Sof'ja Petrovna Sojmonova

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Ritratto di Sof'ja Petrovna Sojmonova, di François-Joseph Kinson, 1816.

Sof'ja Petrovna Sojmonova, in russo: Софья Петровна Соймонова?, coniugata Svečina (in russo: Свечина?) (Mosca, 22 novembre 1782Parigi, 26 agosto 1857), è stata una nobildonna russa.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Sof'ja Petrovna era la figlia del Segretario di Stato Pëtr Aleksandrovič Sojmonova (1737-1801) e di sua moglie Ekaterina Ivanovna Boltina (1756-1790). Il suo nome era in onore dell'imperatrice Caterina II, che prima di convertirsi all'ortodossia, si chiamava Sof'ja.

Ebbe un'ottima educazione. Parlava correttamente la sua linqua madre, un'ottima conoscenza delle lingue europee (italiano, inglese, francese e tedesco) ed anche del latino, greco ed ebraico, che, allora, venivano considerati come il fondamento di una solida educazione.

Dopo l'ascesa al trono dell'imperatore Paolo I, Sof'ja divenne damigella d'onore della imperatrice Marija Fëdorovna. Anche se non è bello, ma dotato di una mente brillante e di fascino, è un grande successo in società di corte. Era affascinante il suo irresistibile carino, non estradare la persona ha dato particolare bellezza poco, gli occhi azzurri, viso giovane e fresco grazia di andatura.

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1800 sposò il generale di fanteria Nikolaj Sergeevič Svečin (1759-11 novembre 1850), che a quel tempo aveva già 42 anni.

Poco dopo il matrimonio, il padre cadde in disgrazia, e venne esiliato da San Pietroburgo e morì a Mosca. Ma, nonostante la disgrazia, la coppia soggiornò a San Pietroburgo. Sof'ja si immerse nella lettura di narrativa, per lo più francese, scritti filosofici di Kant, Hegel, Cartesio. Si dedicò all' educazione della sorella Ekaterina (1790-1873) e alla figlia adottiva. Sof'ja non poteva avere figli. A quanto pare, questo dramma personale l'aiutò a convertirsi al cattolicesimo.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Morì a Parigi, il 26 agosto 1857.

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