Slow-motion

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Lo slow-motion (traduzione: movimento lento) o ralenti, è una tecnica di ripresa cinematografica usata, come suggerisce il nome stesso, per riprodurre un movimento a una velocità più lenta del reale. Questa tecnica cinematografica può essere premeditata oppure aggiunta nel montaggio. Questa tecnica è stata inventata dal professor August Musger nel 1904.

Indice

[modifica] Tecnica cinematografica

Se lo Slow-motion è premeditato, ossia se la scelta di utilizzarlo nella scena non viene presa in sede di montaggio ma prima delle riprese, questa tecnica può essere affinata utilizzando macchine da presa con prestazioni differenti da quelle classiche a 24 fps; vengono infatti frequentemente utilizzate macchine da presa in grado di fissare una quantità maggiore di fotogrammi al secondo (dette "High Speed camera"), così da rendere l'effetto al rallentatore più preciso e senza salti di tempo, o "scatti".

Se lo Slow-motion è aggiunto in fase di montaggio, invece, i 24 frame per secondo vengono "ridistribuiti" in un periodo di tempo maggiore, facendo perdere l'effetto ottico che ci fa apparire il movimento fluido.

[modifica] Lo Slow-motion in digitale

Grazie all'avvento dei computer e della digitalizzazione delle immagini, questa tecnica è diventata più semplice; le applicazioni sono molteplici, come con il Chromakey, con il quale possono essere inserite immagini animate digitali che possono essere modificate, roteate e modellate a piacere, oppure può essere riprodotta una quantità immensa di fotogrammi necessari per rallentare movimenti al limite dell'immaginabile, quantità spesso troppo elevate per essere riprese con macchine da presa normali, perché troppo costose o inesistenti.

[modifica] Utilizzi dello Slow-motion

Lo Slow-motion è spesso stato utilizzato nei film d'azione per sottolineare scene particolarmente dinamiche, spesso scene di combattimenti o sparatorie. Uno dei primi esempi di questo utilizzo della tecnica è nel film I sette samurai (1954) di Akira Kurosawa. Anche registi come Sam Peckinpah e John Woo hanno usato spesso questa tecnica nei loro film. Un famosissimo esempio recente di Slow-motion digitale è la scena dei proiettili del film Matrix (1999) dei fratelli Wachowski.

[modifica] Voci correlate

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