Sinfonia n. 4 (Čajkovskij)

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Sinfonia n. 4
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Compositore: Pëtr Il'ič Čajkovskij
Tonalità: Fa minore
Forma musicale: sinfonia
Numero d'opera: Op. 36
Epoca di composizione: 1878
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Dedica:
Durata media: 40 minuti
Organico:

orchestra

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La Sinfonia n. 4 in Fa minore Op. 36 di Pëtr Il'ič Čajkovskij fu composta nell'anno 1878.

[modifica] Genesi

Čajkovskij, in seguito ad una crisi di ordine pecuniario, si ritrovò come mecenate una ricchissima vedova, Nadežda von Meck, innamoratasi di lui e della sua musica, la quale fece dono al maestro di una rendita annuale per tutta la sua esistenza a patto che non si sarebbero mai visti né incontrati, la loro relazione doveva consistere soltanto in un lungo epistolario. Čajkovskij,superata così la crisi e sicuro di un avvenire senza avere più problemi economici, si sposa, nel 1877 con una sua ex allieva, Antonina Miliukova, che s'era innamorata pazzamente di lui. È da questa unione che iniziano le sue disavventure, le sue crisi esistenziali, i suoi traumi sessuali; cade in una disperazione ossessiva tanto da fargli trascorrere le notti fuori casa e portandolo a fare dei lunghi viaggi pur di star lontano dalla sua amata. Egli non poteva assolutamente ricambiare l'affetto che Antonia gli dava; la disperazione alfine prese il sopravvento tanto che un giorno tentò persino il suicidio. Uscì da quest'incubo abbandonando la moglie e da questa sua crisi esistenziale, di profondo abbattimento sentimentale e di impotenza di fronte al destino compose la sua quarta sinfonia. Ed ecco nascere la sinfonia della cupa disperazione, del persistente amore idilliaco, del fato che incatena il destino e che il destino inesorabilmente si accanisce contro l'uomo e lo rende impotente difronte all'amore, difronte ai sentimenti che vogliono contraccambiare ma non hanno la forza per farlo. Qui l'uomo si chiude nella sua melanconia, nel suo tormento esistenziale, nella sua eterna e dolente musica, sognando, distaccandosi dal mondo terreno: è l'uomo che è stanco di combattere e si chiude perennemente in se stesso.

[modifica] I movimenti

La sinfonia si divide in quattro movimenti della durata complessiva di quaranta minuti ed è composta a programma.

  • I movimento: l'"andante sostenuto": "l'introduzione", così egli si espresse in una lettera inviata alla von Meck per descriverne il programma in essa contenuto, "contiene il germe di tutta una vita,il fato è la forza del destino che ostacola la nostra felicità; è come una spada di Damocle che pende sulle nostre teste... e non è forse meglio abbandonare la realtà e sprofondare nei sogni?
  • II movimento: l'"andante con moto", "è la descrizione di quella sensazione melanconica che ci prende quando di sera siamo ormai del tutto soli e stanchi delle fatiche effettuate durante il giorno".
  • III movimento: lo "scherzo", come non pensare ad un affresco solare, esso è un pezzo brillante che si afferra al volo, che rianima la nostra fantasia e ci rende sollevati nell'animo; è un "pizzicato" che raramente si ascoltano di così belli e di tale musicalità.
  • IV movimento: il "finale", così ebbe a dire Čajkovskij nella sua descrizione alla von Meck: "se non trovate in voi la felicità, guardatela attraverso gli altri, unitevi e gioite in mezzo a loro, congiungetevi anche voi alla loro festosità...se solo però per un attimo dimenticate, ecco che compare inesorabile il fato...Ma in fondo la vita è bella!

Questa sinfonia è stata la sua forza instancabile contro le avversità che il fato ha imposto al suo destino anche se poi ha dovuto rassegnarsi ad accettare la sua condizione di vita terrena senza nemmeno ribellarsi quel tanto da farlo uscire dalla sua eterna melanconia.

[modifica] Discografia

Le sinfonie di Pëtr Il'ič Čajkovskij
n. 1 in Sol minore, op. 13 (1864) · n. 2 in Do minore, op. 17 (1872) · n. 3 in Re maggiore, op. 29 (1875) · n. 4 in Fa minore, op. 36 (1878)
· Manfred in Si minore, op. 58 (1886) · n. 5 in Mi minore, op. 64 (1888) · n. 6 in Si maggiore "Patetica", op. 74 (1893)
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