Velocità di risposta

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Effetto della velocità di risposta su un'onda quadra: il segnale di ingresso è indicato in rosso, quello di uscita in verde

La velocità di risposta, o slew rate, è una grandezza elettrica che indica la velocità, espressa in unita di tempo, di cui è capace di reagire un dispositivo o circuito elettronico, sollecitato sul suo ingresso, da un in impulso di tensione, il cui valore, da minimo a massimo, è contenuto in un tempo brevissimo. Eccitazioni del genere idealmente darebbero luogo a segnali di uscita che variano troppo rapidamente per poter essere effettivamente riprodotti: infatti, qualunque apparato fisico è in grado di erogare esclusivamente correnti finite, e non può quindi far altro che limitarsi a generare variazioni di tensione che non eccedono una determinata quantità, la velocità di risposta σ appunto. Esso si esprime in volt su microsecondo.

Indice

[modifica] Amplificatore operazionale

Se un amplificatore operazionale viene sollecitato da un impulso, ad esempio da un'onda quadra, la corrente erogata dallo stadio differenziale saturerà ad un valore finito, e la tensione di uscita varierà linearmente con una pendenza finita pari a σ: si veda a questo proposito la figura. Lo slew rate di un amplificatore operazionale è definito come il massimo tasso di variazione della risposta su tutti i possibili segnali d'ingresso

\sigma = \max \left |\frac{\partial v_\mathrm{out} \left (t \right)}{\partial t} \right|

dove

v_\mathrm{out} \left (t \right)

è la tensione prodotta dall'amplificatore in funzione del tempo t.

[modifica] Dettagli tecnici

Il fatto che la corrente generata debba saturare è legato alla struttura dello stadio differenziale. Esso presenta due nodi di ingresso che possono essere, ad esempio, i contatti di base di una coppia di transistori bipolari[1]: quando la tensione di ingresso è sufficientemente elevata, in pratica superiore ad una tensione di accensione 4VT, uno dei due entra in forte conduzione e interdice l'altro che rimane quindi a "secco". A quel punto, la corrente erogata dallo stadio di ingresso viene a coincidere con il massimo valore possibile I (legato all'alimentazione e ai meccanismi interni di regolazione), e viene iniettata nello stadio di guadagno. Dato che quest'ultimo viene normalmente compensato introducendo un condensatore C tra il nodo di ingresso e quello di uscita, già a frequenze non troppo elevate quasi tutta la corrente proveniente dallo stadio precedente contribuisce a caricare la capacità[2], dando così in risposta una rampa di tensione con pendenza pari allo slew rate

\sigma = \frac{I}{C} = PGB \cdot 4V_T

l'ultima espressione è valida se l'amplificazione dello stadio di guadagno è molto maggiore rispetto all'unità, e ha il vantaggio di far intervenire solo parametri accessibili: il prodotto guadagno banda PGB e la tensione 4VT, che dipende esclusivamente dalla temperatura. Essa permette inoltre di identificare nel prodotto guadagno banda l'unico termine sul quale si può intervenire per migliorare lo slew rate.

[modifica] Chiusura in reazione

Mentre un amplificatore compensato ad anello aperto si comporta come un integratore, ad anello chiuso la sua banda aumenta a dismisura. Questo non significa che lo slew rate viene eliminato: semplicemente, piuttosto che distorcere segnali intensi, agirà su segnali che variano rapidamente. In ogni caso, il sistema non potrà imprimere all'uscita uno slope che eccede σ; al limite, potranno essere riprodotti fedelmente tutti i segnali che rientrano nei limiti imposti dallo slew rate. Prendiamo ad esempio in considerazione un amplificatore reazionato in maniera tale da comportarsi come un inseguitore di tensione: dato che il dispositivo ad anello aperto si comporta essenzialmente come un integratore, ai morsetti di accesso dovrà apparire una tensione proporzionale alla variazione del segnale di ingresso. Precisamente

\frac{1}{PGB} \frac{\partial v_\mathrm{in} \left (t \right)}{\partial t}

si avrà slew rate, e il segnale di uscita varierà linearmente con pendenza pari a σ, quando questa quantità supera in modulo 4VT, cioè quando l'ingresso varia più rapidamente dello slew rate. In caso contrario, i limiti di dinamica sono rispettati e il segnale di input viene replicato in uscita senza distorsione.

[modifica] Misurazione

Nel caso interessi misurare sperimentalmente lo slew rate di un dispositivo, si può ricorrere ad un generatore di segnale "onda quadra" e ad un oscilloscopio; questi strumenti devono essere collegati rispettivamente ai morsetti di accesso e a quelli di prelievo. L'onda quadra forzerà il sistema ad andare in slew rate. Sull'oscilloscopio, che confronta l'ingresso con l'uscita, dovrebbe apparire la transizione ripida della sollecitazione e la rampa della risposta. Se non è questo ciò che si osserva, significa che l'eccitazione non ha prodotto slew rate: in questo caso, è necessario o aumentare l'intensità o ridurre il rise time dell'onda quadra. Una volta ottenuto un risultato soddisfacente, lo slew rate può essere calcolata banalmente derivando la pendenza della rampa in uscita.

[modifica] Problematiche

Lo slew rate è fonte di distorsione non lineare in corrispondenza dei fronti ripidi dell'ingresso, dato che questi non possono essere riprodotti in uscita: il fenomeno è particolarmente deleterio nelle applicazioni analogiche, ad esempio nel campo dell'alta fedeltà. Nelle apparecchiature digitali, i dispositivi affetti da slew rate introducono ritardi di propagazione e possono quindi dar luogo, se introdotti all'interno di reti sequenziali asincrone, ad alee.

[modifica] Note

  1. ^ Gli amplificatori a FET risentono meno del fenomeno slew rate
  2. ^ Come conseguenza del cosiddetto effetto Miller

[modifica] Bibliografia

  • Jacob Millman e Arvin Grabel. Microelettronica. McGraw-Hill, 1995. ISBN 88-386-0678-1
  • Adel Sedra e Kenneth Smith. Circuiti per la microelettronica. Edises, 2005. ISBN 88-7959-328-5

[modifica] Voci correlate

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