Socialismo 2000

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Socialismo 2000
Leader Cesare Salvi
Stato Italia Italia
Fondazione
Ideologia Socialismo comunista
Socialismo democratico
[senza fonte]
Coalizione Federazione della Sinistra
Gruppo parlamentare europeo GUE-NGL
Seggi Camera 0
Seggi Senato 0
Seggi Europarlamento 0
Sito web socialismo2000.org

Il socialismo del duemila per il rilancio della sinistra meglio nota come Socialismo 2000 è un'associazione politica fondata da Cesare Salvi il 3 agosto 2000[1].

Nata come associazione interna ai Democratici di Sinistra prima e a Sinistra Democratica poi, abbandona quest'ultima nell'ottobre 2008.

Con altri è parte della Federazione della Sinistra.

Indice

La nascita e il "Correntone DS" [modifica]

La nascita ufficiale di Socialismo 2000 è preceduta da un'assemblea aperta il 18 luglio 2000[2][3] che porta alla stesura di un documento politico[4] promosso da Aldo Aniasi, Mario Artali, Alberto Asor Rosa, Guido Calvi Federico Coen, Giuseppe Cotturri, Lorenzo Forcieri, Anna Fracchiolla, Massimo Guerrieri, Paolo Leon, Giacomo Marramao, Katerina Ostaszewska, Alessandro Pardini, Vittorio Parola, Luciano Pettinari, Cesare Salvi, Concetto Scivoletto, Massimo Villone, Antonio Zollo[5]. Viene anche redatto uno statuto che descrive Socialismo 2000 come «un’associazione di tendenza politica e culturale» avente sede presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso[6].

Il 13 ottobre 2000 è la volta della prima assemblea nazionale alla quale partecipa, pur senza aderirvi, il cantautore Antonello Venditti[7].

Il 7 luglio 2001 a Roma all'assemblea della sinistra Ds, il veltroniano Fabio Mussi rompe con la dirigenza diessina e si schiera con la sinistra Ds di Marco Fumagalli e Gloria Buffo per cercare di vincere a novembre il II congresso di Pesaro e porre Giovanni Berlinguer alla segreteria del partito in alternativa a Piero Fassino. A seguire Mussi ci sono anche Carlo Leoni e Laura Pennacchi. Alla stessa assemblea partecipa anche Cesare Salvi e Socialismo 2000, e ben presto si uniranno anche Achille Occhetto, Bruno Trentin, Antonio Bassolino, Sergio Cofferati e Giovanna Melandri. Nasce così un'alleanza tra diversi che darà vita alla mozione Per tornare a vincere e che i giornalisti ribattezzeranno Correntone[8], ma che al congresso non andrà oltre il 34% dei voti. Il grosso della corrente si organizza in seguito (7 aprile 2002) come associazione Aprile. Per la Sinistra[9].

La lotta contro le modifiche dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori proposte dal Governo Berlusconi sembra profilare un correntone in forte ascesa e guidato da Sergio Cofferati, ma quando quest'ultimo decide di non competere per cariche di partito, accettando in seguito la candidatura a sindaco di Bologna, la situazione cambia.

Socialismo 2000 si distingue comunque all'interno dei DS per essere stato fra i promotori del referendum per l'estensione dell'art. 18; sostiene Salvi: «quando si è convinti di una scelta bisogna avere il coraggio di andare fino in fondo. Ma, ormai, siamo in una fase nuova. Il referendum c'è, si farà, tutti i dubbi che Fassino e Cofferati possono aver avuto devono lasciare spazio ad un impegno preciso. Anche per non lasciare a Rifondazione la primogenitura»[10].

Il 28 giugno 2003 l'area Salvi manifesta pro-Cuba[11].

Il 14 luglio 2003 Mussi diviene il nuovo coordinatore del correntone. Salvi non partecipa alla votazione e riacquista la sua piena autonomia come Socialismo 2000, mentre Giorgio Mele darà vita a Sinistra Ds-14 luglio. Un terzo gruppo (Cofferati, Bassolino) si riavvicina al segretario Fassino.

Il "no" al Partito Democratico e il Congresso di Firenze [modifica]

Dall'estate 2003 inizierà dentro i Ds il dibattito sull'opportunità di dar vita al Partito Democratico. Il dibattito vedrà fasi diverse e due congressi nazionali (2005 e 2007), vedendo le sinistre Ds sempre contrarie e scettiche. Già dal 30 agosto Salvi su la Repubblica inizia a ventilare l'ipotesi di una scissione per salvare la sinistra[12].

È soprattutto in ottobre che Salvi insieme al gruppo di Mele alza il tiro e si mostra il più ostile al futuro PD controproponendo «una confederazione di tutta la sinistra, alleata al centro, per un grande partito del socialismo»[13].

Il 26 novembre i gruppi di Salvi e Mele si fondono e il 16 dicembre nasce Sinistra Ds per il Socialismo che «si rivolge a chi respinge la prospettiva del partito riformista e ritiene decisiva in Italia la presenza di una forte e autonoma formazione politica socialista e di sinistra». Il gruppo è guidato da Salvi con Mele suo vice.

Malgrado la comune avversione al PD, Mussi e Salvi non riescono a riconciliarsi e al III Congresso si presenteranno con due mozioni distinte. Sulla divisione pesa il veto di un gruppo di 22 mussiani (come Giovanna Melandri, Claudio Fava e Olga D'Antona) vicini a Cofferati e Veltroni. A fine ottobre 2004 la sinistra DS è ormai divisa in tre gruppi, facenti riferimento a Mussi, Salvi e Fulvia Bandoli, che presenta una mozione ambientalista sostenuta da Trentin.

Anche il III Congresso dei DS (Roma, 3-5 febbraio 2005) rappresenta una sconfitta per le correnti di sinistra: la mozione Fassino ottiene il 79,1% dei voti, quella di Fabio Mussi il 14,56%, quella di Cesare Salvi il 3,98%, e infine quella di Fulvia Bandoli il 2,36%. La sinistra nel complesso ha poco meno del 21%, ma non cede nella sua avversione al Partito Democratico e pian piano ritrova compattezza.

Ancora nel luglio 2006 Salvi invoca la sospensione del traghettamento dei DS verso il PD, ma ormai annuncia che, se così non fosse, «senza strappi e senza lacerazioni nascerà un nuovo soggetto politico della sinistra, socialista e socialdemocratico»[14].

Per il IV Congresso DS (Firenze, 19-21 aprile 2007) c'è una convergenza fra la Sinistra DS per il Socialismo e la Sinistra DS per tornare a vincere di Mussi.

Il 13 dicembre 2006 Fabio Mussi si candida al congresso come candidato alla segreteria della Sinistra Ds. «Mi presento per vincere il congresso», dichiara Mussi che punta comunque a una percentuale di voti sufficientemente alta da portare i dirigenti DS a rivedere le proprie scelte.

Il 29 marzo il coordinamento nazionale della Sinistra DS lancia l'estremo appello al partito per «una pausa, fermare il processo di costruzione del Pd, che porterebbe alla scomparsa dei Ds. È il momento della riflessione non dell'accelerazione. Un'accelerazione che va al di là degli stessi tempi e dei modi indicati dalla mozione di maggioranza». Tre giorni dopo D'Alema risponderà agli avversari del Pd sfidandoli: «Partecipate alla sua costruzione, e forse tra qualche mese vi troverete in un partito che non sarà poi così diverso da come lo volete»[15].

Al IV congresso Ds, Mussi e Angius ottengono complessivamente il 25% dei consensi.

La nascita di Sinistra Democratica [modifica]

Con lo scioglimento dei DS, si ha la conseguente scissione dei diessini oppositori del PD che il 5 maggio 2007, al PalaCongressi dell'EUR a Roma, fondano la Sinistra Democratica. Socialismo 2000 cessa di esistere. Per SD Salvi diviene il capo gruppo al Senato.

Socialismo 2000 rinasce a sorpresa nell'estate 2008, dopo la rovinosa sconfitta de la Sinistra/l'Arcobaleno alle elezioni politiche dell'aprile precedente.

Il coordinatore nazionale di SD, Mussi, rassegna le proprie dimissioni e propone come suo successore Claudio Fava, che infatti sarà eletto nuovo coordinatore dal 10 maggio.

Cesare Salvi e Massimo Villone però sono un po' critici e pongono la questione su l'Unità del 30 aprile[16].

Tuttavia Fava è orientato per spingere la sinistra italiana a unificarsi superando non solo il comunismo, ma anche il socialismo e la socialdemocrazia. Qui nasce il dissenso con Cesare Salvi, come risulta evidente dal botta e risposta pubblico tra Fava e Salvi su l'Unità: per il coordinatore di SD, infatti, «forse il comunismo e la socialdemocrazia sono tradizioni politiche concluse» e per questo serve «una sinistra di diverso conio»[17]; mentre per Salvi è vero esattamente il contrario e con ironia espone il suo dissenso[18].

Tra il 27 e il 29 giugno si tiene la I Assemblea Nazionale di SD dalla quale esce la nuova linea politica del movimento. L'obiettivo è quello di costruire un nuovo centrosinistra e riavviare il processo unitario a sinistra attraverso una «costituente di sinistra»[19].

Il 28 Salvi prende la parola per ribadire le sue critiche al percorso faviano (cioè fare di SD un movimento leggero di transizione che unifichi una parte della sinistra che superi socialismo e comunismo) e annunciare la ricostituzione di Socialismo 2000[20].

Il 1º luglio Salvi rilancia il suo appello per la nuova Socialismo 2000 scrivendo che «oggi quello che serve non è evidentemente un nuovo partito, e tanto meno una corrente, ma un confronto aperto, che coinvolga intellettuali e cittadini di sinistra, siano o meno iscritti a SD o altri partiti, su un tema cruciale: che cosa vuole dire, oggi, affermare l’identità socialista, sia come punto di riferimento ideale, sia come concreto processo storico che nasce alla fine dell’800, sia come soggetto politico sovranazionale, che si struttura in Europa nel PSE e nel mondo nell’Internazionale socialista»[21].

L'abbandono di Sinistra Democratica e il progetto della "Federazione della Sinistra" [modifica]

Il 10 viene reso pubblico il programma dell'associazione di cultura politica Socialismo 2000[22] che vedrà l'adesione di Giuseppe Tamburrano, Presidente della Fondazione Nenni[23].

Il 10 ottobre Socialismo 2000 si dà un proprio statuto e di fatto fuoriesce da Sinistra Democratica.

Il 28 marzo 2009 viene annunciato che Socialismo 2000, PRC, PdCI e Consumatori Uniti, si presenteranno alleati alle elezioni europee del 6-7 giugno 2009. Intervistato in occasione della presentazione del simbolo, Cesare Salvi ha spiegato che per Socialismo 2000 tale scelta si è resa necessaria in quanto essa costituisce il modo migliore per «contrastare la deriva berlusconiana», essendo venuta meno la possibilità di costruire una lista unitaria di tutte le forze della sinistra in quanto Sd, Rps, verdi e socialisti hanno preso un'altra strada[24]. Nella Lista Anticapitalista, l'associazione di Salvi esprime quattro candidature (5,5% del totale), tra le quali spicca quella di Massimo Villone[25], che alla fine totalizzeranno 9.989 preferenze. Le ssemblee del 18 luglio e del 5 dicembre 2009 tenutesi a Roma vedono Socialismo 2000 come uno dei quattro soggetti fondatori - insieme a PRC, PdCI e Lavoro-Solidarietà - della Federazione della Sinistra.

Il 14 ottobre 2010 Giorgio Mele, già Senatore nella XV Legislatura, aderisce a Socialismo 2000 e alla Federazione della Sinistra[26].

Il progetto comune con Lavoro-Solidarietà [modifica]

Alla fine di luglio 2011 Socialismo 2000 e l'Associazione 23 marzo “Lavoro-Solidarietà” guidata da Gian Paolo Patta ventilano l'ipotesi «di avviare un processo di convergenza fra le due associazioni, aperto a tutti coloro che siano interessati, con l’obiettivo di dare vita a un movimento politico che verifichi le condizioni perché l’Italia abbia un Partito del lavoro» Il 17 settembre 2011 al Centro Congressi Frentani di Roma, l'assemblea organizzata dalle due associazioni approva il manifesto e il programma del [Movimento per il Partito del Lavoro, il quale dovrebbe nascere da una futura fusione tra le due associazioni, cioè una formazione politica dove «i lavoratori tornino protagonisti in prima persona della lotta politica per il cambiamento» attraverso «una autonoma rappresentanza politica»[27].

Note [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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