Sindrome dell'impostore

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La sindrome dell'impostore, è un fenomeno psicologico per il quale le persone non sono in grado di interiorizzare i loro successi. Non è ufficialmente riconosciuto come disturbo mentale né si trova descritto nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Tuttavia il fenomeno è stato oggetto di numerosi studi da parte di psicologi ed educatori. Il termine è stato coniato nel 1978 dalle specialiste in Psicologia clinica Pauline Clance e Suzanne Imes.

I soggetti affetti da questo disturbo sono convinti di essere impostori e di non meritare i successi ottenuti, nonostante l'evidenza delle loro capacità e competenze. Qualsiasi prova di successo è sminuita e considerata semplice fortuna, tempismo o il risultato di una truffa ai danni degli altri per convincerli di essere più intelligenti e preparati di quanto loro stessi non si considerino.

La sindrome dell'impostore, nella quale persone non riescono a convincersi delle proprie capacità, può essere considerata complementare all'effetto Dunning-Kruger, in cui soggetti non preparati rifiutano di accettare la propria incompetenza.

Questo fenomeno era ritenuto particolarmente comune tra donne con percorsi lavorativi di successo, ma è stata dimostrata una pari incidenza tra gli uomini. La sindrome è comunemente associata all'attività accademica ed è ampiamente riscontrata tra dottorandi e in generale studenti di corsi avanzati.

Bibliografia[modifica]

  • Pauline Clance, The Impostor Phenomenon: Overcoming the Fear That Haunts Your Success, Atlanta, Peachtree Publishers, 1985.
  • Joan C. Harvey, If I'm So Successful, Why Do I Feel Like a Fake: The Impostor Phenomenon, St. Martin's Press, april 1985. ISBN 0-312-40492-1

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