Sinfonia n. 1 (Brahms)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Stub Questa voce di musica classica è solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.

La Sinfonia n. 1 in Do minore, Op. 68, è una sinfonia scritta da Johannes Brahms. I primi appunti scritti da Brahms per questo primo lavoro sinfonico risalgono a quattordici anni prima della prima esecuzione del lavoro, cioè al 1862. La prima esecuzione, diretta da Felix Otto Dessoff, fu ascoltata il 4 Novembre 1876 a Karlsruhe, in Germania. Un'esecuzione tradizionale dura approssimativamente 45-50 minuti.

Indice

[modifica] Orchestrazione

La sinfonia è orchestrata per due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, un controfagotto, quattro corni, due trombe, tre tromboni, timpani e archi.

[modifica] Struttura

La sinfonia è strutturata nei quattro movimenti tipici della sinfonia classica:

  1. Un poco sostenuto – Allegro – meno Allegro (Do minore)
  2. Andante sostenuto (Mi maggiore)
  3. Un poco Allegretto e grazioso (La bemolle maggiore)
  4. Adagio – Più AndanteAllegro non troppo, ma con brio – Più Allegro (Do maggiore)

[modifica] Storia

Due sono i principali fattori responsabili della lunga gestazione dell'opera: il primo è da ricercarsi nella spiccata autocritica del compositore, che lo spingeva a distruggere molti dei suoi lavori giovanili. Il secondo fattore, non meno importante, sta nell'attesa che circondava il lavoro di Brahms: amici e ammiratori attendevano la sinfonia come un proseguio dell'opera di Beethoven, quasi una decima sinfonia del grande compositore tedesco. Di certo questo non favorì il lavoro di Brahms.

Il celebre direttore Hans von Bülow, nel 1877, affermò che la prima sinfonia di Brahms poteva vedersi come la decima sinfonia di Beethoven, data l'affinità stilistica tra la sinfonia appena composta e molto del materiale tematico del compositore di Bonn;[1] si è spesso detto, inoltre, che c'è affinità tra il quarto movimento della sinfonia brahmsiana e il quarto movimento della nona sinfonia di Beethoven. Inoltre anche il celbre motto del destino della quinta sinfonia di Beethoven è stato accostato al lavoro di Johannes Brahms. Il compositore si mostrava infastidito da tali paragoni e affermava che se c'erano delle similitudini erano solo omaggi che voleva rendere al grande compositore di Bonn.

Curiosamente, il manoscritto del primo movimento non ci è pervenuto.

[modifica] Note

  1. ^ Harold C. Schonberg. The Lives of the Great Composers . W. W. Norton & Company, New York, London, 1981. 298 ISBN 0-393-01302-2
Strumenti personali