Sindrome di Münchhausen

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Per sindrome di Münchhausen s'intende un disturbo psichiatrico in cui le persone colpite fingono la malattia od un trauma psicologico per attirare attenzione e simpatia verso di sé. A volte è anche conosciuta come sindrome da dipendenza dell'ospedale. Il personale sanitario talvolta si riferisce a questo tipo di utenti con l'appellativo di viaggiatori abituali, poiché tornano in ospedale proprio come i viaggiatori abituali frequentano gli aeroporti. Questi disturbi fittizi spesso non sono immediatamente individuati dal medico. Anzi, nella maggior parte dei casi, vengono scoperti solo dopo aver escluso una lunga serie di affezioni che potrebbero giustificare il quadro sintomatologico riferito dal paziente. Solitamente i pazienti con disturbi fittizi rimuginano in continuazione come convincere il medico a prendere sul serio la propria sofferenza. Il loro tono affettivo prevalente è la superficialità emotiva.

La sindrome di Munchausen è legata alla sindrome di Münchausen per procura, il cui disturbo mentale affligge per lo più donne madri che arrecano un danno fisico al figlio/a per attirare l'attenzione su di sé. Il bambino viene usato quindi per appagare un desiderio, inconscio, secondo le teorie psicoanalitiche e psicodinamiche, del genitore di mettere in atto un dramma personale e rinforzare la loro relazione con medici o ambiente ospedaliero.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

L'incidenza della sindrome è sconosciuta. Alcuni autori ritengono che la prevalenza del problema possa interessare una percentuale variabile dall'1 al 5% dei soggetti che si presentano dal medico con sintomi fisici di malattia.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Ritratto del giovane barone di Münchhausen

Il nome della sindrome deriva dal Barone di Münchhausen (Freiherr Karl Friedrich Hieronymus von Münchhausen, 1720-1797), un nobile tedesco, che era noto per raccontare molte storie fantastiche ed inverosimili su se stesso. Rudolf Raspe pubblicò queste storie nel romanzo Le avventure del barone di Münchhausen.

Nel 1951, Richard Asher fu il primo a descrivere un tipo di autolesionismo, in cui il soggetto si inventava storie, segni e sintomi di malattia. Ricordando il barone di Münchhausen, Asher chiamò questo disturbo sindrome di Münchausen nel suo articolo su The Lancet nel febbraio del 1951, [1] citato nel suo necrologio sul British Medical Journal: «Qui è descritta una sindrome comune che la maggior parte dei medici ha già avuto modo di vedere, ma di cui poco è stato scritto. Come il famoso Barone von Münchhausen, le persone colpite hanno sempre viaggiato molto. E le loro storie, come quelle attribuite al barone, sono sia drammatiche che inverosimili e menzognere. Di conseguenza, la sindrome è rispettosamente dedicata al Barone, e porta il suo nome».

Originariamente, questo termine è stato usato per indicare tutti i disturbi fittizi. Attualmente la diagnosi di "sindrome Münchausen" è riservata per la forma più grave di disturbo, dove la simulazione della malattia è l'attività centrale di tutta la vita del soggetto affetto.

Fattori di rischio[modifica | modifica sorgente]

Le cause della sindrome di Münchhausen sono spesso psicologiche o sociali.

Segni e sintomi[modifica | modifica sorgente]

La sintomatologia accusata da questi pazienti è quanto mai varia e spesso aspecifica, od imputabile a molte forme morbose. I pazienti affetti da sindrome di Münchhausen si caratterizzano per le frequenti visite nell'ambulatorio del medico di fiducia per quelle che sembrano, ad una prima valutazione, malattie acute. Il medico è spesso fatto oggetto di richieste insistenti per l'esecuzione di test diagnostici così come di interventi e procedure terapeutiche, anche dolorose. In molti casi il soggetto ha una vera e propria accettazione masochistica di procedure dolorose, generalmente mal tollerate. In fasi avanzate il paziente ha una storia clinica molto complessa e spesso si presenta al medico con un numero estremamente elevato di referti medici, visite specialistiche, rapporti di pronto soccorso e schede di dimissione ospedaliera.

Follow-up[modifica | modifica sorgente]

Il paziente è bene che venga preso in cura dallo psichiatra, anche se spesso difficilmente accetterà una simile indicazione. La frequenza dei colloqui ed il tipo di trattamento successivo verrà stabilito dallo specialista. Quasi sempre è indicata la dimissione del paziente, tranne in quei rari casi in cui non si possano escludere con certezza intenti di tipo autolesionistico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lancet 1951 Feb 10;1(6650):339-41 DOI: 10.1016/S0140-6736(51)92313-6

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Michel Godfryd. Münchhausen (sindrome di), in Dizionario di psicologia e psichiatria. 1ª ed. Roma, Newton Compton editori (collana Il sapere - Enciclopedia tascabile Newton - Sezione di scienze umane - 18), 1994. p. 56. ISBN 88-7983-487-8. (pubblicato nel periodico settimanale "Tascabili Economici Newton" del 4 giugno 1994)

PDM manuale diagnostico psicodinamico, 2008. p. 140.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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