Sindrome di Capgras

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La Sindrome di Capgras è un raro disordine neurologico. Chi ne è colpito vive nella ferma convinzione che le persone a lui care siano state rimpiazzate da replicanti, alieni o semplicemente da impostori a loro identici. Per persone care si intendono famigliari e amici, ma il disturbo può estendersi ad animali domestici o luoghi familiari.

Tale manifestazione rientra nel campo delle MISs (acronimo inglese per indicare le misidentification syndromes).[1]

Questa convinzione patologica è costante e viene mantenuta nonostante venga data prova del contrario, e non si basa su informazioni false o incomplete dovute a un qualche errore di percezione. Spesso diagnosticata in associazione a disturbi psichiatrici quali schizofrenia e disturbi dell'umore, può a volte essere il risultato di danni cerebrali, demenza o altri disordini organici che rendono le spiegazioni psicodinamiche classiche difficili da sostenere.[2]

I dati epidemiologici vedono il manifestarsi del disturbo come più probabile nelle donne rispetto agli uomini, con un rapporto di 3:2.[3]

Indice

Storia [modifica]

Il nome della Sindrome deriva dallo psichiatra francese Joseph Capgras (1873-1950), che fu il primo a descrivere tale forma patologica nel 1923, descrivendola come l'illusion des sosies, nonostante non sia una vera e propria illusione poiché la percezione sensoriale è intatta.[4]

Cause [modifica]

Alcuni indizi sulle possibili cause del fenomeno sono state suggerite da studi effettuati su pazienti prosopoagnosici, che conservano intatta la percezione degli oggetti ma hanno seri problemi di riconoscimento conscio dei volti umani.

Uno studio fatto da Bauer nel 1984 mostrò che nonostante il riconoscimento cosciente dei volti fosse danneggiato, i pazienti mostravano un livello significativo di attivazione involontaria a contatto con volti di persone familiari, misurata attraverso conduttanza elettrica e risposta galvanica cutanea.[5] Ciò ha suggerito l'esistenza di due vie distinte per il riconoscimento facciale, una conscia e l'altra inconscia.

In un articolo del 1990 gli psicologi Ellis e Young ipotizzavano che la sindrome di Capgras potesse trovare spiegazione in una situazione opposta a quella della prosopoagnosia, in quanto i pazienti affetti conservano un'ottima abilità conscia nel riconoscere i volti, ma potrebbero avere subito danni al sistema che produce la risposta automatica di attivazione rispetto alle facce familiari, che a sua volta può essere la causa di questo senso di estraneità, di qualcosa di storto che i pazienti percepiscono quando si tratta di riconoscere le persone come autentiche.[6]

Nel '97 Hadyn e colleghi pubblicarono un ulteriore studio su cinque pazienti con Sindrome di Capgras confermando che essi riconoscono consciamente i volti presentati ma non mostrano la risposta di attivazione automatica di solito legata a una associazione con le emozioni.[7]

Nello stesso anno, Hirstein e Ramachandran riportavano riscontri simili sul loro studio di un paziente singolo. Dato che il paziente in questione si dimostrava capace di provare emozioni e di riconoscere volti, ma non sentiva emozioni nel riconoscere facce familiari, Ramachandran ipotizza l'origine della sindrome in una disconnessione tra la corteccia temporale, in cui le facce vengono riconosciute, e il sistema limbico, legato alle emozioni. A causa di questa dissociazione tra memoria e sentimenti il paziente in questione nutriva la convinzione che gli oggetti che gli si presentavano in foto fossero nuovi a ogni esposizione, anche se normalmente avrebbero dovuto evocare in lui dei sentimenti (foto di persone care, oggetti familiari, foto di sé stesso). La convinzione di Ramachandran è quindi che esista una relazione tra la sindrome di Capgras e una più generale difficoltà nel collegare ricordi episodici sequenziali, visto che le emozioni sono considerate importanti nella creazione di ricordi.[8]

Sembra probabile che più menomazioni del sistema automatico di risposta emotiva siano necessarie per causare la sindrome di Capgras, visto che sintomi simili sono stati riportati da pazienti che non mostrano la convinzione tipica di chi soffre di questa condizione.[9] Ellis e colleghi hanno suggerito un secondo fattore che potrebbe spiegare perché questa esperienza inusuale si trasformi in un pensiero delirante: si tratterebbe di un problema di ragionamento, anche se non sono stati trovate disabilità specifiche che possano spiegare tutti i casi.[10]

La sindrome di Capgras nei media [modifica]

Cinema [modifica]

Nel film Synecdoche, New York di Charlie Kaufman, la moglie del protagonista, perduta e creduta morta, affitta un appartamento a nome Capgras, il riferimento alla sindrome non è casuale[11] visto il diffuso riferimento al mondo psichiatrico della pellicola (il cognome del protagonista è Cotard, come la relativa sindrome, in cui il soggetto affetto crede di essere morto).

Televisione [modifica]

  • Nell'ottava stagione della serie televisiva Scrubs, nell'episodio "La Mia Luna Piena", a uno dei pazienti viene diagnosticata la Sindrome di Capgras.
  • Nella settima stagione della serie televisiva Criminal Minds, nell'episodio "Dorado Falls", l'S.I. è affetto da tale sindrome.
  • Nella quarta stagione di Profiling, nel secondo episodio si scopre che cecchino che spara a passanti è affetto dalla sindrome di Capgras.

Voci correlate [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Harciarek M, Kertesz A. (aprile-giugno 2008). The prevalence of misidentification syndromes in neurodegenerative diseases.. Alzheimer Dis Assoc Disord. 22.
  2. ^ Hadyn D. Ellis, Michael B. Lewis. (aprile 2001). Capgras delusion: a window on face recognition.. TRENDS in Cognitive Sciences 5 (4): 149-156.
  3. ^ Giannini AJ, Black HR, The Psychiatric, Psychogenic and Somatopsychic Disorders Handbook, Garden City, NY, Medical Examination, 97–8. ISBN 0-87488-596-5
  4. ^ Capgras, J. & Reboul-Lachaux, J. (1923). Illusion des sosies dans un délire systématisé chronique. Bulletin de la Société Clinique de Médicine Mentale 2 6–16.
  5. ^ Bauer RM (1984). Autonomic recognition of names and faces in prosopagnosia: a neuropsychological application of the Guilty Knowledge Test. Neuropsychologia 22 (4): 457–69. DOI:10.1016/0028-3932(84)90040-X. PMID 6483172.
  6. ^ Ellis HD, Young AW (agosto 1990). Accounting for delusional misidentifications. Br J Psychiatry 157: 239–48. DOI:10.1192/bjp.157.2.239. PMID 2224375.
  7. ^ Ellis HD, Young AW, Quayle AH, De Pauw KW (1997). Reduced autonomic responses to faces in Capgras delusion. Proc R Soc Lond B Biol Sci 264: 1085–92. DOI:10.1098/rspb.1997.0150.
  8. ^ Hirstein W, Ramachandran VS (1997). Capgras syndrome: a novel probe for understanding the neural representation of the identity and familiarity of persons. Proc R Soc Lond B Biol Sci 264: 437–444. DOI:10.1098/rspb.1997.0062.
  9. ^ Tranel D, Damasio H, Damasio A (1995). Double dissociation between overt and covert face recognition. Journal of Cognitive Neuroscience 7: 425–432. DOI:10.1162/jocn.1995.7.4.425.
  10. ^ Davies M, Coltheart M, Langdon R, Breen N (2001). Monothematic delusions: Towards a two-factor account. Philosophy, Psychiatry, and Psychology 8: 133–158. DOI:10.1353/ppp.2001.0007.
  11. ^ http://www.spietati.it/z_scheda_dett_film.asp?idFilm=2073

Bibliografia [modifica]

  • Douglas M. Anderson; A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004. ISBN 88-299-1716-8
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