Slogan pubblicitario

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Lo slogan pubblicitario, è una breve frase capace di esprimere un concetto in modo efficace e sintetico, il che la rende particolarmente adatta alla propaganda e alla pubblicità.

Dal punto di vista etimologico, slogan deriva dal gaelico sluagh-ghairm, composto da sluagh (si traduce in inglese con 'spirit multitude, 'moltitudine di spiriti') e ghairm ("urlo"), che originariamente, presso i Celti degli Highlands scozzesi, designava il grido di battaglia dei morti. In seguito il termine ha assunto il significato più generico di frase distintiva di un gruppo di persone, passando infine ad acquisire anche l'accezione corrente di frase ad effetto e facilmente memorizzabile, in ambito propagandistico e pubblicitario.

Significato tecnico del termine[modifica | modifica wikitesto]

Nel linguaggio pubblicitario italiano (spesso composto da termini tratti dal corrispondente anglo-americano, ma con significato non perfettamente corrispondente), non è sempre chiaro quali componenti del messaggio possano essere propriamente definiti slogan; in genere il termine viene considerato obsoleto, preferendogli espressioni più tecniche e più specifiche, come ad esempio headline[1] (o più raramente heading), claim[2], pay-off, baseline o tagline[3].

Secondo molti, l'uso più appropriato del termine si ha quando slogan viene utilizzato per identificare una frase associata al marchio, che non è specifica di un singolo messaggio o campagna pubblicitaria ma assume un significato più generale e si estende a tutta la comunicazione della marca[4] (per esempio: "Kraft - cose buone dal mondo").

Chi crea gli slogan[modifica | modifica wikitesto]

In generale, tutti i testi usati nella comunicazione pubblicitaria sono creati da un copywriter (insieme all'art director, uno dei professionisti responsabili della creatività pubblicitaria). In molti casi, la struttura del reparto creativo di una agenzia pubblicitaria può essere molto più articolata e complessa.
In passato, anche scrittori famosi hanno creato slogan per la pubblicità (per esempio, Gabriele d'Annunzio).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Titolo o frase di apertura, in genere sintetizza il tema centrale della campagna.
  2. ^ Affermazione, promessa principale al consumatore circa i benefici o le prestazioni del prodotto.
  3. ^ Tutte e tre, nel gergo pubblicitario italiano, hanno più o meno l'identico valore di chiusura, frase conclusiva.
  4. ^ In questo senso, tra gli altri, cfr. Marco Vecchia. Costruire il messaggio, in Marco Vecchia. Hapù - Manuale di tecnica della comunicazione pubblicitaria. Milano, Lupetti Editori, 2003. ISBN 88-8391-097-4

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Mariani (a cura di). Il dizionario illustrato della pubblicità e comunicazione. Milano, Lupetti & Co. Editore, 1992. ISBN 88-85838-72-3
  • Marco Vecchia. Hapù - Manuale di tecnica della comunicazione pubblicitaria. Milano, Lupetti Editori di comunicazione, 2003. ISBN 88-8391-097-4
  • Marco Lombardi (a cura di). Il nuovo manuale di tecniche pubblicitarie. Milano, Franco Angeli, 2002. ISBN 88-464-1028-9
  • Gianpaolo Fabris. La pubblicità teorie e prassi. Milano, franco Angeli, 2002. ISBN 88-204-9648-8
  • Geppi De Liso. "Creatività & Pubblicità - Manuale di metodologie e tecniche creative". Milano, Franco Angeli, 1997/2003. ISBN 88-464-3893-0
  • Elias Canetti, 'Massa e potere', Milano, Adelphi, 1981.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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