Slowdive

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Slowdive
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere Shoegaze
Post-rock
Dream pop
Periodo di attività 19891995
Album pubblicati 5
Studio 3
Live 0
Raccolte 2
Gruppi e artisti correlati Mojave 3
Sito web
Slowdive (Logo).png

Gli Slowdive sono stati un gruppo musicale britannico formatosi a Reading nel 1989. Il nome del gruppo (lento tuffo) è preso da un sogno fatto dal bassista Chaplin e non dall'omonima canzone di Siouxsie and the Banshees.[1]

Indice

Biografia [modifica]

Il gruppo si forma su iniziativa di Neil Halstead (chitarra e voce), Rachel Goswell (chitarra e voce), Christian Savill (chitarra), Adrian Sell (batteria) e Nick Chaplin (basso). Sin dagli esordi caratterizzano il proprio suono per gli intrecci di chitarre, il delicato incedere del feedback e distorsioni che si posano su una sezione ritmica minimalista, a tratti appena accennata. Il loro esordio discografico avviene nel 1990 con l'omonimo EP, contenente il brano Slowdive. Nel disco già si delineano le caratteristiche principali del suono della band: lunghe sinfonie distorte a cui si sovrappongono gli intrecci vocali. Nel 1991 esce il secondo EP Morningrise che riutilizza la formula del loro esordio. Il successivo EP Holding our Breath (1991) contiene Catch the Breeze che finirà poi sul loro LP d'esordio. Si segnala in questo EP la cover di Golden Hair di Syd Barrett, proposta in una chiave ancora più eterea rispetto all’originale. L'esordio sulla lunga distanza avviene nel (1991) con l'album Just for a Day , definito da molti critici di settore come una pietra miliare dello shoegazing[2][3]. L'anno successivo esce la raccolta Blueday (1992) che raccoglie tutti gli EP precedenti all'uscita di Just for a Day. Il secondo LP, Souvlaki (1993), si apre con la ballata Alison, nella quale le chitarre e le voci si intrecciano a tratteggiare la stessa melodia. Il disco si avvale della presenza in due canzoni di Brian Eno, che è anche attestato come coautore di Sing. Nell'album compaiono accenni elettronici, che si uniscono alle sinfonie di chitarre cariche di delay. Pygmalion (1995), l'ultimo album targato Slowdive, si muove su coordinate decisamente più ambient, vicino al post-rock dei Talk Talk e dei Bark Psychosis. Il giudizio critico sul disco è controverso: per alcuni rappresenta il disco più riuscito della band mentre per altri solo un lavoro interlocutorio, sicuramente un disco di rottura. I due brani più riusciti ed ancora legati al suono dei dischi precedenti dell'album sono Crazy For You e "Blue Skied An' Clear",[4] quest'ultimo incluso anche nella colonna sonora del film Doom Generation di Gregg Araki. Il mancato successo del terzo album, così sperimentale e distante anni luce dal brit pop, all'epoca in pieno boom, porta Alan McGee boss della Creation Records a interrompere il rapporto con il gruppo.[5] Il gruppo si scioglie nello stesso anno: Chaplin e Savill avevano già lasciato il progetto insoddisfatti del nuovo corso intrapreso, mentre Neil Halstead e Rachel Goswell firmano con la 4AD dando vita ai Mojave 3. Più tardi, come Slowdive, il gruppo pubblica il download online di una raccolta di inediti, chiamato "I Saw the Sun" e un album Best of chiamato The Shining Breeze.

Discografia [modifica]

Album [modifica]

EP [modifica]

Raccolte [modifica]

Colonne sonore [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Slowdive | AllMusic
  2. ^ Pietra miliare per Ondarock
  3. ^ Recensione su RockLine
  4. ^ The History of Rock Music. Slowdive: biography, discography, reviews, links
  5. ^ Slowdive - biografia, recensioni, discografia, foto :: Onda Rock