Socialisti Uniti

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Socialisti Uniti - PSI
Segretario Saverio Zavettieri
Vicesegretario nessuno
Coordinatore Nicola Carnovale
Stato Italia Italia
Fondazione 17 febbraio 2006
Ideologia Socialdemocrazia
Coalizione L'Unione (2006)
Partito Socialista (2008)
Riformisti Italiani (dal 2011)
Partito europeo nessuno
Seggi Camera 0
Seggi Senato 0
Seggi Europarlamento 0
Iscritti -
Sito web www.socialistiuniti.org

I Socialisti Uniti - PSI è un partito politico italiano fondato nel 2006, noto con la denominazione di I Socialisti dal 2006 al 2007 e poi con quella di I Socialisti Italiani fino al 2009. Il partito, autonomo ed equidistante dai poli dalle Elezioni del 2006 in poi, ha come leader l'ex deputato Saverio Zavettieri.

Indice

Storia[modifica]

La scissione dal Nuovo PSI[modifica]

Bobo Craxi

Il Nuovo PSI, fondato da Bobo Craxi, Claudio Martelli, Roberto Spano e Gianni De Michelis nel 2001, aderisce alla Casa delle Libertà ed entra a far parte dei governi di centrodestra guidati da Silvio Berlusconi. Il partito conta sull'1% dei consensi alle elezioni politiche del 2001 e su circa il 2% alle elezioni europee del 2004, in occasione delle quali si presenta con la denominazione Socialisti Uniti per l'Europa. Il Nuovo PSI, però, va incontro ad una scissione in occasione del congresso che si svolge dal 21 al 23 ottobre 2005: vengono presentate due mozioni, una dal segretario in carica De Michelis e di Stefano Caldoro, l'altra da Bobo Craxi e di Saverio Zavettieri:

  • la prima mozione chiede di perseguire l'obiettivo dell'unità socialista, ma verificando prima la natura delle future alleanze e sostenendo l'impossibilità di un abbandono definitivo della Casa delle Libertà;
  • la seconda mozione, invece, chiede di dare un taglio netto passato, di uscire immediatamente dal governo di centrodestra, dichiarare conclusa l'alleanza con la CdL e perseguire l'unità socialista all'interno del centrosinistra.

Il congresso è caratterizzato da momenti agitati: in aula si creano tafferugli e il segretario abbandona l'aula mentre la parte restante dei partecipanti acclama Craxi nuovo segretario. Nasce una disputa legale tra Craxi e De Michelis sulla legittimità del congresso e, sebbene in un primo momento Craxi venga riconosciuto legale rappresentante del Nuovo PSI, un pronunciamento successivo del Tribunale di Roma decreta la nullità del congresso di ottobre. Pertanto De Michelis viene confermato alla guida del Nuovo PSI dopo Il congresso della discordia.

La scissione definitiva si consuma il 7 febbraio 2006, quando la corrente legata a Bobo Craxi e Saverio Zavettieri abbandona il partito e costituisce l'associazione de I Socialisti in vista delle Elezioni politiche 2006, al fine di potervi partecipare, senza mai rinunciare al contenzioso sull'eredità del contrassegno. Presidente pro tempore nella fase elettorale è Franco Simone.

Le elezioni politiche 2006[modifica]

In vista delle elezioni politiche del 2006, i Socialisti aderiscono alla coalizione de l'Unione che candida a premier Romano Prodi, ma valutando due diverse possibilità:

L'Associazione delibera questa seconda ipotesi nonostante abbia l'opportunità di inserire almeno tre suoi candidati in posizione utile all'interno della lista unitaria dell'Ulivo ma, al momento della presentazione delle liste, il suo simbolo viene ricusato: si obietta l'emblema del garofano, adottato in parte dal Nuovo PSI che forma un cartello elettorale con Rotondi, e la presenza del nome "Craxi", associabile al noto personaggio politico del passato. Così l'associazione si presenta il suo nuovo simbolo, dove viene eliminato il gambo del garofano ed eliminata la scritta "Craxi" e riesce a presentare liste solo in 11 Circoscrizioni Camera ed in 8 Regioni Senato dove ha raccolto le firme necessarie esclusivamente con l'ausilio delle proprio forze, spesso osteggiata anche dagli alleati stessi.

Intanto, a Bobo Craxi viene offerto dai DS, sponda D'Alema, il cosiddetto "diritto di tribuna parlamentare", candidandolo nella lista dell'Ulivo nella circoscrizione Lombardia 3; Craxi, però, non viene eletto. Il risultato ottenuto da "I Socialisti", perfino senza l'apporto dello steso Craxi, non è stato esaltante (0,4 Camera e quasi 0,5 al Senato) ma i voti conseguiti sono stati determinanti per far vincere la coalizione di Prodi sia alla Camera sia al Senato, considerata la loro provenienza con la scissione del 2005 dalle fila della Casa della LIbertà, dove invece De Michelis e Caldoro unitamente a Rotondi e Pomicino raccolgono appena lo 0,3. I Socialisti non superano lo sbarramento regionale del 3% al Senato per un soffio neppure in Calabria, dove il partito aveva posto la loro roccaforte per la presenza di una forte componente socialista guidata da sempre da Saverio Zavettieri. Diversamente da come era stato concordato con Prodi e Fassino nelle loro rispettive qualità di Presidente del Consiglio e di Segretario nazionale del maggior partito della coalizione che dovevano garantire 2 Sottosegretari alla formazione de "I Socialisti" e ripescare Bobo Craxi alla Camera non eletto in quanto collocato in extremis in posizione non utile nella Circoscrizione "Lombardia 3", il tutto in considerazione dell'apporto determinante alla Coalizione e del fatto che),la formazione contava due Deputati uscenti (Milioto e Craxi) ed un Senatore (Franco Crinò), il solo Craxi viene nominato Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri, come rappresentante istituzionale dei Socialisti.

Le elezioni amministrative del 2006[modifica]

Il neonato movimento partecipa alle elezioni amministrative in tutta Italia nell'ambito dell'Unione, riscuotendo dati simili a quelli delle recenti Politiche. I risultati più significativi con percentuali determinanti sono in Calabria, in particolare a Catanzaro e a Crotone. A Milano, dove i Socialisti sostengono la Lista Ferrante nell'ambito del centrosinistra, Bobo Craxi sostiene però, a titolo personale, la lista autonoma della Federazione dei Liberaldemocratici cosa che crea particolare malumore all'interno dell'Associazione portando ad una frattura tra lo stesso Craxi e Nuccio Abbondanza esponente di spicco in quel di Milano.

Il primo congresso: sì al Partito Socialista[modifica]

Saverio Zavettieri

Il 10 e 11 marzo 2007, in occasione del primo congresso del partito, il partito muta denominazione, divenendo I Socialisti Italiani. Zavettieri viene eletto per acclamazione segretario nazionale: tra le priorità indicate c'è in primo luogo l'unità socialista, individuando come interlocutore privilegiato lo SDI di Enrico Boselli, sostenendo che non si possa proseguire con la presenza di due diversi partiti socialisti nella stessa coalizione.

Ai Socialisti Italiani, così come allo SDI che nelle Elezioni Europee del 2004 e nelle Regionali del 2005 vi aveva già fatto parte, viene lanciata da più fronti la proposta di entrare nel costituendo Partito Democratico, in procinto di nascere per iniziativa dei due partiti maggiori della coalizione, i Democratici di Sinistra e la Margherita. Dal congresso, tuttavia, prende corpo la contrarietà ad uno scioglimento nel PD, in quanto costituirebbe, secondo Zavettieri, una somma di culture estranee ed in antitesi al riformismo socialista.

Il partito, invece, partecipa al processo costituente che porta alla fondazione del Partito Socialista,: ma già nel mese di Novembre 2007 Zavettieri, nella sua qualità di Segretario nazionale de "I Socialisti" non sottoscrive l'atto costitutivo dell'Associazione che porterà alla Costituzione del Partito non condividendo le finalità e la metodologia che aveva intrapreso il percorso costituente. Il Partito Socialista guidato da Enrico Boselli che si presenterà alle Elezioni politiche del 2008 con esigui risultati è composto

  • Socialisti Democratici Italiani;
  • Associazione Il Garofano, area facente capo a De Michelis che nel frattempo si era scissa dal Nuovo PSI;
  • Socialismo è Libertà, associazione facente capo a Rino Formica di cui per un periodo vi ha fatto parte Giuseppe Caldarola;
  • Democrazia e Socialismo, area facente capo a Gavino Angius e a Valdo Spini, formatasi dopo una scissione da Sinistra Democratica (a sua volta sorta come scissione dai DS);
  • Bobo Craxi e Franco Simone a titolo personale.

Il PS, sotto la leadership di Enrico Boselli, si presenta alle elezioni politiche del 2008 ottenendo un risultato di circa l'1%. Zavettieri, dissociatosi dal PS, mantiene il movimento de I Socialisti, presentando anche un proprio contrassegno al Viminale e non partecipando al primo congresso del PS che si svolge a luglio 2008 e che vede la sostituzione di Boselli con Riccardo Nencini.

Il percorso autonomo[modifica]

Mantenuta l'autonomia dei I Socialisti Italiani, il movimento partecipa ad alcune elezioni amministrative. Inoltre ritornano sulla scena in occasione delle elezioni europee del 2009, quando presentano il simbolo dei Socialisti Uniti per l'Europa (con cui il Nuovo PSI si era presentato nel 2004). Lo stesso simbolo, però, era stato contemporaneamente presentato da Stefano Caldoro, ultimo segretario del Nuovo PSI (e non già del Partito Socialista - Nuovo PSI scioltosi con le varie scissioni, ultima quella di De Michelis per aderire alla Costituente di Boselli), ormai confluito nel Popolo della Libertà. Inizialmente il Ministero rifiuta il contrassegno de I Socialisti Italiani ma, dopo il ricorso all'Ufficio elettorale della Suprema Corte di Cassazione, fu il simbolo di Caldoro ad essere rifiutato con la contestuale ammissione del simbolo di Zavettieri, raffigurante un Garofano Rosso con gambo e foglie verdi inserito in una corona circola di colore verde chiaro, con la dicitura Socialisti Uniti, che da lì in poi rappresenterà il contrassegno ufficiale del Partito. La lista socialista in accordo col Partito Liberale Italiano non è stata ammessa alla consultazione elettorale per mancato deposito delle firme, anche se il contrassegno presentato dai Socialisti risultava esente dall'obbligo della raccolta di firme in quanto aveva eletto ben due eurodeputati nella pregressa competizione europea. Pendono allo stato ricorsi presso i tribunali dei Capoluoghi di Circoscrizione.

La nascita dei Socialisti Uniti[modifica]

In occasione delle elezioni europee del 2009, intanto, il Partito Socialista si era presentato all'interno di Sinistra e Libertà, che comprendeva anche Sinistra Democratica, Federazione dei Verdi, Movimento per la Sinistra e Unire la Sinistra. Questa decisione suscitò malumori nel partito e, l'11 settembre 2009, Bobo Craxi e pochi altri partecipano per il successivo 10 ottobre al Teatro Eliseo di Roma alla Convention nazionale dei socialisti autonomisti, promossa da Saverio Zavettieri, da cui scaturisce il Comitato promotore presieduto dallo stesso Zavettieri per la costruzione di un nuovo soggetto politico dalla matrice laica, liberale e socialista che assume la denominazione di "Socialisti Uniti - P.S.I."

Regionali 2010[modifica]

I Socialisti Uniti elezioni regionali del 2010 come da Statuto che riconosce ampia autonomia politica nella scelta delle alleanze locali, si presentano sul territorio con accordi elettorali diversificati. Ad esempio nel Lazio appoggiano la Liste Bonino Pannella dei Radicali, dove la candidata del centro-sinistra è Emma Bonino[1], mentre in Calabria si presentano invece con una propria lista in appoggio al candidato di centrodestra Giuseppe Scopelliti[2]. La lista, come del resto sempre in Calabria, grazie alla presenza mantenuta da sempre viva e vitale da Zavettieri ottiene ben il 3,41% dei voti, nonostante la lista civica del Presidente Scopelliti rappresenti la vera sorpresa della tornata elettorale che cannibalizza anche gli alleati. I Socialisti Uniti - P.S.I si presentano in Piemonte, insieme al PS di Riccardo Nencini, formando una lista denominata proprio "Socialisti Uniti - PSI" contraddistinta dal Garofano della formazione di Zavettieri e la Rosa di Nencini in appoggio del Presidente uscente Mercedes Bresso. Candidano, per via delle leggi elettorali regionali che prevedono sbarramenti elettorali, propri candidati quali indipendenti in Regioni come Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria, Basilicata, Campania e Puglia.

La nascita dei Riformisti Italiani[modifica]

Il 26 Novembre, a Milano, nasce con la presentazione del Manifesto dei Riformisti Italiani, l'omonimo Movimento politico lanciato da Stefania Craxi unitamente ai Socialisti Uniti - P.S.I. ed a molti altri esponenti della cultura socialista, riformista, laica e liberale del nostro Paese tra cui Alessandro Battilocchio, Gianni de Michelis e Renzo Tondo. L'obiettivo primario in cui si cimenta il nascente Movimento è una grande battaglia politica per l'indizione di una nuova Assemblea Costituente, eletto con sistema proporzionale, composta da un massimo di 100 membri e con mandato temporalmente delimitato, che, riscriva la Parte II della Carta Costituzionale e così finalmente rendere moderno e funzionale il Paese. Tale obiettivo viene perseguito con la raccolta di 50.000 firme per una petizione popolare al Parlamento della Repubblica.

Risultati elettorali[modifica]

Risultati elettorali
Elezione Parlamento Voti  % Seggi
2006 Camera
Senato
115.105
126.625
0,4
0,48
0
0

Congressi[modifica]

  • I congresso - Rimini, 10-11 marzo 2007
  • Convention nazionale dei Socialisti autonomisti - Roma, 10 ottobre 2009

Note[modifica]

  1. ^ Regionali: Craxi appoggia la Bonino
  2. ^ Composizione delle coalizioni per le elezioni regionali del 2010 in Calabria. URL consultato in data 30-03-2010.

Collegamenti esterni[modifica]

Loghi[modifica]