Sindrome da alienazione genitoriale
La sindrome di alienazione genitoriale (o PAS, dall'acronimo di Parental Alienation Syndrome) è una controversa ed ipotetica dinamica psicologica disfunzionale che, secondo le teorie personali dello psichiatra statunitense Richard A. Gardner, si attiverebbe in alcune situazioni di separazione e divorzio conflittuali non adeguatamente mediate.
La PAS è oggetto di dibattito e ricerca, in ambito scientifico e giuridico, da quando è stata originariamente proposta da Gardner nel 1985; la sindrome non è infatti riconosciuta come un disturbo psicopatologico da parte della grande maggioranza della comunità scientifica e legale.
La PAS non è inclusa nell'attuale DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dell'Associazione Psichiatrica Americana, APA), e questo non permette di ufficializzarne la diagnosi[1]. Negli Stati Uniti, il concetto sotteso dal costrutto PAS sta evolvendo e, per sottolineare questa nuova fase, è stata proposta una differente denominazione e concettualizzazione: il PAD, Parental Alienation Disorder (in italiano "Disturbo da Alienazione Genitoriale"). Questa proposta, avanzata da William Bernet [2], è sintetizzata in un articolo pubblicato dall'American Journal of Family Therapy, numero 5 del 2008, il cui abstract recita:
| « Nonostante il Disturbo da Alienazione Genitoriale (PAD) rappresenti una grave condizione di disagio mentale che affligge molti bambini e le loro famiglie, esso non è una diagnosi e non è neppure menzionato nel Manuale Statistico e Diagnostico dei disturbi mentali. Questo articolo, presenta argomentazioni per considerare il PAD come diagnosi: Il PAD è un esempio prototipico di patologia relazionale; la fenomenologia PAD è quasi universalmente accettata dai professionisti della salute mentale; il PAD è un costrutto valido ed attendibile. L'adozione dei criteri per il PAD stimolerà ricerche sistematiche e, questa stessa adozione, ridurrà l'abuso del concetto di PAD e migliorerà il trattamento dei bambini affetti da questo disturbo. » |
Indice |
Definizione
Richard A. Gardner et al. definiscono la PAS[3][4][5][6][7]:
| « Un disturbo che insorge quasi esclusivamente nel contesto delle controversie per la custodia dei figli. In questo disturbo, un genitore (alienatore) attiva un programma di denigrazione contro l’altro genitore (genitore alienato). Tuttavia, questa non è una semplice questione di "lavaggio del cervello" o "programmazione", poiché il bambino fornisce il suo personale contributo alla campagna di denigrazione. È proprio questa combinazione di fattori che legittima una diagnosi di PAS. In presenza di reali abusi o trascuratezza, la diagnosi di PAS non è applicabile » |
La PAS, secondo le teorie personali di Gardner, sarebbe prodotta da una presunta "programmazione" dei figli da parte di un genitore patologico (genitore alienante): una specie di lavaggio del cervello che porterebbe i figli a perdere il contatto con la realtà degli affetti, e ad esibire astio e disprezzo ingiustificato e continuo verso l'altro genitore (genitore alienato). Le tecniche di "programmazione" del genitore alienante, comprenderebbero l'uso di espressioni denigratorie riferite all'altro genitore; false accuse di trascuratezza, violenza o abuso (nei casi peggiori, anche abuso sessuale); la costruzione di una "realtà virtuale familiare" di terrore e vessazione che genererebbe, nei figli, profondi sentimenti di paura, diffidenza e odio verso il genitore alienato. I figli, quindi, si alleerebbero con il genitore "sofferente"; si mostrerebbero come contagiati da questa sofferenza, ed inizierebbero ad appoggiare la visione del genitore alienante, esprimendo, in modo apparentemente autonomo, astio, disprezzo e denigrazione contro il genitore alienato.
La "programmazione" arriverebbe, secondo Gardner, a distruggere la relazione fra figli e genitore alienato, perché i bambini arriverebbero a rifiutare qualunque contatto, anche solamente telefonico, con il genitore alienato. Perché si possa parlare di PAS, però, è necessario che l'astio, il disprezzo, il rifiuto non siano giustificati (o giustificabili) da reali mancanze, trascuratezze o addirittura violenze del genitore alienato.
Sintomi ipotetici
Richard A. Gardner, nella sua teoria, propose di basare la diagnosi di PAS sull'osservazione di quelli che lui riterrebbe essere otto sintomi primari nel bambino.
- la campagna di denigrazione, nella quale il bambino mima e scimmiotta i messaggi di disprezzo del genitore alienante verso l'altro genitore. In una situazione normale, ciascun genitore non permette che il bambino esibisca mancanza di rispetto e diffami l'altro. Nella PAS, invece, il genitore programmante non mette in discussione questa mancanza di rispetto, ma può addirittura arrivare a favorirla.
- la razionalizzazione debole dell'astio, per cui il bambino spiega le ragioni del suo disagio nel rapporto con il genitore alienato con motivazioni illogiche, insensate o, anche, solamente superficiali. Ad esempio, come scrive Gardner: "non voglio vedere mio padre perché mi manda a letto troppo presto", oppure "perché una volta ha detto cazzo".
- la mancanza di ambivalenza è un ulteriore elemento sintomatico, per il quale il genitore rifiutato è descritto dal bambino come "tutto negativo", mentre l'altro genitore è visto come "tutto positivo".
- il fenomeno del pensatore indipendente indica la determinazione del bambino ad affermare di essere una persona che sa pensare in modo indipendente, con la propria testa, e di aver elaborato da solo i termini della campagna di denigrazione senza influenza del genitore programmante.
- l’appoggio automatico al genitore alienante è una presa di posizione del bambino sempre e solo a favore del genitore alienante, in qualunque genere di conflitto si venga a creare.
- l’assenza di senso di colpa è il sesto sintomo: questo significa che tutte le espressioni di disprezzo nei confronti del genitore escluso, avvengono senza sentimenti di colpa nel bambino.
- gli scenari presi a prestito sono affermazioni del bambino che non possono ragionevolmente venirne da lui direttamente, come l'uso di parole o situazioni normalmente non conosciute da un bambino di quell'età per descrivere le colpe del genitore escluso.
- infine, l’ottavo sintomo è l'estensione delle ostilità alla famiglia allargata del genitore rifiutato, che coinvolge nell'alienazione la famiglia, gli amici e le nuove relazioni affettive (una compagna o un compagno) del genitore rifiutato.
Altri quattro criteri diagnostici sono stati identificati in seguito:
- Difficoltà di transizione nel momento in cui il figlio si separa dal genitore alienante per trascorrere il periodo di visita con il genitore alienato.
- Comportamento antagonistico o distruttivo durante le visite presso il genitore alienato.
- Legame patologico o paranoide con il genitore alienante.
- Legame forte e sano con il genitore alienato prima che intervenisse il processo di alienazione.
Conseguenze ipotetiche
Richard Gardner affermò che, a suo parere, l'instillazione incontrollata di PAS sarebbe una vera e propria forma di violenza emotiva, capace di produrre significative psicopatologie sia nel presente che nella vita futura dei bambini coinvolti. Tra queste conseguenze, incluse gravi processi psicopatologici quali:
- esame di realtà alterato;
- narcisismo;
- indebolimento della capacità di provare simpatia ed empatia;
- mancanza di rispetto per l'autorità, estesa anche a figure non genitoriali;
- paranoia;
- psicopatologie legate all'identità di genere.
Decorso ipotetico
Secondo Gardner, come qualunque altra patologia anche la PAS potrebbe presentarsi, nel momento diagnostico, con differenti livelli di gravità (PAS di grado lieve; di grado moderato; di grado grave), a seconda dell'intensità e dell'efficacia della programmazione. Inoltre l'autore ipotizzò che a seconda di quanto appropriata sarà (o meno) la terapia scelta, la PAS potrebbe infatti evolvere:
- nel senso risolutivo (scomparsa dei sintomi e remissione completa);
- nel senso migliorativo (con sollievo sintomatologico e remissione parziale);
- nel senso di una stabilizzazione (in costanza di gravità della sintomatologia);
- nel senso peggiorativo (aggravamento della patologia, fino allo stato di “morte vivente” – Gardner - della relazione fra genitore alienato e figlio).
Cause ipotetiche
Gli aspetti di genitorialità nelle separazioni potrebbero essere chiaramente definiti, se si potesse comprendere appieno il concetto che, nella famiglia, esistono due "entità di coppia", distinte per diritti, doveri e responsabilità reciproche: la "coppia coniugale" e la "coppia genitoriale". Il "conflitto coniugale", quindi, non necessariamente può (o deve) scatenare anche un "conflitto genitoriale", ed eventuali contrasti fra le due entità potrebbero essere affrontati con l'ausilio della mediazione familiare.
In parte, le attuali regole che governano l'evento "separazione" possono contribuire a creare il problema. Per governare il mondo degli affetti ci si appoggia a volte infatti ad un "sistema globale degli antagonismi"; a meccanismi di conflitto giudiziario; ad una "verità processuale" con tanto di parte vincente contrapposta a parte soccombente. L'istituto dell'affido monogenitoriale, così largamente utilizzato nel passato (con il 90% di affidamenti esclusivi alla madre), è un elemento che rafforza la prospettiva in termini di "vincitore e vinto". Gli effetti della nuova legge sull'affido condiviso dei figli sono (al settembre 2006) tuttora da verificare. Anche se l'affidamento ad un solo genitore pare, in alcune regioni italiane, una soluzione ormai residuale, esiste comunque spesso la figura di "genitore residente".
Nel contesto giudiziario e, più in generale, all'interno del "sistema globale degli antagonismi", i figli assumono spesso il ruolo di "civili inermi" in una guerra di dominio: veri sconfitti di una visione ideologica che individua un nucleo coniuge/genitore/figli nel ruolo della vittima, ed il coniuge/genitore soccombente nel ruolo del carnefice violento e crudele. Un distacco dalla realtà degli affetti genitoriali, che - secondo le teorie di merito - potrebbe scatenare la Sindrome di Alienazione Genitoriale quando un genitore arriva a percepire i figli come non-persone: come mezzi, cioè, per acquisire maggior potere nel conflitto, oppure come strumento per dare sfogo e soddisfazione a sentimenti di rabbia e disagio propri della "coppia coniugale". È il passaggio all'atto, il superamento della percezione e la perdita dei confini del Sé, l'uso diretto dei figli come "arma relazionale" nel conflitto della "coppia coniugale", uno dei fattori che può portare all'insorgenza della PAS.
Critiche e controversie
La teorizzazione di Gardner e la relativa ricerca sono stati ampiamente criticati sia dagli studiosi di diritto che della salute mentale, per mancanza di validità ed affidabilità scientifica[8][9][10][11][12].
La PAS non è inclusa nell'attuale DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dell'Associazione Psichiatrica Americana, APA), e questo non permette di ufficializzarne la diagnosi. Negli Stati Uniti, il concetto sotteso dal costrutto PAS sta evolvendo e, per sottolineare questa nuova fase, è stata proposta una differente denominazione e concettualizzazione: il PAD, Parental Alienation Disorder (in italiano "Disturbo da Alienazione Genitoriale"). Questa proposta, avanzata da William Bernet [13], è sintetizzata in un articolo pubblicato dall'American Journal of Family Therapy, numero 5 del 2008, il cui abstract recita:
| « Nonostante il Disturbo da Alienazione Genitoriale (PAD) rappresenti una grave condizione di disagio mentale che affligge molti bambini e le loro famiglie, esso non è una diagnosi e non è neppure menzionato nel Manuale Statistico e Diagnostico dei disturbi mentali. Questo articolo, presenta argomentazioni per considerare il PAD come diagnosi: Il PAD è un esempio prototipico di patologia relazionale; la fenomenologia PAD è quasi universalmente accettata dai professionisti della salute mentale; il PAD è un costrutto valido ed attendibile. L'adozione dei criteri per il PAD stimolerà ricerche sistematiche e, questa stessa adozione, ridurrà l'abuso del concetto di PAD e migliorerà il trattamento dei bambini affetti da questo disturbo. » |
Attualmente (04/2010), nel piano di lavoro dell'APA per il DSM-V il "Parental Alienation Disorder" è indicato fra i "contributi proposti da fonti esterne", ed assegnato al gruppo di lavoro "Disorders in Childhood and Adolescence". Il gruppo di lavoro, al termine di una disamina delle evidenze, pubblicherà una raccomandazione in merito all'inclusione o meno del disturbo nel DSM-V.[14].
Il concetto di sindrome di alienazione parentale, o genitoriale, (per brevità PAS) è stato negli ultimi dieci anni sottoposto a rigorose verifiche scientifiche, sia di parte psichiatrica sia di parte giuridica. Risale al 2002 un articolo della Prof.ssa Carol Bruch, docente di discipline giuridiche all'Università Davis della California, nel quale la studiosa esamina lo stato dell'arte di questa sindrome, dal punto di vista giuridico, concludendo che la PAS non ha né basi logiche né tantomento scientifiche ("La PAS come è stata sviluppata e descritta da Richard Gardner non ha né logica, né una base scientifica")[15].
Nel 2003 la Rivista dell'Istituto di Ricerca dei Procuratori USA di Giustizia (NDAA's American Prosecutors Research Institute) ha pubblicato un articolo di Erika Rivera Ragland e Hope Fields (entrambi Procuratori, cioè rappresentanti dello Stato nei processi) dal titolo: "Parental Alienation Syndrome: What Professionals Need to Know". Il lavoro di Ragland e Fields è composto di due parti distinte. Nelle conclusioni della prima parte scrivono, tra l'altro: "In short, PAS is an untested theory that, unchallenged, can have far-reaching consequences for children seeking protection and legal vindication in courts of law" (In breve, la PAS è una teoria non verificata che può avere conseguenze a lungo termine per il bambino che cerca protezione e rivendicazione legale nei tribunali)[16]. Nelle conclusioni della seconda parte scrivono: "PAS is an unproven theory that can threaten the integrity of the criminal justice system and the safety of abused children." (La PAS è una teoria non dimostrata in grado di minacciare l'integrità del sistema di giustizia penale e la sicurezza dei bambini vittime di abusi)[17].
Un lavoro del 2008 degli spagnoli Antonio Escudero, Lola Aguilar Redo e Julia de la Cruz Leiva si è proposto di fare il punto sulle conoscenze scientifiche della PAS. Gli AA hanno svolto una ricerca nelle principali banche dati internazionali trovando uno scarsissimo numero di lavori scientifici sulla PAS. Nel loro lavoro gli AA rilevano la mancanza di rigore scientifico che il concetto possiede e scrivono nelle conclusioni: "La existencia del síndrome de alienación parental (SAP) sólo puede entenderse como un constructo de naturaleza argumental elaborado a través de argumentos inválidos (falacias) como son la aplicación de analogías, el pensamiento circular y la apelación constante a la autoridad, entendiéndose como tal al propio creador del concepto" (L'esistenza della sindrome di alienazione parentale (PAS) può intendersi solo come un costrutto di natura argomentativa elaborato attraverso argomenti invalidi - fallaci - come l'applicazione di analogie, il pensiero circolare e l'appello costante all'autorità, intendendosi come tale colui che ha creato il concetto)[18].
Nel 2009 è stato pubblicato in Spagna il libro "El pretendido Síndrome de Alienación Parental - un instrumento que perpetúa el maltrato y la violencia", delle psicologhe Sonia Vaccaro e Consuelo Barea. Con il loro lavoro le AA rilevano che la PAS è un "costrutto pseudo-scientifico" che utilizzato in ambito giudiziario genera "situazioni di alto rischio per i minori e provoca una involuzione nei diritti umani di bambine e bambini e delle madri che vogliono proteggerli"[19].
Nel 2010 l'Associazione Neuropsichiatrica Spagnola (AEN) ha pubblicato un documento ufficiale con il quale "si pronuncia contro l'uso clinico e legale dell'espressione Sindrome di Alienazione Parentale, e altre similari aventi lo stesso significato". Definisce la PAS un "castello in aria" e raccomanda ai suoi iscritti (cioè a tutti gli psichiatri spagnoli) di non utilizzarla poiché "non ha alcun fondamento scientifico e presenta gravi rischi nella sua applicazione in tribunale"[20].
Bibliografia
- Guglielmo Gulotta, Adele Cavedon, Moira Liberatore "La sindrome da alienazione parentale" Giuffrè Editore, 2008
- Adele Cavedon – Tiziana Magro “Dalla separazione all’alienazione parentale. Come giungere a una valutazione peritale” Franco Angeli Edizioni, 2010
- Legge riguardo alienazione genitoriale in Brasile: LEI Nº 12.318, DE 26 DE AGOSTO DE 2010
- (EN)Bruch C (2001), "Parental Alienation Syndrome and Alienated Children - getting it wrong in child custody cases" (http://www.thelizlibrary.org/liz/bruch.pdf)
- (EN)Fields1 H & Rivera Ragland E (2003), "Parental Alienation Syndrome: What Professionals Need to Know Part 2 of 2" (http://www.ndaa.org/ncpca_update_v16_no7.html)
- (ES) Escudero A, Aguilar Redo L, de la Cruz Leiva J (2008), "La lógica del Síndrome de Alienación Parental de Gardner (SAP): Del síndrome puro» a la «terapia de la amenaza»", Rev Asoc Esp Neuropsiq, 28, 2, Madrid (http://scielo.isciii.es/scielo.php?pid=S0211-57352008000200004&script=sci_arttext&tlng=es)
- (ES) Vaccaro Sonia e Barea Consuelo (2009), "El pretendido sindrome de alienacíon parental. Un instrumento que perpetúa el maltrato y la violencia", Desclée De Brouwer, Bilbao, ISBN 9788433023315.
- (ES) Associación Española de Neuropsiquiatria (2010), "Declaración en contra del uso clínico y legal del llamado Síndrome de Alienación Parental" (http://www.aen.es/docs/Pronunciamiento_SAP.pdf)
Note
- ^ L'APA ha declinato di esprimersi sulla PAS, ma ha sollevato preoccupazioni sulla sua mancanza di dati di supporto e per come il termine viene usato "Dichiarazione APA su sindrome di alienazione parentale". Washington, DC: American Psychological Association. 1996. http://www.apa.org/news/press/releases/2008/01/pas-syndrome.aspx. Estratto 2009/03/31.
- ^ (Docente al Department of Psychiatry alla Vanderbilt University School of Medicine di Nashville, Tennessee)
- ^ Gardner, R. (2002), "L’acquisizione di potere del bambino nello sviluppo della Sindrome di Alienazione Genitoriale", The American Journal of Forensic Psychology - 20(2):5-29.
- ^ Gardner, R (1998) "Raccomandazioni sulla condotta da tenere con genitori che inducono la Sindrome di Alienazione Genitoriale nei propri figli". Journal of Divorce & Remarriage, Volume 28
- ^ Gardner, R (2001) "Deve, il tribunale, ordinare che i bambini PAS visitino (risiedano con) il genitore alienato? Uno studio di follow-up". The American Journal of Forensic Psycology - 2001, 19(3):61-106
- ^ G. Gullotta, A. Cavedon, M. Liberatore, "La sindrome da alienazione parentale, Lavaggio del cervello e programmazione dei figli in danno dell'altro genitore", Giuffrè Editore, 2008, ISBN 8814138869.
- ^ Salluzzo, M. (2006) "La PAS: psicopatologia e abuso dell’affidamento nelle separazioni. Interventi di confine tra psicologia e giustizia" Rivista Scientifica di Psicologia, n. 8, pp. 6-18.
- ^ Bernet, W (2008). "Parental Alienation Disorder and DSM-V". The American Journal of Family Therapy 36 (5): 349–366.
- ^ Faller, KC (1998). "The parental alienation syndrome: What is it and what data support it?" (pdf). Child Maltreatment 3 alle pg 100-115
- ^ Bruch, CS (2001). "Parental Alienation Syndrome and Parental Alienation: Getting It Wrong in Child Custody Cases" (pdf). Family Law Quarterly 35 (527): 527–552.
- ^ Wood, CL (1994). "The parental alienation syndrome: a dangerous aura of reliability". Loyola of Los Angeles Law Review 29: 1367–1415. Retrieved 2008-04-12.
- ^ Hoult, JA (2006)."The Evidentiary Admissibility of Parental Alienation Syndrome: Science, Law, and Policy". Children's Legal Rights Journal 26 (1).
- ^ (Docente al Department of Psychiatry alla Vanderbilt University School of Medicine di Nashville, Tennessee)
- ^ (EN)Conditions Proposed by Outside Sources
- ^ Bruch C S (2002), Parental Alienation Syndrome and Alienated Children – getting it wrong in child custody cases. Child and Family Law Quarterly, Vol 14, No 4. http://www.thelizlibrary.org/liz/bruch.pdf
- ^ http://www.ndaa.org/ncpca_update_v16_no6.html
- ^ http://www.ndaa.org/ncpca_update_v16_no7.html
- ^ Escudero A, Aguilar Redo L e de la Cruz Leiva J (2008), La lógica del Síndrome de Alienación Parental de Gardner (SAP): Del síndrome «puro» a la «terapia de la amenaza». Rev. Asoc. Esp. Neuropsiq. v. 28 n. 2 Madrid. http://scielo.isciii.es/scielo.php?pid=S0211-57352008000200004&script=sci_arttext&tlng=es
- ^ Vaccaro S e Barea Payeta C (2009), El pretendido Síndrome de Alienación Parental - un instrumento que perpetúa el maltrato y la violencia, Deslcée de Brower, Bilbao
- ^ AEN (2010), Pronunciamiento. http://www.aen.es/docs/Pronunciamiento_SAP.pdf
Voci correlate
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