Sindrome della guerra del Golfo

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La Sindrome della guerra del Golfo o Sindrome del Golfo è una malattia di cui soffrono i veterani che combatterono la Guerra del Golfo nel 1991, ed è caratterizzata da sintomi che comprendono disordini al sistema immunitario e malformazioni dei feti. Non è chiaro se questi sintomi siano una diretta conseguenza del servizio nella guerra del Golfo o se l'insorgenza della malattia sia più elevata tra i veterani del Golfo rispetto alla popolazione.

I sintomi attribuibili alla sindrome sono molto vari, e comprendono: sindrome da fatica cronica, perdita di controllo muscolare, cefalee, vertigini e perdita dell'equilibrio, problemi di memoria, dolore muscolare e alle articolazioni, indigestione, problemi dermatologici, fiato corto e anche resistenza all'insulina. Le morti per tumore cerebrale e sclerosi laterale amiotrofica sono attualmente riconosciute dal Defence and Veterans Affairs departments come potenzialmente connesse al servizio durante la guerra[1].

Dalla fine della guerra, la United States Veteran Administration e il ministero della difesa britannico hanno condotto numerosi studi sui veterani. Gli ultimi hanno determinato che mentre la salute fisica è simile a quella dei veterani che non sono stati impiegati, c'è un aumento di 4 delle 12 condizioni mediche riportate in associazione alla sindrome (fibromialgia, sindrome da fatica cronica, eczema e dispepsia[2]). È stato concluso anche che mentre la mortalità tra i veterani era maggiore, questo aumento era da attribuire anche ad incidenti automobilistici. La mortalità era inoltre consistente con i dati postbellici nelle guerre del passato[3].

Problemi medici[modifica | modifica sorgente]

Sommario della campagna di terra dell'operazione tempesta nel deserto, 24-28 febbraio 1991

Circa il 30% dei 700 000 soldati statunitensi impiegati nella prima guerra del Golfo riferirono sintomi che vennero inseriti in un database medico[4]. La seguente tabella mostra le forze della coalizione che furono coinvolte in scontri diretti. Siccome i soldati di ogni nazione della coalizione parteciparono in diverse aree geografiche, gli epidemiologi utilizzarono queste statistiche per trovare una connessione con l'esposizione a diverse cause ipotizzate.

Gli Stati Uniti e l'Inghilterra, con i tassi maggiori di malattia, sono distinti dalle altre nazioni per un uso maggiore di fitofarmaci, per l'uso di vaccini per l'antrace, l'esposizione ai fumi derivati dagli incendi dei pozzi di petrolio ed altri fattori. I soldati francesi, con il tasso minore, hanno fatto minore uso di fitofarmaci e non sono stati vaccinati contro l'antrace[5]. Inoltre furono dispiegati a nord e ad ovest, lontani e sopravvento rispetto ai luoghi delle principali battaglie.

Aumento dei sintomi:[6]

Sintomo Stati Uniti Regno Unito Australia Danimarca
Affaticamento 23% 23% 10% 16%
Cefalea 17% 18% 7% 13%
Problemi di memoria 32% 28% 12% 23%
Dolori muscolari/articolazioni 18% 17% 5% <2%
Diarrea 16% 9% 13%
Dispepsia/indigestione 12% 5% 9%
Problemi alla pelle 16% 8% 12%
Fiato corto 13% 9% 11%
Vertigini


Aumento di disturbi medici riconosciuti:[7]

Disturbo Stati Uniti Regno Unito Canada Australia
Disturbi alla pelle 20-21% 21% 4-7% 4%
Artrite/problemi alle articolazioni 6-11% 10% (-1)-3% 2%
Problemi gastrointestinali 15% 5-7% 1%
Problemi respiratori 4-7% 2% 2-5% 1%
Sindrome da fatica cronica 1-4% 3% 0%
Disturbo da Stress Post-Traumatico 2-6% 9% 6% 3%
Disturbo cronico polisintomatico 13-25% 26%

Cause possibili[modifica | modifica sorgente]

Al meeting nel dicembre 2005 del Research Advisory Committee on Gulf War Veterans' Illnesses[8] furono considerate le seguenti cause:

Le seguenti sostanze furono scoperte in associazione con incrementi nei sintomi della sindrome nei soldati combattenti, ma furono scartate. Infatti sono fattori che non hanno sviluppato sintomi nella coorte dei soldati non combattenti.

  • insetticidi e repellenti per insetti
  • piridostigmina bromuro, un farmaco utilizzato per la protezione contro agenti nervini[9]

Altre cause sono state scartate dalle autorità:

Durante la guerra molti pozzi petroliferi furono dati alle fiamme, e i fumi furono inalati da molti soldati, che soffrirono di polmoniti acute e altri disturbi cronici, tra cui asma e bronchiti. Tuttavia nessun pompiere assegnato a questi incendi, che respirò i fumi ma non prese parte ai combattimenti, sviluppò i sintomi della sindrome[11].

Vaccino contro l'antrace[modifica | modifica sorgente]

Durante l'operazione Tempesta nel deserto, il 41% dei soldati statunitensi e tra il 57% e il 75% dei soldati inglesi furono vaccinati contro l'antrace[12]. La versione del vaccino utilizzata all'inizio degli anni '90 fu causa di diversi gravi effetti collaterali, tra cui i sintomi della sindrome della guerra del golfo. Come tutti i vaccini, spesso provocava reazioni cutanee che in alcuni casi duravano settimane o mesi[13]. Mentre venne approvato dalla Food and Drug Administration, non venne mai utilizzato in grande scala, in paragone ad altri vaccini utilizzati negli Stati Uniti[14].

Nel 2002 venne pubblicato uno studio che collegava lo squalene, un coadiuvante sperimentale dei vaccini, ad individui che mostravano i sintomi clinici della sindrome del Golfo. La pubblicazione fornì dei forti sospetti che lo squalene fosse alla base dei sintomi e venne suggerito di effettuare uno studio epidemiologico su grande scala per verificare questa teoria[15]. Il particolare che ebbe una risonanza mediatica minore era che i vaccini per l'antrace somministrati durante la guerra del Golfo, non contenevano squalene.

Anche dopo la guerra, le truppe che non erano mai state fatte sbarcare oltreoceano, dopo aver ricevuto la vaccinazione svilupparono sintomi simili. Il pentagono non comunicò al Congresso circa 20 000 casi di ospedalizzazione di soldati che erano stati vaccinati tra il 1998 e il 2000[16]. Nonostante le ripetute assicurazioni sulla sicurezza e la necessità del vaccino, un giudice federale statunitense stabilì che c'era un buon motivo per credere che fosse dannoso e ordinò al Pentagono di interrompere la somministrazione nel ottobre 2004.

Il 15 dicembre 2005 la Food and Drug Administration ha inoltrato un comunicato dove viene affermato che il vaccino contro l'Antrace è sicuro ed efficace[17][18][19]. Tuttavia il vaccino utilizzato attualmente non è lo stesso somministrato durante la prima guerra del golfo[8]

Armi chimiche[modifica | modifica sorgente]

Molti sintomi della sindrome della Guerra del Golfo sono simili ai sintomi di avvelenamento da esposizione di organofosfati, gas Iprite e gas nervino[20][21]. I veterani della guerra furono esposti a diverse fonti di questi composti[22].

Più di 125.000 soldati statunitensi e 9.000 inglesi furono esposti al gas nervino e all'iprite quando venne bombardato un deposito a Khamisiyah in Iraq nel 1991[23].

Durante la costituzione e il dispiegamento delle forze inglesi nel deserto dell'Arabia Saudita scattarono costantemente gli allarmi del NIAD Detecion System in dotazione a tutte le forze inglesi presenti nel teatro di guerra. Il NIAD è un sistema di rilevazione di sostanze chimiche e biologiche che è posizionato a qualche distanza dalle unità dispiegate e fa scattare un allarme se viene rilevato un agente. Durante il dispiegamento delle truppe si attivarono numerose volte questi rilevatori, e i soldati indossarono i loro respiratori. Furono fornite molte spiegazioni per questi allarmi, che vanno dalla rilevazione dei fumi di scarico degli elicotteri al fumo di sigarette e addirittura deodoranti utilizzati dalle truppe nelle postazioni dei NIAD. Anche se questo sistema è stato impiegato moltissime volte precedentemente alla guerra del golfo, un tale numero di allarmi non era mai stato registrato, e un tale evento è per lo meno piuttosto insolito[24].

Il rapporto Riegle ha indicato che gli allarmi chimici scattarono 18000 volte durante la guerra. Gli Stati Uniti non possedevano alcun sistema di rilevazione di agenti biologici. Dopo l'inizio della guerra, le forze della coalizione vennero cronicamente esposte a bassi livelli (non letali) di agenti biologici e chimici rilasciati dagli attacchi iracheni tramite i missili, razzi, artiglieria, munizioni degli aerei e fallout radioattivo derivato dal bombardamento di fabbriche di munizioni chimiche. I sistemi di rilevamento dell'esercito della repubblica ceca, Francia e Inghilterra confermarono la presenza di agenti chimici, riferendolo alle forze statunitensi che effettuarono la conferma degli agenti chimici.

Alcuni esperti, come Richard Cuthrie della Università del Sussex, hanno affermato che la causa più probabile delle malformazioni alla nascita dei bambini è l'esposizione all'iprite utilizzata dall'esercito iracheno[25].

Nel 1997 il governo statunitense rilasciò un rapporto non classificato dove si affermava che "La Intelligence Community ha stimato che l'Iraq non utilizzò le armi chimiche durante la Guerra del Golfo. Tuttavia, in base alle analisi delle informazioni di intelligence e delle informazioni rese disponibili dalla United Nation Special Commission, si può concludere che furono rilasciati degli agenti chimici dalla demolizione dei razzi con testate chimiche avvenuta in un bunker (chiamato Bunker 73) e in un'area chiamata Khamisiyah"[26]. Khamisiyah è stata la locazione di un deposito di armi chimiche bombardato durante la guerra.

Uranio impoverito[modifica | modifica sorgente]

Area approssimata dove sono state utilizzate munizioni contenenti uranio impoverito

L'uranio impoverito fu utilizzato su larga scala per la prima volta nella Guerra del Golfo nei Proiettili perforanti e nei proiettili dei Carri armati. Le munizioni spesso bruciano all'impatto su un bersaglio duro, generando prodotti della combustione tossici[27]. La tossicità, gli effetti, la distribuzione e l'esposizione sono stati soggetti a dibattiti lunghi e complessi. Mentre gli studi epidemiologici condotti su animali da laboratorio esposti ad alti livelli di uranio impoverito tendono ad evidenziarne gli effetti teratogeni[28][29], neurotossici[30] e cancerogeni e leucemici[31], non c'è una connessione ben definita tra gli effetti sulla salute negli animali da laboratorio e gli esseri umani.Durante la guerra vennero utilizzati circa 320 tonnellate di uranio impoverito, corrispondenti a quasi un cubo di lato 2,20m

Gli studi sull'esposizione all'uranio impoverito hanno concluso che la combustione dell'uranio genera prodotti di combustione che si disperdono facilmente nell'aria[32]. Le misurazioni effettuate nelle aree dove furono utilizzati estensivamente delle munizioni all'uranio impoverito non hanno mostrato livelli di concentrazione di uranio significativamente superiori nel suolo, solo pochi mesi dopo la contaminazione[33]. La maggior parte degli studi hanno mostrato che tali munizioni hanno effetti dannosi sulla salute misurabili, sia a breve termine che a lungo termine. L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica per esempio ha affermato nel 2003 che "basandosi sulle prove scientifiche credibili, non c'è una connessione tra l'esposizione all'uranio impoverito e l'incremento di cancro negli esseri umani o altri effetti ambientali o sulla salute significativi"[34], anche se "come gli altri metalli pesanti, l'uranio impoverito è potenzialmente velenoso. In quantità sufficienti, se l'uranio impoverito viene ingerito o inalato può essere dannoso a causa della sua tossicità chimica. Concentrazioni elevate può provocare danni ai reni"[35]. La RAND corporation ha studiato l'effetto sulla salute dell'uranio impoverito, ed ha concluso che il dibattito su questo problema è maggiormente politico piuttosto che tecnico. Lo studio ha commentato che "la piena e indipendente presentazione dei fatti ai governi del mondo è risultata nella continuazione dell'uso dell'uranio impoverito - anche di fronte ad azioni concertate per distorcere i fatti e ai media più interessati all'effetto shock rispetto alla presentazione della verità"[36].

Nel 2001, uno studio pubblicato nella rivista Military medicine paragonò i veterani con frammenti di uranio impoverito nei loro corpi e veterani che erano solo stati esposti a particelle in sospensione nell'aria. Lo studio scoprì che mentre quelli che possedevano frammenti nel corpo avevano elevati livelli di uranio impoverito nell'urina, quelli esposti alle particelle non avevano mostrato incrementi nei loro campioni di urina[37]. Un altro studio, pubblicato in Health Physics nel 2004 afferma che dopo la rimozione dei frammenti di uranio impoverito le concentrazioni di uranio impoverito nelle urine diminuirono[38]. uno studio di 16 veterani inglesi che potrebbero essere esposti all'uranio impoverito ha mostrato delle aberrazioni nei cromosomi dei loro globuli bianchi[39].

In Italia il dibattito sull'uranio impoverito è ancora attuale a seguito di vari decessi tra i soldati impiegati in Kosovo.

Malattie infettive[modifica | modifica sorgente]

Assieme ai possibili problemi causati dall'esposizione per una o più sostanze elencate precedentemente, sono state escluse le comorbilità con altre malattie infettive[8], dalla Leishmaniosi alle punture di pappataci, fino a parassiti di tipo Mycoplasma.

Alcuni pensano che la sindrome sia il risultato di un batterio contagiosi. Sono riportati aneddoti di miglioramento in pazienti trattati con antibiotici[40].

Prove a favore[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo di esperti dello United States Veterans Affairs Secretary scoprì che gli studi precedenti al 2005 suggerivano che i disturbi dei veterani erano neurologici e apparentemente potevano essere collegati all'esposizione a neurotossine, come il gas sarin, il farmaco anti gas nervino piridostigmina bromuro, e gli insetticidi che colpiscono il sistema nervoso.

Il comitato affermò che: "Le ricerche condotte fin dalla guerra hanno indicato in modo consistente che i malesseri psichiatrici, l'esperienza di combattimento o altri fattori stress relativi al dispiegamento in battaglia non spiegano i disturbi dei veterani nella maggior parte dei casi"[41].

Nel novembre 2004, un altro rapporto[42] ha concluso per la prima volta che migliaia di veterani inglesi e statunitensi ebbero problemi di salute a causa del loro servizio. Il rapporto inoltre affermò che i veterani del Golfo erano due volte più a rischio di contrarre problemi di salute rispetto a quando erano stati impiegati da altre parti, e che i loro malesseri furono provocati da una combinazione di fattori. Questi fattori includono iniezione di vaccini, uso di insetticidi a base di organofosfati nelle tende, basse esposizioni ai gas nervini e inalazione di polveri contenenti uranio impoverito[43]. Questo rapporto è stato il primo ad indicare una connessione diretta tra il servizio militare nel Golfo Persico e i malesseri e contraddice direttamente le altre teorie che suggeriscono lo stress come causa primaria della sindrome.

Sono stati anche registrati incrementi nei tassi di malformazioni alla nascita di bambini nati da veterani della guerra. Una ricerca condotta nel 2001 in 15000 veterani che hanno combattuto, paragonandoli ad un gruppo di controllo formato da altrettanti soldati, ha scoperto che le malformazioni alla nascita potevano essere riscontrate nel primo gruppo in un numero di 1,8 volte superiore (per i padri) e 2,8 volte superiore (per le madri).[44].

L'alta corte dell'Inghilterra e del Galles, anche senza mai citare la sindrome del Golfo con il proprio nome, ha accolto la causa di Shaun Rusling, che attribuì al servizio militare vari disturbi tra cui depressione, eczema, affaticamento, nausea e problemi respiratori.

Uno studio inglese del 2004 che metteva a paragone 24000 veterani del Golfo con un gruppo di controllo di 18000 persone scoprì che chi aveva partecipato alla guerra aveva una fertilità inferiore e una possibilità dal 40% al 50% in meno di avviare una gravidanza. Tra i soldati del Golfo, i fallimenti nel concepimento erano 2,5% contro l'1,7% nel gruppo di controllo e il tasso di aborti spontanei era del 3,4% contro il 2,3%. Queste differenze sono piccole, ma statisticamente significative[45].

Nel gennaio 2006, uno studio guidato da Malvin Blanchard e pubblicato nel Journal of Epidemiology, parte del "National Health Survey of Gulf War-Era Veterans and Their Families", afferma che i veterani impiegati nella guerra del Golfo hanno quasi il doppio della probabilità di incidenza del disturbo cronico polisintomatico ("chronic multisymptom illness"), un insieme di sintomi simile a quello che caratterizza la sindrome[46].

Prove a sfavore[modifica | modifica sorgente]

Simili sindromi sono state osservate al termine di altri conflitti, per esempio la Reazione da stress per combattimento (detta in inglese shell shock o Combat stress reaction) dopo la Prima guerra mondiale e il Disturbo post traumatico da stress dopo la Guerra del Vietnam. Controllando le registrazioni mediche di 15000 soldati nella guerra civile americana si è scoperto che "quelli che persero almeno il 5% della loro compagnia possedevano un aumento del 51% di rischio di sviluppo di successive malattie nervose, cardiache o gastrointestinali"[47].

Un articolo del novembre 1996 pubblicato nel New England Journal of Medicine non ha scoperto variazioni nel tasso di morti, di ospedalizzazioni o sintomi riportati tra i veterani del Golfo ed altri veterani. L'articolo comprende un insieme di dozzine di singoli studi che riguardano decine di migliaia di veterani. Gli studi non hanno rilevato un aumento statisticamente rilevante nel numero di incidenti tra veterani del golfo e non.

Nell'aprile 1998 un articolo riguardante le malattie infettive emergenti non scoprì incrementi nei tassi di ospedalizzazione e di miglioramento di salute tra i veterani che parteciparono alla guerra del golfo e quelli che non lo fecero[48].

L'istituto di medicina statunitense mostrò le proprie conclusioni in un rapporto del settembre 2006, dove venivano gettate ulteriori ombre sulla validità della sindrome del Golfo. Infatti si affermava che anche se circa il 30% degli uomini e delle donne che hanno preso servizio hanno sofferto o soffrono tuttora dei sintomi[49] non è stato identificato alcun insieme di sintomi che possa costituire un'unica sindrome specifica[50].

Mentre l'aumento di malformazioni alla nascita è stato attribuito alla sindrome, uno studio condotto nel 1996 sui membri del Mississippi National Guard che furono inviati nel Golfo persico ha scoperto che su un totale di 55 nascite, cinque bambini hanno presentato malformazioni. Lo studio ha dunque concluso che "il tasso di malformazioni alla nascita di qualunque tipo nei bambini nata da questo gruppo di veterani è simile a quello che si verifica tra la popolazione generica"[51]. In un altro studio si 75000 bambini condotto dal New Englan Journal of Medicine, si è rilevata una percentuale di malformazioni pari al 7,45%, contro il 7,59% tra i bambini di veterani che non hanno partecipato alla guerra del Golfo[52].

Le nuove ricerche condotte in Inghilterra e pubblicate nel giornale medico the Lancet hanno paragonato la salute di migliaia di persone che hanno preso parte alle operazioni militari con migliaia di persone che non hanno prestato servizio. Non sono state trovate prove di aumenti in condizioni plurisintomatiche associate con la sindrome del Golfo. Questo getta ombre sugli effetti di esposizioni ad agenti come il vaccino per l'Antrace, l'uranio impoverito, gli insetticidi e lo stress post traumatico sulla salute[53]. Dopo 10 anni di ricerche mondiali, supervisionate dagli avvocati dei veterani e finanziate dalla Legal Services Commission inglese, non sono state trovate prove che stabiliscono delle cause specifiche per l'insieme di problemi di salute in oltre 2000 truppe inglesi che hanno chiesto una pensione di invalidità a causa della sindrome del Golfo[54].

Invasione dell'Iraq[modifica | modifica sorgente]

Molti veterani statunitensi dell'invasione dell'Iraq nel 2003 hanno riferito molti problemi gravi di salute, tra cui tumori, presenza di sangue nelle urine, disfunzioni sessuali, spasmi muscolari frequenti e altri sintomi simili a quelli della sindrome del Golfo riferiti dai veterani del 1991.

Note[modifica | modifica sorgente]

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  2. ^ Annals of Internal Medicine. Gulf War Veterans' Health: Medical Evaluation of a U.S. Cohort. June 7, 2005
  3. ^ Occupational Environmental Medicine. Mortality among US and UK veterans of the Persian Gulf War..2002.
  4. ^ (Associated Press, August 12, 2006, free archived copy at: http://www.commondreams.org/headlines06/0812-06.htm Retrieved June 7, 2007)
  5. ^ Research Advisory Committee on Gulf War Veterans’ Illnesses December 12-13, 2005 Committee Meeting Minutes (page 78)
  6. ^ Research Advisory Committee on Gulf War Veterans’ Illnesses December 12-13, 2005 Committee Meeting Minutes (page 70)
  7. ^ Research Advisory Committee on Gulf War Veterans’ Illnesses December 12-13, 2005 Committee Meeting Minutes (page 71)
  8. ^ a b c http://www1.va.gov/rac-gwvi/docs/Minutes_Dec2005_Text.pdf
  9. ^ Research Advisory Committee on Gulf War Veterans’ Illnesses December 12-13, 2005 Committee Meeting Minutes
  10. ^ Topic: Scud Missile Attacks and Inhibited Red Fuming Nitric Acid Hazards
  11. ^ Research Advisory Committee on Gulf War Veterans’ Illnesses December 12-13, 2005 Committee Meeting Minutes (pages 148, 154, 156)
  12. ^ Research Advisory Committee on Gulf War Veterans’ Illnesses December 12-13, 2005 Committee Meeting Minutes (page 73.)
  13. ^ GAO-01-92T Anthrax Vaccine: Preliminary Results of GAO's Survey of Guard/Reserve Pilots and Aircrew Members
  14. ^ The Clarion-Ledger: Mississippi's News Source
  15. ^ Antibodies to Squalene in Recipients of Anthrax Vaccine Experimental and Molecular Pathology 73, 19–27, 2002
  16. ^ December 20, 2005 Headlines | Effects of Anthrax vaccine downplayed
  17. ^ http://www.fda.gov/cber/rules/bvactoxanth.pdf
  18. ^ http://www.fda.gov/cber/rules/bvactox.pdf
  19. ^ http://www.fda.gov/bbs/topics/NEWS/2003/NEW01001.html
  20. ^ Robert H. Friis, Thomas A. Sellers, Epidemiology for Public Health Practice, Jones & Bartlett Publishers, 2004, ISBN 0763731706.
  21. ^ Dalia M. Spektor, Richard A. Rettig, Lee H. Hilborne, Beatrice Alexandra Golomb, Grant N. Marshall, L. M. Davis, Cathy Donald Sherbourne, Naomi H. Harley, William S. Augerson, Gary Cecchine, United States Dept. of Defense, A Review of the Scientific Literature as it Pertains to Gulf War Illnesses, Rand Corporation, 1998, ISBN 0833026801.
  22. ^ [1] [2]
  23. ^ [3]
  24. ^ BBC NEWS | Health | Sarin 'Gulf war syndrome cause'
  25. ^ Page Title
  26. ^ Originale: "The US Intelligence Community (IC) has assessed that Iraq did not use chemical weapons during the Gulf war. However, based on a comprehensive review of intelligence information and relevant information made available by the United Nations Special Commission (UNSCOM), we conclude that chemical warfare (CW) agent was released as a result of US postwar demolition of rockets with chemical warheads in a bunker (called Bunker 73 by Iraq) and a pit in an area known as Khamisiyah."
  27. ^ Depleted Uranium
  28. ^ A review of the effects of uranium and de... [Toxicol Ind Health. 2001] - PubMed - NCBI
  29. ^ Reproductive and developmental toxici... [Reprod Toxicol. 2001 Nov-Dec] - PubMed - NCBI
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  34. ^ Originale: "based on credible scientific evidence, there is no proven link between DU exposure and increases in human cancers or other significant health or environmental impacts"
  35. ^ Originale: "Like other heavy metals, DU is potentially poisonous. In sufficient amounts, if DU is ingested or inhaled it can be harmful because of its chemical toxicity. High concentration could cause kidney damage" [5]
  36. ^ Originale: "the full and unbiased presentation of the facts to governments around the world has resulted in the continued use of DU — even in the face of concerted actions by some to distort the facts and media often more interested in shock value than in presenting the truth". Bernard D. Rostker Depleted Uranium, A Case Study of Good and Evil. RAND Corporation
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  40. ^ [6] [7]
  41. ^ Originale: "Research studies conducted since the war have consistently indicated that psychiatric illness, combat experience or other deployment-related stressors do not explain Gulf War veterans illnesses in the large majority of ill veterans"
  42. ^ Gulf War Illness Public Inquiry
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  45. ^ The World's No.1 Science and Technology News Service - New Scientist - New Scientist
  46. ^ Study finds multisymptom condition is more prevalent among Persian Gulf vets | Newsroom | Washington University in St. Louis
  47. ^ http://www.sciencemag.org/content/vol311/issue5763/r-samples.dtl#311/5763/927b
  48. ^ James D. Knoke and Gregory C. Gray, Naval Health Research Center, San Diego, California, USA, Emerging Infectious Diseases 1998 Oct-Dec;4(4):707-9, Hospitalizations for unexplained illnesses among U.S. veterans of the Persian Gulf War [10]
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  51. ^ Originale: “The rate of birth defects of all types in children born to this group of veterans is similar to that expected for the general population”. Committee to Review the Health Consequences of Services During the Persian War, Medical Follow-up Agency, Institute of Medicine, National Academy Press, Washington, DC, 1996
  52. ^ Cowan, D. N., R. F. DeFraites, G.C. Gray, M.B. Goldenbaum, and S.M. Wishik, “The Risk of Birth Defects Among Children of Persian Gulf War Veterans,” New England Journal of Medicine 336 23, 1997
  53. ^ Is there an Iraq war syndrome? Comparison of the health of UK service personnel after the Gulf and Iraq wars. The Lancet, May 16, 2006
  54. ^ Gulf war syndrome: the legal case collapses

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maddalena Oliva, Fuori Fuoco. L'arte della guerra e il suo racconto, Bologna, Odoya, 2008 ISBN 978-88-6288-003-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]