Sindrome del vomito ciclico

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Sindrome del vomito ciclico
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 536.2
MIM (EN) 500007

La sindrome del vomito ciclico è una malattia rara, che si manifesta attraverso episodi convulsivi composti da sintomi quali: vomito, nausea, anoressia, fotofobia, fonofobia e prostrazione intensa, che compaiono e dopo molte ore, cessano senza preavviso e senza spiegazione. Tale stato è definito "Coma Cosciente".

La sindrome venne descritta per la prima volta da Samuel Gee nel 1882.

Gli episodi possono durare fino a 10 giorni (più frequentemente tra 1 e 4 giorni), e si presentano da più volte all'anno fino a più volte al mese. La sindrome esordisce più frequentemente tra i 3 mesi e i 7 anni, ma può insorgere in qualunque momento tra la prima infanzia e l'età adulta. L'intensità e la ciclicità possono variare nel tempo.

Gli episodi si manifestano, prevalentemente di notte o al risveglio, a volte in seguito ad avvenimenti eccitanti in positivo o in negativo (compleanni, vacanze, infortuni) o in seguito a piccole infezioni, altre volte in modo casuale e imprevedibile. Si presentano con vomito violento e ripetuto (fino a 6-8 volte in un'ora), nausea costante, fotosensibilità, spossatezza, pallore; il paziente manifesta una abbondante salivazione, molta sete e resistenza a parlare o a deglutire, atti che aumentano la nausea e lo stimolo al vomito. Il vomito ripetuto comporta irritazione dell'esofago e rotture dei capillari. La disidratazione e lo squilibrio elettrolitico possono anche mettere a rischio la vita. Inoltre la ciclicità degli episodi e la loro violenza possono portare alla Lacerazione di Mallory-Weiss (lacerazioni dell'esofago) o ad ernie inguinali.

Colpisce sia maschi che femmine[1], spesso con familiarità con l'emicrania. I pazienti non presentano sintomi evidenti tra un episodio e l'altro.

La diagnosi è difficile, essendo il vomito un sintomo molto comune di numerose altre malattie, e si basa essenzialmente sulla storia clinica del paziente e sull'esclusione di altre malattie. Il trattamento prevede essenzialmente il riposo in un ambiente buio e tranquillo, ma a volte è necessaria la somministrazione di liquidi per via endovenosa in ospedale. Gli effetti degli attacchi possono essere attenuati da farmaci, in modo diverso per ciascun paziente. La genesi della malattia non è ancora stata individuata.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Un recente studio sembra indicare una prevalenza di soggetti colpiti di sesso femminile (dall'informativa sulla malattia della SICVO, Associazione italiana sindrome del vomito ciclico).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]