Sindrome di Fonzie

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La sindrome di Fonzie è un fenomeno mediatico che indica l'inaspettato e non pianificato ― e, a priori, imprevedibile ― successo di un personaggio minore di una serie televisiva, saga cinematografica, fumetto, romanzo o videogioco.

Il successo si può quantificare sia in termini di effettivo gradimento del personaggio sia dalla misura in cui esso diventi più o meno oggetto di attenzione o financo di imitazione[1].

Tale fenomeno prende il nome da Arthur Fonzarelli, detto Fonzie, originariamente personaggio di secondo piano dell'universo narrativo della serie televisiva statunitense Happy Days [2], ma che iniziò a prevalere quando il protagonista della serie, Richie Cunningham, fu via via relegato dagli autori della serie a ruoli di contorno per via del fatto che il suo interprete, l'attore Ron Howard, aveva nel frattempo iniziato la carriera di regista[2].

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Fonzie, interpretato da Henry Winkler nella serie TV Happy Days, è il maggior esempio televisivo di "sindrome".
  • Fonzie in Happy Days (1974-84), eponimo del fenomeno. Personaggio ricorrente ed estremamente secondario, Fonzie finì in breve col diventare un membro quasi effettivo della famiglia Cunningham e il miglior amico di Richie, assumendo addirittura un ruolo quasi da fratello maggiore per il ragazzo, fatto che provocò la scomparsa dal set di Chuck Cunningham (presente solo nella prima stagione, "convitato di pietra" per il resto della serie e, infine, persino cancellato dalla memoria, tanto che Howard Cunningham in uno degli ultimi episodi parla dei suoi «due ragazzi», Richie e Joanie). Divenuto il personaggio-simbolo della serie, Fonzie fu promosso a presenza fissa e nei titoli di testa comparì sempre in seconda posizione unicamente per il rifiuto del suo interprete, Henry Winkler, di apparire prima del protagonista Ron Howard, ritenendo assurda la proposta della ABC, di ribattezzare la serie Fonzie's Happy Days [1][2].
  • Spock in Star Trek (1966-69). Apparve nell'episodio pilota, al termine del quale non avrebbe dovuto sopravvivere. Divenne invece il personaggio più popolare della serie, vantando fan club fin dalla fine degli anni sessanta[3]; il suo interprete, Leonard Nimoy, riprese il personaggio a 43 anni di distanza dall'uscita della serie originale in Star Trek (2009), in cui interpreta uno Spock anziano in una linea temporale alternativa.
  • Daniel Auschlander in A cuore aperto (1982-88). Medico di professione, nello script originale si trattava di un personaggio destinato a durare solo quattro episodi, ma la popolarità riscossa tra i fan ne prolungò la presenza per sei stagioni[4].
  • Steve Urkel in Otto sotto un tetto (1989-98). Il modo di vestire, di parlare, di camminare, la peculiare risata e le frasi tipiche del personaggio sono divenute talmente popolari da renderlo a tutti gli effetti il protagonista col progredire della serie[5].
  • Homer Simpson nei Simpson (1989-). A dispetto del fatto che il protagonista, almeno nelle prime tre stagioni, fosse Bart Simpson, a partire dalla quarta stagione la serie si focalizzò sempre maggiormente su di Homer[6][7].
  • Niles Crane in Frasier (1993-2004). Quest'ultima, spin-off di Cin cin, era incentrata sul personaggio di Frasier Crane che, nella serie originale, si supponeva fosse figlio unico. Il personaggio di Niles ottenne invero recensioni molto positive fin dalla prima apparizione e la serie si concentrò in seguito soprattutto sulla relazione tra i due fratelli[8].
  • Spike in Buffy l'ammazzavampiri (1997-2003). Esordì nella seconda stagione come antagonista di Buffy ed era destinato a morire presto, ma l'immensa popolarità raggiunta in pochi episodi convinse gli autori a farlo sopravvivere e, dopo una sporadica apparizione nella terza stagione (un solo episodio), fu promosso a presenza regolare e divenne uno dei maggiori alleati e la nuova fiamma della protagonista, Buffy Summers; rimase fino alla fine della serie e nelle successive trasposizioni a fumetti[9].
  • Stewie Griffin nei Griffin (1999-). Il personaggio e il suo comportamento divennero un punto focale della serie con sorpresa perfino dello stesso autore[10].
  • Randy Marsh e "Butters" Stotch in South Park (2000-). Il primo nacque come personaggio di secondo piano, ma le sue eccessive reazioni alle situazioni cui si trovava di fronte lo resero in breve tempo uno dei personaggi più amati della serie[11][12]; quanto a Stotch, entrò in scena per rimpiazzare Kenny McCormick dopo la sua morte apparente; il personaggio acquisì in breve tempo popolarità e mantenne un ruolo primario anche dopo il ritorno di Kenny[13].
  • Benjamin Linus in Lost (2004-10). Destinato a morire dopo tre episodi nella seconda stagione[14], la performance del suo interprete Michael Emerson convinse gli autori a cambiare la sceneggiatura perché diventasse il capo degli "Altri", rimanendo quindi come personaggio fisso della serie fino alla fine.
  • Barney Stinson in Alla fine arriva mamma (2005-2014). Secondo i suoi stessi autori, Barney (interpretato da Neil Patrick Harris) è la ragione principale del successo della serie[15].
  • Castiel in Supernatural (2005-). Il personaggio entrò in scena nella quarta stagione e avrebbe dovuto essere presente per sei episodi[16][17], ma in breve divenne uno dei preferiti dei fan e fu promosso a membro fisso del cast al pari dei due protagonisti Sam e Dean Winchester[18].
  • Sheldon Cooper in Big Bang Theory (2007-). La personalità antisociale e complessata del personaggio, le sue numerose idiosincrasie e la sua carenza di umanità sono gli elementi principali attorno cui ruota l'umorismo della serie[19][20][21].
  • Blaine Anderson in Glee (2009-). Apparso nella seconda stagione della serie come personaggio minore, acquisì crescente popolarità tra i fan e collezionò un numero di apparizioni e di performance insolitamente elevato per un personaggio ricorrente, complice l'enorme successo discografico della versione di Teenage Dream cantata dal suo interprete Darren Criss.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

  • Porky Pig e Bugs Bunny in Looney Tunes (1930-69). Il primo, personaggio di contorno, crebbe in popolarità fino ad avere episodi incentrati sulle sue storie ed essere colui che chiudeva ogni episodio della serie con «That's all, Folks!» (È tutto, gente!, pronunciata balbettando); il secondo, un coniglio inizialmente innominato presente in un corto di Porky Pig, divenne il personaggio più famoso dei Looney Tunes grazie ai responsi positivi dei fan.
  • Picchiarello (Woody Woodpecker) in Andy Panda (1940). La sua popolarità fu tale che l'autore lo fece diventare un personaggio a sé stante, più famoso del film da cui nacque.
  • L'ispettore Clouseau nella Pantera Rosa (1963-1978). Il personaggio, interpretato da Peter Sellers, divenne popolare per i modi goffi e stralunati[22].
  • Anakin Skywalker, noto come Darth Vader, nella saga di Guerre Stellari (1977-2005). Tipico Villain of the piece, divenne talmente popolare da convincere George Lucas a realizzare una seconda trilogia, prequel della prima, che narrasse delle origini del personaggio e la sua trasformazione in "cattivo". Di fatto Darth Vader è il personaggio centrale dell'intera saga insieme a suo figlio Luke[23].
  • Jack Sparrow nei Pirati dei Caraibi (2003-). Inizialmente introdotto nel film come trickster, il personaggio divenne in breve il protagonista della saga, come confermato dal quarto film[24].

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Braccio di Ferro, in Olive Oyl (1919), di Elzie C. Segar. Debuttante in tale cartoon nel 1928 come pretendente della protagonista (in italiano Olivia) divenne in breve il personaggio principale della serie tanto da meritarsi una serie animata, Popeye the Sailor Man (Quel rissoso, irascibile, carissimo Braccio di Ferro)[25].
  • The Joker in Batman (1940), di Bob Kane e Jerry Robinson. Altro villain destinato a sparire dopo un'unica pubblicazione, rimase per volontà di Kane. I fan di Batman apprezzarono la personalità imprevedibile e psicotica del personaggio, che in breve divenne uno dei più acerrimi nemici del protagonista. Al cinema, nelle varie trasposizioni sul grande schermo, fu interpretato da Cesar Romero, Jack Nicholson ed Heath Ledger.
  • Snoopy in Peanuts (1950-2000), di Charles M. Schulz. Bracchetto appartenente al protagonista della serie, Charlie Brown, divenne presto il simbolo della serie, cui spesso si fa erroneamente riferimento col nome del personaggio.
  • I Puffi in John & Solfami (1958-72), di Peyo. Esordirono nella striscia del disegnatore belga nel 1958 come personaggi secondari ma, già nel 1959, ebbero le loro proprie avventure; nel 1981 Hanna & Barbera ne realizzarono un cartone animato e, nel 2011, uscirono anche nelle sale cinematografiche in un film ibrido con attori umani e grafica computerizzata.
  • Wolverine nell'Incredibile Hulk, di Len Wein ed Herb Trimpe. Apparve nel citato fumetto nel 1974 e il gradimento da parte del pubblico indusse gli autori a riciclarlo come membro degli X-men e, successivamente, promuoverlo a protagonista di una testata a suo nome, rendendolo così uno dei più popolari della Marvel Comics; ne fu anche prodotta una trasposizione cinematografica in cui si narra delle sue origini[26].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Raymond Weschler, Man on the Moon in The English Learner Movie Guide, 2000. URL consultato il 17 novembre 2013.
  2. ^ a b c (EN) Ron Miller, They really were a great bunch of happy people, The Columnist, 3 febbraio 2005. URL consultato il 17 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2012).
  3. ^ (EN) Doug Shult, Cult Fans, Reruns Give "Star Trek" an Out of This World Popularity in The Milwaukee Journal, 3 luglio 1972. URL consultato il 18 novembre 2013.
  4. ^ (EN) L.A. Stage Alliance, Norman Lloyd Has Stories… and Stories and Stories in L.A. Stage Times, 30 novembre 2010. URL consultato il 17 novembre 2013.
  5. ^ (EN) Joel Keller, The TV Squad Interview : Fred Goss and Nick Holly of Sons & Daughters in The Huffington Post, 14 maggio 2006. URL consultato il 18 novembre 2013.
  6. ^ (EN) Simpsons Set for Big Screen in The Daily Telegraph (Sydney), 15 luglio 2007. URL consultato il 18 novembre 2013.
  7. ^ (EN) Homer Simpson named best film or TV character of past 20 years in The Daily Telegraph (Londra), 1º giugno 2010. URL consultato il 18 novembre 2013.
  8. ^ (EN) Anita Gates, Yes, America Has a Class System. See "Frasier" in The New York Times, 19 aprile 1998. URL consultato il 17 novembre 2013.
  9. ^ (EN) Larry Carroll, Movie File: Jon Heder, Ryan Reynolds, Alyson Hannigan, Mike Judge & More "Dynamite" actor teaming up with Billy Bob Thornton for "Scoundrels" comedy in MTV Movie News, 3 agosto 2005. URL consultato il 18 novembre 2013.
  10. ^ (EN) Nathan Rabin, Seth MacFarlane in The A.V. Club, 26 gennaio 2005. URL consultato il 18 novembre 2013.
  11. ^ (EN) Travis Fickett, South Park: Top 10 Randy Marsh Moments in Imagine Games Network, 9 gennaio 2008. URL consultato il 18 novembre 2013.
  12. ^ (EN) Lee Rodriguez, PoP! Top 6-Pack: South Park’s Greatest Characters in Panels on Pages, 5 novembre 2009. URL consultato il 18 novembre 2013.
  13. ^ (EN) Dudley Price, Butters one of "South Park" creator Trey Parker's favorite characters in The America's Intelligence Wire, 18 dicembre 2003. URL consultato il 18 novembre 2013.
  14. ^ (EN) Anna Johns, How Henry Gale became the leader of The Others in The Huffington Post, 20 settembre 2006. URL consultato il 18 novembre 2013.
  15. ^ (EN) Brian Zoromski, How I Met Your Mother: "Girls vs. Suits" Review in Imagine Games Network, 8 gennaio 2010. URL consultato il 18 novembre 2013.
  16. ^ (EN) John Kubicek, TV Characters Who Deserve Their Own Spin-Offs, BuddyTV. URL consultato il 17 novembre 2013.
  17. ^ (EN) Diana Steenbergen, Ten Things We Love About Supernatural, IGN, 21 gennaio 2010. URL consultato il 17 novembre 2010.
  18. ^ (EN) Ian Spelling, "Supernatural" actor Misha Collins is the new angel on the block in Reading Eagle, 14 dicembre 2008. URL consultato il 17 novembre 2013.
  19. ^ (EN) James Chamberlin, The Big Bang Theory: Season 1 Review, Imagine Games Network, 27 maggio 2008. URL consultato il 17 novembre 2013.
  20. ^ (EN) Noel Murray, The Big Bang Theory: "The Griffin Equivalency" in The A.V. Club, 13 ottobre 2008. URL consultato il 17 novembre 2010.
  21. ^ (EN) Ken Tucker, The Big Bang Theory (2008) in Entertainment Weekly, 5 novembre 2008. URL consultato il 17 novembre 2013.
  22. ^ (EN) Derek M. Germano, The Pink Panther film collection in The Cinema Laser DVD Review, 2004. URL consultato il 18 novembre 2013.
  23. ^ (EN) Keith Helinski, "Revenge" Is Just Too Sweet, Movie Freak. URL consultato il 18 novembre 2013.
  24. ^ (EN) Nicholas Slayton, Tides sets up possibility of franchise built around Depp in Daily Trojan, 24 maggio 2011. URL consultato il 18 novembre 2013.
  25. ^ Grandinetti, op. cit.
  26. ^ (EN) MaGnUs, Wolverine Is Everywhere! in Geek Girls Online, settembre 2009. URL consultato il 18 novembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Fred M. Grandinetti, Popeye : An Illustrated Cultural History, Jefferson, McFarland & Co., 2004, ISBN 0-7864-1605-X.