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Il Barone Smilo Walther Hinko Oskar Costantin Wilhelm von Lüttwitz (Strasburgo, 23 dicembre 1895 – Coblenza, 19 maggio 1975) è stato un generale tedesco del Deutsches Heer prima e della Wehrmacht poi, decorato con la Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia e Spade.
Figlio del generale Walther von Lüttwitz, Smilo apparteneva ad una famiglia aristocratica di antiche tradizioni militari degli junker, la nobiltà prussiana, e suo padre era a capo di un'ala della "vecchia" destra monarchica tedesca. Il giovane aristocratica fu educato in un'accademia militare dalla quale uscì tenente di cavalleria. Mobilizzato il 3 agosto 1914, fu destinato assieme al suo reggimento al fronte orientale, ove, sotto la supervisione di Hindenburg, si distinse a Tannenberg e a Duna e fu di stanza in Curlandia per qualche tempo operando con il generale Rüdiger von der Goltz alla permanenza monarchica negli stati baltici e combatté contro i russi, venendo insignito di numerose decorazioni militari tedesche e promosso infine capitano e poi maggiore.
Nel 1916, suo fratello Wilfried fu ucciso in azione sul fronte occidentale, e Smilo fu incitato a prendere il suo posto come aiutante di campo del kronprinz (principe ereditario) Guglielmo di Prussia, figlio di Guglielmo II, entrando ben presto nelle grazie di questo, che lo fece insignire della Pour le Mérite nel 1917. Fu poi aiutante di un generale tedesco in Ucraina contro i russi.
Tornato in Germania, occupò vari posti di ufficiale nel Reichswehr, e nonostante non avesse preso parte al Putsch di Kapp di estrema destra, fu condannato al carcere per due anni. Appoggiò poi il governo di Hindenburg, durante il quale fu promosso colonnello. Nonostante non avesse aderito al Partito Nazista, ricevette da Hitler vari ruoli molto importanti nella Wehrmacht, nella quale ebbe una rapidissima carriera, partendo da generalmajor nel 1942 per arrivare a generalleutnant nel 1944.
Partecipò con successo alle operazioni d'invasione in Polonia e della Francia, e fu poi nominato comandante delle truppe tedesche a nord della Linea Gotica in Italia, avendo un particolare merito in quanto comandante della 26. Panzer-Division (26ª Divisione corazzata) nell'impedire alle truppe britanniche di sbarcare di notte nel territorio italiano controllato dai tedeschi. Nonostante non avesse preso parte in nessun modo ai crimini dell'olocausto e avesse presentato spesso reclami contro la crudeltà dimostrata nei confronti dei prigionieri civili e militari nemici, catturato al termine della guerra dagli americani, fu condannato a dieci anni di carcere, che scontò tutti in un campo di prigionia americano presso Amburgo.
Rilasciato, fu reintegrato come generale della Bundeswehr nella Germania Ovest e fu per qualche tempo deputato per il Partito Conservatore al Parlamento di Bonn.
Onorificenze tedesche [modifica]
Onorificenze straniere [modifica]
- Berger, Florian (2000). Mit Eichenlaub und Schwertern. Die höchstdekorierten Soldaten des Zweiten Weltkrieges (in German). Wien, Austria: Selbstverlag Florian Berger. ISBN 3-9501307-0-5.
- Fellgiebel, Walther-Peer (2000). Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939-1945 (in German). Friedburg, Germany: Podzun-Pallas. ISBN 3-7909-0284-5.
- Patzwall, Klaus D. and Scherzer, Veit (2001). Das Deutsche Kreuz 1941 - 1945 Geschichte und Inhaber Band II. Norderstedt, Germany: Verlag Klaus D. Patzwall. ISBN 3-931533-45-X.
- Schaulen, Fritjof (2004). Eichenlaubträger 1940 - 1945 Zeitgeschichte in Farbe II Ihlefeld - Primozic (in German). Selent, Germany: Pour le Mérite. ISBN 3-932381-21-1.
- Scherzer, Veit (2007). Die Ritterkreuzträger Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives (in German). Jena, Germany: Scherzers Miltaer-Verlag. ISBN 978-3-938845-17-2.
- Williamson, Gordon (2006). Knight's Cross, Oak-Leaves and Swords Recipients 1941-45. Osprey Publishing Ltd. ISBN 1-84176-643-7.
- Die Wehrmachtberichte 1939-1945 Band 2, 1. Januar 1942 bis 31. Dezember 1943 (in German). München: Deutscher Taschenbuch Verlag GmbH & Co. KG, 1985. ISBN 3-423-05944-3.
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