Sisowath Sirik Matak

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Sisowath Sirik Matak

Sisowath Sirik Matak (Phnom Penh, 22 gennaio 1914Phnom Penh, 21 aprile 1975) è stato un politico cambogiano. Era membro della famiglia reale cambogiana e cugino del sovrano della Cambogia Norodom Sihanouk.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1941, quando la Cambogia era un protettorato francese, il principe Sirik Matak fu candidato al trono per la successione al re Sisowath Monivong, ma le autorità francesi gli preferirono il cugino Norodom Sihanouk. Dopo la seconda guerra mondiale il principe si dedicò alla politica ed entrò a far parte del Partito del Rinnovamento Khmer, di orientamento conservatore e anticomunista, fondato da Lon Nol. Dopo l'indipendenza della Cambogia, Sirik Matak ricoprì più volte l'incarico di ministro. Fra il 1962 e il 1967 fu ambasciatore prima in Cina e poi in Giappone. Tornato definitivamente in patria, divenne Vice Primo Ministro del governo di Lon Nol.

Nel marzo del 1970, mentre Sihanouk si trovava all'estero, Lon Nol e Sirik Matak organizzarono un colpo di stato contro il sovrano, che portò alla proclamazione della Repubblica Khmer, che assunse posizioni filo-statunitensi. Cheng Heng divenne formalmente Capo dello Stato, Lon Nol assunse i poteri in carica per l'emergenza e Sirik Matak divenne Primo Ministro Delegato. Il colpo di stato portò allo scoppio della guerra civile cambogiana. Nel 1972 Lon Nol divenne Presidente della Repubblica e Son Ngoc Thanh fu il nuovo Primo Ministro, ma Sirik Matak continuò a restare una figura influente, tanto che nell'aprile del 1973 fu chiamato a far parte dell'Alto Consiglio Politico insieme al presidente Lon Nol, all'ex capo dello stato Cheng Heng e al nuovo primo ministro In Tam. Nel 1974 Sirik Matak divenne membro del Consiglio Esecutivo composto da Lon Nol, dal nuovo primo ministro Long Boret e dal generale Sosthene Fernandez, capo delle Forze Armate.

Il 12 aprile 1975 a seguito dell'avanzata dei Khmer Rossi gli USA evacuarono l'ambasciata ed offrirono asilo politico agli alti esponenti della Repubblica Khmer, ma Sirik Matak e Long Boret rifiutarono di partire, nonostante i loro nomi figurassero sulla lista dei "Sette traditori" condannati a morte dai Khmer Rossi[1]. Catturato dai Khmer Rossi, Sirik Matak venne portato al Circolo Sportivo di Phnom Penh e giustiziato sommariamente insieme a Long Boret.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Karl D. Jackson, Cambodia, 1975-1978:Rendezvous with death, Princeton University Press, 1992

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • David Chandler, A History of Cambodia, Westview Press, 2000
  • A. Dommen, The Indochinese Experience of the French and the Americans, Indiana University Press, 2001