Sion (rastafarianesimo)

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Sion (o Zion) è un concetto fondamentale della teologia rastafariana in opposizione a quello di Babilonia.

Contesto storico[modifica | modifica sorgente]

Il desiderio degli ebrei di ritornare a Sion durante la cattività babilonese venne adottato come metafora dagli schiavi afroamericani e dai neri rimasti oppressi dopo la Guerra civile, che bramavano una patria sicura. Per alcuni tale metafora assumeva caratteri fisici e geografici molto concreti mentre per altri aveva significati più trascendenti e simboleggiava il Paradiso.

L'elaborazione del concetto[modifica | modifica sorgente]

Nella dottrina rastafariana Sion, chiamata anche la Nuova Gerusalemme, rappresenta la terra dove si manifesta il Messia ed è dunque un'utopia di unità, pace e libertà in contrasto con la realtà demoniaca del mondo occidentale oppressivo e sfruttatore.

Viene individuata nell'Etiopia (talvolta intesa come Africa, in una vasta accezione del termine), e alcuni rastafariani, che si identificano con i moderni Figli di Israele si pongono come obiettivo quello del "ritorno" a Sion.

Sion nella musica reggae[modifica | modifica sorgente]

(EN)
« I say fly away home to Zion, fly away home...One bright morning when my work is over, man will fly away home... »
(IT)
« Io dico vola a casa a Sion, vola a casa... Una splendida mattina, quando il mio lavoro sarà finito, l'uomo volerà via a casa »
(Bob Marley, Rastaman Chant)

I testi di molte canzoni reggae sono ricchi di riferimenti a Sion. Tra gli esempi più conosciuti ci sono le canzoni di Bob Marley "Zion Train" e "Iron Lion Zion", "Rastaman" di Bunny Wailer, "Rivers of Babylon" dei Melodians, "Leaving Babylon" dei Bad Brains, "Road to Zion" di Damian Marley e Nas, "Forward Unto Zion" degli Abyssinians, "Kingdom of Zion" di Alborosie. " Citazioni e richiami al concetto rastafariano di Sion talvolta sono stati inseriti anche in brani pop e rock per opera di artisti come Lauryn Hill, gli Of a Revolution, i Sublime, i Boney M..