Sindrome di Gilbert
| Sindrome di Gilbert | |
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| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-9-CM | (EN) 277.4 |
| ICD-10 | (EN) E80.4 |
| Sinonimi | |
| Sindrome di Gilbert-Meulengracht Sindrome di Gilbert-Lereboullet Morbo di Gilbert |
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| Eponimi | |
| Augustin Nicolas Gilbert Jens Einar Meulengracht Pierre Lereboullet |
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La sindrome di Gilbert, descritta per la prima volta nel 1901 dal gastroenterologo Augustin Nicolas Gilbert e colleghi, è una patologia benigna del fegato che si manifesta con iperbilirubinemia, spesso nel secondo decennio di vita. Ne è affetto circa il 7-8% della popolazione adulta ed è a carattere ereditario, trasmessa con modalità sia autosomico recessiva che dominante.
Indice |
Eziologia [modifica]
Nella sindrome di Gilbert l'iperbilirubinemia è causata da una ridotta attività della glucuronosiltransferasi (UGT), un enzima che capta la bilirubina. La captazione è fondamentale per la coniugazione della bilirubina, che diviene così idrosolubile rendendo possibile l'escrezione biliare. Nei pazienti affetti da sindrome di Gilbert la bilirubina non viene adeguatamente escreta e la sua concentrazione ematica aumenta.
In questa malattia è, dunque, presente un deficit parziale dell'attività dell'enzima UDP-glucoronil transferasi, in particolare, della isoforma UGT1A1. L'entità di tale deficit, compreso tra il 20 e il 70% del valore normale, determina la diversa espressione clinica e gravità sintomatologica (ittero) della malattia.
Ciò comporta livelli di bilirubina generalmente di poco sopra la norma che possono aumentare momentaneamente in condizioni quali: digiuno, semidigiuno, ingestione di alcol, stress, febbre, infezioni, aumento dell'attività fisica. Se la quantità di bilirubina è elevata (maggiore di 2.5 mg/dl), si può manifestare l'ittero (colorazione gialla) della pelle e delle sclere (la parte bianca degli occhi).
Nel paziente con sindrome di Gilbert anche la produzione di insulina è leggermente superiore alla norma e non costante nell'arco della giornata. Ciò può determinare una carenza di nutrimento alle cellule nervose, contribuendo così a una depressione del tono neuro-umorale.[1]
Manifestazioni cliniche [modifica]
Un terzo dei pazienti affetti dalla sindrome sono completamente asintomatici, mentre i rimanenti due terzi accusano disturbi aspecifici quali dolori addominali, affaticabilità, cefalee e malessere. Nel periodo manifestante della sindrome, possono verificarsi momenti di depressione o semplice debolezza.
Diagnosi [modifica]
In genere si può parlare di sindrome di Gilbert quando si è in presenza di un aumento sostanziale della "bilirubina indiretta" (valori normali inferiori a 1 mg/100 ml) e di un lieve o inesistente aumento della "bilirubina diretta" (valori normali inferiori a 0,5 mg/100 ml). Gli esami si effettuano a digiuno.
Importante è la diagnosi differenziale in caso di ittero o subittero con altre malattie epatiche che si manifestano con iperbilirubinemia. Ciò è possibile con semplici esami di laboratorio in quanto la S. di Gilbert non comporta danni funzionali al fegato, che quindi non presenterà ALT, AST, GGT alterati, la sintesi proteica epatica (valutabile mediante PT, PTT, albuminemia, protidemia..) sarà nella norma, l'emocromo non presenterà eritrocitopenia (da possibile emolisi).
Un metodo economico per diagnosticare il Gilbert consiste nel test del digiuno.[2] Se dopo una giornata di ridotto apporto calorico (una fetta di pane, una fettina di carne e un po' di frutta) la bilirubina sale, mentre tutti gli altri parametri restano nei range di riferimento è suggestivo di Gilbert. Sono comunque disponibili test genetici per fare diagnosi molecolare di Gilbert.
La trasmissione è autosomica recessiva quindi parenti affetti possono orientare la diagnosi.
Trattamento [modifica]
Non esiste alcun tipo di terapia in quanto si tratta di un'alterazione benigna che solo in basse percentuali può influire sulla vita dei soggetti. Nonostante questo è da segnalare che la somministrazione di barbiturici può attenuare la sintomatologia itterica, aumentando l'attività dell'UDP glucoronil transferasi. Tuttavia, la sindrome di Gilbert riduce la capacità del fegato di detossificare determinati farmaci. Per esempio, la sindrome di Gilbert è associata a forte diarrea e neutropenia in pazienti che assumono irinotecano, che viene metabolizzato da UGT1A1 (glicuroniltransferasi).[3]
Note [modifica]
- ^ Arcari Morni, D'Eugenio A, Aufiero F, Bioterapia nutrizionale - Nutrizione e funzioni organiche., 2004, pp. 47-57. ISBN 88-7447-198-X
- ^ (EN) J L Gollan, C Bateman, B H Billing (1976). Effect of dietary composition on the unconjugated hyperbilirubinaemia of Gilbert's syndrome. Gut 17 (5): 335–340. DOI:10.1136/gut.17.5.335. PMID 1278716.
- ^ Marcuello E, Altés A, Menoyo A, Del Rio E, Gómez-Pardo M, Baiget M (2004). UGT1A1 gene variations and irinotecan treatment in patients with metastatic colorectal cancer.. Br J Cancer 91 (4): 678-82. PMID 15280927.
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