Socialisti Uniti - PSI

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Socialisti Uniti - PSI
Segretario Saverio Zavettieri
Coordinatore Nicola Carnovale
Stato Italia Italia
Fondazione 17 febbraio 2006
Dissoluzione 2012 (confluito nei Riformisti Italiani)
Ideologia Socialismo
Collocazione Centrosinistra
Coalizione L'Unione (2006-2008)
Seggi massimi Camera
0 / 630
Seggi massimi Senato
0 / 315
Sito web www.socialistiuniti.org (non più attivo)

Socialisti Uniti - PSI è stato un partito politico italiano fondato nel 2006, noto con la denominazione di I Socialisti fino al 2007 e poi con quella di I Socialisti Italiani fino al 2009. Il leader del partito era l'ex deputato Saverio Zavettieri.

Nel 2012 il partito è confluito nei Riformisti Italiani di Stefania Craxi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La scissione dal Nuovo PSI[modifica | modifica wikitesto]

Bobo Craxi

Il Nuovo PSI, partito fondato da Bobo Craxi, Claudio Martelli, Roberto Spano e Gianni De Michelis nel 2001, che faceva parte della coalizione di centrodestra della Casa delle Libertà, andò incontro a una scissione dopo il congresso che si svolge dal 21 al 23 ottobre 2005: la mozione di Bobo Craxi e Saverio Zavettieri, che chiedeva la fine dell'alleanza con il centrodestra, l'uscita dal Governo Berlusconi III, e la ricerca dell'unità socialista all'interno del centrosinistra, viene sconfitta dalla mozione del segretario in carica De Michelis e di Stefano Caldoro.

Il congresso è caratterizzato da momenti agitati: in aula si creano tafferugli e il segretario abbandona l'aula mentre la parte restante dei partecipanti acclama Craxi nuovo segretario. Nasce una disputa legale tra Craxi e De Michelis sulla legittimità del congresso e, sebbene in un primo momento Craxi venga riconosciuto legale rappresentante del Nuovo PSI, un pronunciamento successivo del Tribunale di Roma decreta la nullità del congresso di ottobre e, pertanto, la conferma di De Michelis come segretario.

La scissione definitiva si consuma quindi il 7 febbraio 2006, quando la corrente legata a Bobo Craxi e Saverio Zavettieri abbandona il partito e costituisce l'associazione de I Socialisti in vista delle elezioni politiche 2006, senza mai rinunciare al contenzioso sull'eredità del contrassegno.

Le elezioni politiche 2006[modifica | modifica wikitesto]

In vista delle elezioni politiche del 2006, i Socialisti aderiscono alla coalizione de l'Unione che candida a premier Romano Prodi, presentandosi autonomamente con proprie liste. Al momento della presentazione delle liste, però, il suo simbolo viene ricusato: si obietta l'emblema del garofano, adottato in parte dal Nuovo PSI che forma un cartello elettorale con Rotondi, e la presenza del nome "Craxi", associabile al noto personaggio politico del passato. Eliminando il gambo del garofano e la scritta "Craxi", i Socialisti riescono quindi a presentare liste solo in 11 Circoscrizioni alla Camera e in 8 Regioni al Senato.

Nel frattempo i Democratici di Sinistra offrono a Bobo Craxi, come "diritto di tribuna parlamentare", un posto nella lista dell'Ulivo nella circoscrizione Lombardia 3; Craxi, però, non viene eletto.

Il risultato ottenuto da I Socialisti non è esaltante (0,30% alla Camera e 0,37% al Senato) ma i voti conseguiti sono stati determinanti per far vincere la coalizione di Prodi sia alla Camera sia al Senato. I Socialisti non superano per un soffio lo sbarramento regionale del 3% al Senato neppure in Calabria, dove il partito aveva posto la loro roccaforte per la presenza di una forte componente socialista guidata da Saverio Zavettieri.

Bobo Craxi viene nominato Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri nel Governo Prodi II.

Il primo congresso[modifica | modifica wikitesto]

Saverio Zavettieri

Il 10 e 11 marzo 2007, in occasione del primo congresso del partito, il partito muta denominazione, divenendo I Socialisti Italiani. Zavettieri viene eletto per acclamazione segretario nazionale: tra le priorità indicate c'è in primo luogo l'unità socialista, individuando come interlocutore privilegiato lo SDI di Enrico Boselli, sostenendo che non si possa proseguire con la presenza di due diversi partiti socialisti nella stessa coalizione.

Ai Socialisti Italiani, così come allo SDI che nelle Elezioni Europee del 2004 e nelle Regionali del 2005 vi aveva già fatto parte, viene lanciata da più fronti la proposta di entrare nel costituendo Partito Democratico, in procinto di nascere per iniziativa dei due partiti maggiori della coalizione, i Democratici di Sinistra e La Margherita. Dal congresso, tuttavia, prende corpo la contrarietà ad uno scioglimento nel PD, in quanto costituirebbe, secondo Zavettieri, una somma di culture estranee e in antitesi al riformismo socialista.

Il partito partecipa quindi inizialmente al processo costituente che porterà alla fondazione del Partito Socialista, ma già nel mese di novembre 2007 Zavettieri non sottoscrive l'atto costitutivo dell'Associazione che porterà alla Costituzione del Partito non condividendo le finalità e la metodologia che aveva intrapreso il percorso costituente. Bobo Craxi e Franco Simone, invece, a titolo personale, lasciano i Socialisti Italiani per aderire al nuovo Partito Socialista.

In occasione delle elezioni politiche del 2008, il partito presenta il proprio contrassegno al Viminale ma non partecipa alle elezioni.

Il percorso autonomo[modifica | modifica wikitesto]

Mantenuta l'autonomia dei I Socialisti Italiani, il movimento partecipa ad alcune elezioni amministrative. Inoltre ritornano sulla scena in occasione delle elezioni europee del 2009, quando presentano il simbolo dei Socialisti Uniti per l'Europa (con cui il Nuovo PSI si era presentato nel 2004). Lo stesso simbolo, però, era stato contemporaneamente presentato da Stefano Caldoro, ultimo segretario del Nuovo PSI ormai confluito nel Popolo della Libertà. Inizialmente il Ministero rifiuta il contrassegno de I Socialisti Italiani ma, dopo il ricorso all'Ufficio elettorale della Suprema Corte di Cassazione, fu il simbolo di Caldoro a essere rifiutato con la contestuale ammissione del simbolo di Zavettieri, raffigurante un Garofano Rosso con gambo e foglie verdi inserito in una corona circola di colore verde chiaro, con la dicitura Socialisti Uniti, che da lì in poi rappresenterà il contrassegno ufficiale del Partito. La lista non viene però ammessa alla consultazione elettorale per mancato deposito delle firme; i Socialisti Italiani sostenendo di essere esenti dall'obbligo della raccolta di firme (il simbolo dei Socialisti Uniti per l'Europa aveva infatti eletto due eurodeputati nelle ultime elezioni), presentano quindi ricorsi presso i tribunali dei capoluoghi di Circoscrizione.

Regionali 2010[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni regionali del 2010, come da Statuto che riconosce ampia autonomia politica nella scelta delle alleanze locali, i Socialisti Uniti si presentano sul territorio con accordi elettorali diversificati. Ad esempio nel Lazio appoggiano la Lista Bonino Pannella dei Radicali, dove la candidata del centro-sinistra è Emma Bonino[1], mentre in Calabria si presentano invece con una propria lista in appoggio al candidato di centrodestra Giuseppe Scopelliti.[2] La lista, come del resto sempre in Calabria, grazie alla presenza mantenuta da sempre viva e vitale da Zavettieri ottiene ben il 3,41% dei voti, nonostante la lista civica del Presidente Scopelliti rappresenti la vera sorpresa della tornata elettorale che cannibalizza anche gli alleati. In Piemonte i Socialisti Uniti si presentano insieme al PS di Riccardo Nencini, formando una lista denominata proprio "Socialisti Uniti - PSI", contraddistinta dal Garofano della formazione di Zavettieri e dalla Rosa di Nencini in appoggio del Presidente uscente Mercedes Bresso.

La nascita dei Riformisti Italiani[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 novembre 2011, a Milano, i Socialisti Uniti partecipano alla nascita dei Riformisti Italiani, movimento lanciato da Stefania Craxi insieme ad altri esponenti della cultura socialista, riformista, laica e liberale come Alessandro Battilocchio, Gianni de Michelis e Renzo Tondo.

Alle elezioni politiche del 2013 i Riformisti Italiani ottengono lo 0,02% alla Camera e lo 0,01% al Senato.

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Seggi
Politiche 2006 Camera 115 066 0,30 0
Senato 126 431 0,37 0

Congressi[modifica | modifica wikitesto]

  • I congresso - Rimini, 10-11 marzo 2007
  • Convention nazionale dei Socialisti autonomisti - Roma, 10 ottobre 2009

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regionali: Craxi appoggia la Bonino
  2. ^ Composizione delle coalizioni per le elezioni regionali del 2010 in Calabria. URL consultato il 30 marzo 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Loghi[modifica | modifica wikitesto]