Sisara

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Sisara o Sisera era un generale dell'esercito di Iabin re di Cazor che fu battuto da Barak e Debora.

Giaele mostra agli Israeliti il cadavere di Sisara. Incisione di Gustave Dorè

Nel libro dei giudici[modifica | modifica sorgente]

Iabin opprimeva i figli d'Israele da vent'anni. Debora fece appello a Barak per attaccare Sisara, giovane generale del re nemico, che disponeva di un temibile esercito con 900 carri da guerra e controllava il territorio del Carmelo fino al lago di Galilea, minacciando quindi di isolare le tribù del Nord dal resto d'Israele.

Sotto l'impulso di Debora esse si schierarono insieme di fronte al pericolo. Lo scontro avvenne ai piedi del monte Tabor, dal quale discese l'esercito guidato da Barak. L'armata di Sisara fu decimata al torrente Ghicon e il condottiero fuggì a piedi, da solo, dirigendosi verso la tenda del Kenita Eber che abitava non lontano da Kades e che egli sapeva fedele al suo re. Fu accolto da Giaele, la moglie di Eber, e si lasciò trascinare da lei a riposare sotto la sua tenda.

Mentre il giovane dormiva, Giaele armata di un piolo e di un martello gli perforò la tempia. Poi andò incontro a Barak rivelandogli che ormai il suo nemico non gli avrebbe più potuto nuocere. Il cantico di Debora rievoca la sconfitta di Sisara e celebra Giaele: secondo questo testo lei avrebbe colpito Sisara mentre era sveglio e in piedi. Nella parte conclusiva viene data voce alle angosce della madre di Sisara, ancora all'oscuro di quanto accaduto.

Sui testi posteriori[modifica | modifica sorgente]

Secondo il libro di Samuele l'oppressione di cui erano vittime i figli d'Israele in quel periodo era il castigo della loro infedeltà. Il Salmista implora il Signore di trattare i nemici d'Israele come aveva fatto con Sisara “al torrente di Kison”.

La storia di Sisara è stata musicata dal compositore bavarese Johann Simon Mayr nel 1793 e rappresentata in forma di oratorio a Venezia nella chiesa di San Lazzaro dei Mendicanti.

La figura di Sisara nell'arte[modifica | modifica sorgente]

È soprattutto nei secoli XVI e XVII che l'episodio dell'uccisione di Sisara conosce una grande fortuna in campo artistico. Tra gli esecutori più noti, si ricordano Artemisia Gentileschi, Palma il Giovane, Gregorio Lazzarini e Mattia Preti. Nell'opera della Gentileschi, Sisara ha un aspetto sgraziato, mentre gli altri pittori danno al giovane condottiero bellezza e prestanza fisica: da tutti comunque viene raffigurato con la barba.

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