Società di fatto

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Secondo il diritto italiano, è la società che sorge non in forza di un atto costitutivo formale, ma in virtù di un comportamento concludente non formalizzato.

Definizione[modifica | modifica sorgente]

Non esiste nel codice civile una definizione di società di fatto: essa viene formulata dalla dottrina e dalla giurisprudenza per mezzo dell'analisi dei principi generali in materia di società ed, in particolar modo, per mezzo di uno studio differenziale rispetto all'istituto della comunione d'azienda (cd. comunione di mero godimento). Infatti, la società di fatto - come ogni altra società - deve avere uno scopo lucrativo, trovare la sua causa nello svolgimento di un'attività economica e caratterizzarsi per la disponibilità di risorse economiche materiali ed immateriali apportate dai soci in forza di un contratto di società. Pertanto una prima caratteristica della società di fatto si fonda sull'estrinsecazione verso i soggetti terzi dell'esistenza di un vincolo societario tra i soggetti che partecipano in qualità di soci. Carattere, questo, che permette di distinguere la società di fatto (palese) dalla società occulta, ossia dalla società che viene individuata dalla giurisprudenza (soprattutto in sede fallimentare) come esistente tra un soggetto che agisce formalmente come imprenditore individuale ed altri soggetti, che non appaiono formalmente essere soci.

Tratti comuni e distintivi[modifica | modifica sorgente]

Come già ricordato, la società di fatto - al pari di qualunque altra forma di società - si fonda sull'esercizio in comune di un'attività economica, ossia - seguendo le indicazioni dettate dal codice civile in materia di imprenditore - sulla messa in opera di una serie coordinata e continuata nel tempo di atti avente come fine la produzione o lo scambio di beni e servizi. A tale vincolo di destinazione sono pertanto sottoposti i beni che formano il patrimonio della società, ossia che costituiscono la sua azienda. Quanto detto permette di operare una distinzione tra la società di fatto e la comunione d'azienda (di mero godimento), la quale - al pari di una qualsiasi comunione - si fonda sul godimento, ossia sull'utilizzo e sulla percezione dei frutti, in via diretta o indiretta, di un complesso di beni, organizzato al fine dello svolgimento di un'attività economica (azienda). I partecipanti alla comunione d'azienda, infatti, non esercitano un'attività economica nel senso sopra precisato, ma si limitano a godere dei beni formanti l'azienda direttamente per i bisogni personali o indirettamente (ad es. tramite l'affitto d'azienda).

La società di fatto, al pari di ogni altra società, è dotata di soggettività giuridica: pertanto essa è titolare di posizioni giuridiche attive e passive, di crediti e di debiti, di diritti e di obblighi. Essa ha un proprio patrimonio distinto da quello dei soci (autonomia patrimoniale). Manca alla stessa, però, il carattere della personalità giuridica, che è riservato alle società di capitali (s.p.a.; s.r.l.; s.a.p.a.) ed alle cooperative, che l'acquistano mediante l'iscrizione - avente natura costitutiva - nel registro delle imprese e che permette ai soci di godere del beneficio della limitazione (a quanto conferito) della responsabilità per le obbligazioni sociali.

La società di fatto - come anticipato - è una società di persone (s.s.; s.n.c.; s.a.s.), che non è stata costituita in base ad un contratto orale o scritto, ma è sorta sulla base di comportamenti concludenti, ossia comportamenti reciproci dei singoli soci finalizzati ad uno scopo comune. Tutto ciò pone la difficoltà di definire la sorte dei conferimenti immobiliari o, più in generale, dei diritti che richiedono una data forma affinché sia efficace l'intestazione in capo alla società. Infatti, mancando un contratto scritto, non è possibile costituire una società conferendo ad es. la piena proprietà di un bene immobile. Nel caso in cui i soci abbiano inteso fare ciò, la dottrina e la giurisprudenza - al fine di fare salvi gli effetti del contratto, altrimenti nullo - riconoscono in detta pattuizione la volontà e gli effetti del conferimento del diritto di godimento di natura personale del bene in questione, per una durata non eccedente i nove anni, al fine di ovviare alla mancanza della forma scritta. Ciò non toglie che la società di fatto possa esser titolare di diritti reali immobiliari, a seguito di conferimento, effettuato al di fuori del contratto di società, o di altro acquisto a titolo originario o derivativo. Occorre perciò distinguere l'assenza di forma (orale o scritta) del contratto di società (che rende nullo il conferimento di diritti reali immobiliari, ma convertibile nel senso sopra precisato in conferimento di diritto personale di godimento), dalla forma scritta necessaria per un successivo acquisto o conferimento. Non può nascondersi però che è ancora radicata in dottrina e nella giurisprudenza la tesi che la società di fatto non goda di soggettività giuridica, sicché ogni rapporto attivo o passivo ad essa ascrivibile, sarebbe da imputarsi ai singoli soci.

Società irregolare[modifica | modifica sorgente]

Il contratto di società di fatto può avere come oggetto sociale lo svolgimento di attività non commerciali o commerciali (nel senso precisato dall'art. 2195 c.c.). In quest'ultimo caso può atteggiarsi come società in nome collettivo irregolare o in accomandita semplice irregolare. La società di fatto, infatti, non essendo iscritta nel registro delle imprese, si definisce irregolare (senza che ciò comporti un giudizio sfavorevole sulla liceità della stessa).

La mancanza della redazione del contratto di società in una forma scritta richiesta ai fini dell'iscrizione nel Registro delle Imprese (atto pubblico o scrittura privata autenticata), impedisce appunto detta iscrizione, la quale, non avendo efficacia costitutiva, permette solamente di rendere conoscibile ed opponibile ai terzi il contratto di società. Situazione che ha particolare rilevanza in merito alla possibilità di opporre ai terzi i patti che attribuiscono o limitano i poteri di rappresentanza (possibilità che viene negata, a meno che si provi che i terzi non ne fossero comunque a conoscenza). La mancata registrazione rende ovviamente inapplicabili le norme di legge che si fondano sull'esistenza di un contratto registrato e rende applicabili, nei rapporti tra società di fatto e terzi, le norme sulla società semplice, sebbene la società di fatto svolga attività commerciale. Con alcune eccezioni: ad esempio se la società di fatto è contratta come una collettiva irregolare, resterà ferma la responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci; se la società è un'accomandita semplice irregolare, i soci accomandanti saranno responsabili nei limiti di quanto conferito.

Problemi aperti[modifica | modifica sorgente]

Si è discusso in dottrina in merito alla possibilità di avere una società per azioni irregolare, nelle more dell'iscrizione dell'atto costitutivo nel registro delle imprese. Tale tesi è tuttavia minoritaria in virtù della considerazione che l'iscrizione dell'atto costitutivo di s.p.a. ha efficacia non meramente dichiarativa, ma costitutiva: pertanto prima dell'iscrizione non esiste alcuna s.p.a., tanto meno irregolare.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]