Sistema di Codifica delle Espressioni Facciali

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Sistema di Codifica delle Espressioni Facciali si riferisce alla misurazione e alla classificazione dei movimenti muscolari del volto che formano le espressioni. Tali tecniche si basano sulla decomposizione dei movimenti facciali in specifiche unità alle quali l’analista della comunicazione non verbale assegna i punteggi descrittivi.

Una prima sistematica trattazione delle azioni  specifiche dei muscoli facciali e dei relativi significati emozionali è stata elaborata nel 1969 da Carl-Herman Hjortsjo, docente di anatomia nell’università svedese di Lund. Il manuale contiene una descrizione completa e precisa dei cambiamenti d’aspetto del volto risultanti dall’azione di ciascun muscolo facciale e la classificazione in 8 categorie emozionali. Hjortsjö classifica le azioni del volto attribuendo ad essi codici numerici. Tale tecnica è stata in parte validata mediante l’applicazione nell’analisi delle fotografie di persone che assumono in posa queste espressioni. L’elenco e la comparazione di vari sistemi troviamo nella Guide del Facial Action Coding System (Ekman, Friesen & Hager 2002). Quindi, i principali precedenti studi a quelli di Hjortsjo sono stati svolti da  Landis (1924), Frois-Wittman (1930), Fulcher (1942). Successivamente a Hjortsjo sono seguite le pubblicazioni svolte da Ekman e Friesen (1978), Birdwhistell (1970), Grant (1969), Blurton-Jones (1971), Brannigan e Humphries (1971), McGrew (1972), Nystrom (1974), Ekman e Friesen (1978), Ermiane e Gergerian (1978), Izard (1979).

Il Facial Action Coding System – FACS è stato elaborato nel 1978 da Ekman e Friesen, due docenti universitari americani. La versione più recente è del 2002 in cui agli autori precedenti si aggiunge anche Hager. Il sistema ha molte analogie con il sistema di Hjortsjö, alla quale si aggiungono una serie di migliorie. Risulta così essere il più completo sistema di codifica delle espressioni facciali.Ekman e Friesen hanno calcolato 44 AU (Action Unit) che considerano variazioni nelle espressioni facciali, e 14 AU che interpretano i cambi nella direzione dello sguardo e nell’orientamento della testa. L’analista FACS può interpretare quasi tutte le espressioni del viso, scomponendole in unità di azione specifiche e suddividendole nelle loro fasi temporali.

Il Baby F.A.C.S. invece è stato elaborato da Oster (1993) come adattamento per i neonati e bambini piccoli del FACS di Ekman e Friesen. Esso prende in considerazione le particolarità della muscolatura facciale dei bambini, diversa per struttura, anche se già perfettamente sviluppata, in funzione della suzione, fin da prima della nascita.

In televisione[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 la Fox ha prodotto Lie to Me. Il protagonista della serie, dottor Lightman (Tim Roth) si ispirava dichiaratamente a Paul Ekman. La serie è andata in onda fino al 2011 per un totale di tre stagioni e lo stesso Ekman vi ha collaborato ricoprendo il ruolo di consulente.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Ekman P. & W. Friesen (1978). Facial Action Coding System: A Technique for the Measurement of Facial Movement. Consulting Psychologists Press, Palo Alto.

Hjortsjo C. H. (1969). Man’s face and mimic language. Luond: Studentliterature.

Oster H. Unpublished monograph and coding manual. New York University; 2006. Baby FACS: Facial Action Coding System for Infants and Young Children

==Collegamenti esterni==

Voci[modifica | modifica sorgente]