidi grassi[11] e il maggiore reclutamento delle fibre muscolari di tipo 2[9][12][13]. Le similitudini tra i due concetti consisono nel fatto che entrambi questi livelli di intensità segnalano un aumento dei livelli di lattato rispetto ai livelli basali, l'aumento crescente dell'impiego energetico di glucidi, l'intervento delle fibre di tipo 2 e un aumento delle catecolammine.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Avrāhām Z. Reznîq. Oxidative stress in skeletal muscle. Springer, 1998. pp. 34. ISBN 3764358203
  2. ^ Aunola S, Rusko H. Aerobic and anaerobic thresholds determined from venous lactate or from ventilation and gas exchange in relation to muscle fiber composition. Int J Sports Med. 1986 Jun;7(3):161-6.
  3. ^ a b Antonutto G, Di Prampero PE. The concept of lactate threshold. A short review. J Sports Med Phys Fitness. 1995 Mar;35(1):6-12.
  4. ^ Kindermann et al. The significance of the aerobic-anaerobic transition for the determination of work load intensities during endurance training. Eur J Appl Physiol Occup Physiol. 1979 Sep;42(1):25-34.
  5. ^ a b Skinner JS, McLellan TH. The transition from aerobic to anaerobic metabolism. Res Q Exerc Sport. 1980 Mar;51(1):234-48.
  6. ^ Burke RE. Physiology of motor units, 1986 in: Engel AG, Banker BQ. Myology Vol.1. New York. McGrow-Hill Book co.
  7. ^ Henneman E. Relation between size of neurons and their susceptibility to discharge. Science, 1957. 126: 1345–1347
  8. ^ Achten J, Jeukendrup AE. Relation between plasma lactate concentration and fat oxidation rates over a wide range of exercise intensities. Int J Sports Med. 2004 Jan;25(1):32-7.
  9. ^ a b c d Brooks GA, Mercier J. Balance of carbohydrate and lipid utilization during exercise: the "crossover" concept. J Appl Physiol. 1994 Jun;76(6):2253-61.
  10. ^ W. Larry Kenney, Ph.D., Jack H. Wilmore, David L. Costill. Physiology of Sport and Exercise. Human Kinetics, 2011. ISBN 0736094091
  11. ^ Romijn et al. Regulation of endogenous fat and carbohydrate metabolism in relation to exercise intensity and duration. Am J Physiol. 1993 Sep;265(3 Pt 1):E380-91.
  12. ^ Vøllestad et al. Muscle glycogen depletion patterns in type I and subgroups of type II fibres during prolonged severe exercise in man. Acta Physiol Scand. 1984 Dec;122(4):433-41.
  13. ^ Mark Hargreaves, Ph.D., Lawrence L. Spriet. Exercise metabolism. Human Kinetics, 2006. ISBN 0736041036