Slogan fascisti
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Motto fascista ancora parzialmente visibile su una casa di Caggiano
Motto fascista presente a Coazze (To)
Uno strumento di propaganda molto utilizzato dal regime fascista erano i motti, spesso attribuiti o coniati direttamente da Benito Mussolini. Per iniziativa di Achille Starace, molti di questi furono scritti sulle facciate delle abitazioni.
- Viva il Duce.
- Ardisco ad ogni impresa. da Ludovico Ariosto, Orlando furioso.
- Beffo la morte e ghigno.
- Boia chi molla. Utilizzato anche durante la Rivolta di Reggio Calabria[1]
- Chi osa vince.
- Motto della Special Air Service britannica (Who Dares Wins), usato poi anche da altre forze speciali. L'origine è il motto latino Audaces fortuna iuvat.
- Chi si ferma è perduto.
- Chi non è pronto a morire per la sua fede non è degno di professarla.
- Mussolini, Scritti e discorsi, Hoepli, VII, p. 225.
- Credere, obbedire, combattere.
- Datevi all'ippica.
- Dio e Patria. Ogni altro affetto, ogni altro dovere vien dopo.
- Primo precetto di un decalogo di Giovanni Giuriati pubblicato su Gioventù fascista nel 1931.
- Dovete sopravvivere e mantenere nel cuore la fede.
- Dux mea lux.
- Significa "Duce mia luce."
- Dux nobis.
- Significa "Duce a noi."
- Fascismo è libertà.
- Fedeltà è più forte del fuoco.
- Eja, Eja, Alalà!
- È un grido di guerra coniato da Gabriele D'Annunzio e concepito come alternativo all'esterofilo "hip, hip, hurra!". Il motto, scritto il 7 agosto 1918 da D'Annunzio su una bandierina tricolore donata agli aviatori, si diffuse soprattutto tra gli Arditi in seguito all'Impresa di Fiume; successivamente fu adottato anche dai fascisti. Il motto è composto di parole d'origine classiche: "eja" è una parola adoperata da Eschilo e Platone, utilizzata come grido di guerra dagli eserciti greci. D'annunzio apprese difatti tale parola dal linguaggio dei sardi, il cui significato riconduce ad un "sì" entusiastico e questo quando visitò l'isola di Sardegna insieme a Edoardo Scarfoglio, Cesare Pascarella e Ugo Ranieri nel lontano 1882. Ebbe difatti modo di conoscere le genti del Campidano e il dialetto campidanese della lingua sarda, e di scrivere poesie soffermandosi nel paese di Villacidro.
- Diffusa ancora nel Medioevo e tra i Crociati; "alalà" è un altro grido di guerra greco (da cui il verbo alalazo, innalzo gridi di guerra) che compare in Pindaro e in Euripide, e ripreso in tempi più recenti da Giosuè Carducci o Giovanni Pascoli.
- È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori.
- Mussolini, discorso per l'inaugurazione della Provincia di Littoria, 18 dicembre 1934.
- Fermarsi significa retrocedere.
- Fino alla vittoria.
- Habere non haberi.
- È una locuzione in lingua latina ripresa dallo scrittore italiano Gabriele D'Annunzio; il suo significato è "possedere, non essere posseduto".
- Il Duce ha sempre ragione.
- Il nemico del Fascismo è il tuo nemico: non dargli quartiere.
- Dal decalogo del milite fascista (1928).
- Italia agli italiani.
- La libertà senza ordine e disciplina significa dissoluzione e catastrofe.
- La Patria si serve anche facendo la guardia a un bidone di benzina.
- Dal decalogo del milite fascista (1928).
- Libro e moschetto / Fascista perfetto.
- Lo slancio vitale del popolo italiano non fu e non sarà mai fermato!
- Marciare per non marcire.
- Motto fascista, indicante la necessità dell'azione, coniato forse da Filippo Tommaso Marinetti (fondatore del futurismo) immediatamente prima o durante la prima guerra mondiale; in seguito ripreso dagli Arditi e poi dai Fasci di combattimento.
- Meglio lottare insieme che morire da soli.
- Meglio vivere un giorno da leone, che cento anni da pecora.
- La frase nasce e si diffonde nelle trincee ai giorni della Resistenza sul Piave.
- Me ne frego.
- Benché attribuito a Gabriele D'Annunzio, il motto si è probabilmente diffuso tra gli Arditi durante la prima guerra mondiale e la successiva Impresa di Fiume. Trae origine dalla scritta che un soldato ferito si fece apporre sulle bende, come segno di abnegazione totale alla Patria.
- Molti nemici, molto onore.
- Mussolini ha sempre ragione.
- Leo Longanesi, L'italiano, 11 febbraio 1926; ora in Vademecum del perfetto fascista, Vallecchi.
- Noi tireremo dritto.
- Mussolini, Palazzo Venezia, Roma, 8 settembre 1935.
- Non basta essere bravi bisogna essere i migliori.
- Non siamo gli ultimi di ieri ma i primi del domani.
- O con noi o contro di noi.
- opposto significato di "Chi non è contro di noi è con noi"(Luca 9,50).
- Pronti, ieri, oggi, domani al combattimento per l'onore d'Italia.
- Ricordare e prepararsi.
- Ricordatevi che Roma doma.
- Ringrazia ogni giorno devotamente Dio perché ti ha fatto italiano, Roma, 7 aprile 1926.
- Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi.
- (generale Henri de La Rochejaquelein, 1793)
- Se il destino è contro di noi... Peggio per lui!
- Se il Mediterraneo per gli altri è una strada, per noi è la vita.
- Sempre Avanti.
- Spezzeremo le reni.
- Sposi della vita, amanti della morte.
- Tacete! Il nemico vi ascolta.
- Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato.
- Mussolini, discorso alla Scala, Milano, 28 ottobre 1925.
- Ubi ordo, ibi pax et decor. Ubi pax et decor, ibi laetitia.
- È una locuzione in lingua latina; il suo significato è "dove c'è l'ordine, lì c'è pace e decoro. Dove c'è pace e decoro, lì c'è la letizia."
- Vincere e vinceremo.
- Mussolini, annuncio della dichiarazione di guerra, 10 giugno 1940.
- Duco, non ducor!
- motto coniato da Gabriele D'Annunzio.
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[modifica] Altre
- All'ombra dei nostri gagliardetti è bello vivere, ma se sarà necessario sarà ancora più bello morire.
- Anche se tutti, noi no!
- Ardisco, non ordisco!
- Bisogna volere. Fortemente volere!
- Mussolini, Milano, 2 aprile 1923; il motto non è originale[2].
- Camminare, costruire e, se necessario, combattere e vincere!
- Con le nostre macchine, come, soprattutto, col nostro popolo e con la nostra fede, andremo sicuramente verso la vittoria.
- Date tutto alla terra che è una banca che non fallisce mai.
- Disciplina, concordia e lavoro per la ricostruzione della Patria.
- Fate le glorie del passato siano superate dalle glorie dell'avvenire.
- Giudici dei nostri interessi, garanti del nostro avvenire, siamo noi, soltanto noi, esclusivamente noi!
- Il contadino deve rimanere fedele alla terra, dev'essere orgoglioso di essere contadino, fiero di lavorare il suo campo.
- Fedeltà è più forte del fuoco.
- Il credo del borghese è l'egoismo, il credo del fascista è l'eroismo.
- Il fascismo è l'uguaglianza verace e profonda di tutti gli individui di fronte al lavoro e alla nazione.
- Il fascismo femminile che si raccoglie intorno ai nostri gagliardetti è destinato a scrivere una storia splendida, a lasciare tracce memorabili, a dare un contributo sempre più profondo di passione e di opere al fascismo italiano.
- Il mondo deve in ogni caso sapere che noi, domani, come ieri, come sempre, tireremo diritto.
- Il popolo italiano ha creato col suo sangue l'Impero. Lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque e con le sue armi.
- Il valore di un popolo non viene determinato solo dalle vittorie in guerra, ma esse sono il fondamento del suo valore.
- In alto i cuori.
- In una città di 100.000 abitanti non servono ingegneri od architetti, lì basta un geometra!
- Io mi vanto soprattutto di essere un rurale.
- I popoli che non amano portare le proprie armi finiscono con il portare quelle altrui.
- L'architettura è la sintesi di tutte le arti.
- L'Ardito della "Muti" serve, combatte e muore per l'Italia, per il Duce, per il Fascismo.
- L'anima a Dio, la vita al Re, il cuore alla Dama, l'Onore a me (ripreso dal giuramento dei cavalieri del Medioevo).
- L'Italia fascista può se necessario portare oltre il suo tricolore, abbassarlo mai.
- L'uomo è marito, padre, soldato.
- La cinematografia è l'arma più forte.
- La disciplina deve cominciare dall'alto se si vuole che sia rispettata in basso.
- La scienza, la volontà, la fede, possono attenuare gli effetti delle forze non benefiche della natura.
- Lavoratore, ricorda che anche tu sei soldato, che il tuo lavoro è la tua trincea.
- Mentre in tante parti del mondo tuona il cannone, farsi delle illusioni è follia, non prepararsi è delitto. Noi non ci illudiamo e ci prepariamo.
- Mio padre forgiava il ferro, io piego le anime.
- Muro o non muro tre passi avanti.
- Nessuno si illuda di poterci piegare senza avere prima duramente combattuto.
- Nessun fenomeno al mondo può impedire al sole di risorgere.
- Nessuno ha potuto fermarci... Nessuno ci fermerà!
- Noi guardiamo con sovrano disprezzo talune dottrine d'oltralpe, di gente che ignorava la scrittura, con la quale tramandare i documenti della propria vita, in un tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto!
- Noi siamo sempre domani.
- Non è permesso a nessuno di vivere su quello che fu fatto da altri prima di noi. Bisogna che noi creiamo.
- Non siamo gli ultimi di ieri ma i primi del domani.
- Non sprecate il pane quotidiano.
- Oggi non ci sono più italiani di ponente o di levante, del continente o delle isole: ci sono soltanto degli italiani.
- Pane, lo so, per averlo provato, che cosa vuol dire la casa deserta ed il desco nudo.
- Quella che chiamano la mia "dittatura" è basata su molto entusiasmo popolare.
- Rispettate il pane: sudore della fronte, orgoglio del lavoro, poema di sacrificio.
- Se mangi troppo, derubi la Patria!
- Senza sudore senza sacrificio e senza sangue nulla si conquista nella storia
- Siam fatti così!
- Siamo quelli che siamo.
- Solo avendo l'orgoglio umile ma sacro di obbedire si conquista poi il diritto di comandare.
- Solo dall'armonia costituita dai tre principi: capitale, tecnica, lavoro vengono le sorgenti della fortuna.
Sostare è retrocedere. Motto su una casa di San Fili
- Sostare è retrocedere. La marcia continua, altre mète attendono il segno romano della nostra conquista.[3]
- Tutte le leggi umane, non quelle divine, sono il risultato di uno sforzo di uomini. Altri uomini vengono, modificano, aboliscono, perfezionano. Non ci vuole nulla ad abolire. Distruggere è facile, ma ricostruire è difficile.
- Tutte le mete saranno raggiunte.
- Tutti i nodi furono tagliati dalla nostra spada lucente e la vittoria africana resta nella storia della Patria, integra e pura, come i Legionari caduti e superstiti la sognavano e la volevano.
- Una maschia gioventù con romana volontà combatterà...
- Vado verso il popolo e sono col popolo per comunione d'intenti e di spirito.
- Vivere non è necessario, ma è necessario navigare!
- Vivere pericolosamente!
[modifica] Note
- ^ il Giornale "I «boia chi molla» di Reggio Calabria? Stranieri in patria"
- ^ Vedi Prospero Padoa, Intorno ai governi rappresentativi, 1859: "Bisogna durare ne' virili propositi, bisogna volere e fortemente volere, ed essere parati sempre e spiare e cogliere tutte le opportunità". Confronta anche Vittorio Alfieri: "Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli".
- ^ La Chiesa di Marettimo. URL consultato il 25-10-2011.
[modifica] Bibliografia
- Ariberto Segala, I muri del Duce, Arca edizioni, Lavis, 2007, ISBN 88-88203-00-1
[modifica] Voci correlate
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