Sinfonia n. 1 (Beethoven)

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Sinfonia n. 1
Compositore Ludwig van Beethoven
Tonalità Do maggiore
Tipo di composizione sinfonia
Numero d'opera Op. 21
Epoca di composizione 1799-1800
Prima esecuzione K.K. Hoftheater nächst der Burg, Vienna, 2 aprile 1800
Autografo perduto
Dedica Gottfried van Swieten
Durata media 28 minuti
Organico

2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi

Movimenti

I Adagio molto — Allegro con brio
II Andante cantabile con moto
III Minuetto: Allegro molto e vivace
IV Adagio — Allegro molto e vivace

La sinfonia n. 1 in Do maggiore di Ludwig van Beethoven, composta fra il 1799 e 1800, fu eseguita per la prima volta il 2 aprile 1800 a Vienna.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Beethoven si avventurò relativamente tardi nel mondo sinfonico: all'età in cui finì di licenziare la sua prima, Wolfgang Amadeus Mozart ne aveva già composte trentasei, e Joseph Haydn quasi venti. Era perciò ben lontano da una maturazione stilistica paragonabile a quella dei suoi predecessori. Questa sinfonia è un'opera dall'identità incerta, divisa tra i riferimenti al passato e l'incombenza di un futuro che si lasciava intuire solo a tratti.

Nel tempo che trascorse tra gli abbozzi, subito interrotti, di una prima composizione sinfonica (risalenti agli anni 1794-1795) e il completamento della prima sinfonia, la principale preoccupazione di Beethoven fu di elaborare, più che una tecnica di scrittura, una strategia compositiva che permettesse di contenere tutta la ricchezza delle sue idee all'interno dell'architettura classica. Il compositore procedette infatti con uno sdoppiamento di piani che si sarebbe rivelato decisivo lungo tutta l'evoluzione del suo linguaggio orchestrale: la grammatica profonda della sinfonia rispetta i canoni del linguaggio classico, mentre in superficie l'accumulo incessante dei materiali produce la sensazione di un fluire ininterrotto, irregolare, tale da aprire l'organismo chiuso della sinfonia a ogni sorta di invenzione e di improvvisazione.

Analisi dei movimenti[modifica | modifica wikitesto]

L'introduzione lenta di dodici battute al primo movimento — una serie di cadenze perfette di accordi di settima di dominante con risoluzione nella tonica, a partire da quella "fasulla" della sottodominante - dovette certamente stupire i primi ascoltatori, non avvezzi a simile audacia armonica. L'Adagio sfocia senza soluzione di continuità nell'Allegro con brio, una classica forma sonata che presenta due temi principali.
Beethoven 1st Symphony 1st mov.png

Il secondo movimento, anch'esso in forma sonata con due temi principali, vede la contrapposizione della semplice cantabilità dei temi all'incessante ritmo puntato, ripreso anche da trombe e timpani.
Beethoven 1st Symphony 2nd mov.png

Il movimento più atipico e innovativo è indubbiamente il terzo, un trascinante scherzo (ancorché segnato come minuetto) basato sul materiale dei due precedenti movimenti.
Beethoven 1st Symphony 3st mov.png

Il quarto e ultimo movimento è quello che deve di più alla musica di Joseph Haydn, e non presenta particolari elementi innovativi.
Beethoven 1st Symphony 4st mov.png

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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