Sinclair ZX Spectrum

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Sinclair ZX Spectrum
ZXSpectrum48k.jpg
Classe di computer Home computer
Produttore Sinclair Research Ltd
Presentazione 23 aprile 1982
Fine commercializzazione dicembre 1990
CPU Zilog Z80A
Frequenza 3.5 MHz
RAM di serie 16 KB
RAM massima 128 KB
SO di serie Sinclair BASIC

Il Sinclair ZX Spectrum, prodotto a partire dal 1982 dall'azienda inglese Sinclair Research Ltd di Clive Sinclair, è un microcomputer a 8 bit basato sul microprocessore Z80A, originariamente dotato di 16 kB di ROM contenenti il linguaggio BASIC, di 16 kB di RAM espandibili a 48 kB e di una caratteristica tastiera in lattice con 40 tasti multifunzione.

In Europa è stato il principale antagonista del Commodore 64 e conquistò una discreta fetta di mercato grazie al prezzo di listino più abbordabile. Le tante soluzioni costruttive adottate per contenere i costi spinsero alcuni recensori dell'epoca a classificarlo come "il computer con il miglior rapporto prezzo-prestazioni". Le piccole dimensioni, la velocità di calcolo e il prezzo relativamente basso lo resero popolare negli anni ottanta in tutto il mondo, tanto che se ne ebbero versioni clonate e praticamente uguali in estetica ma con nomi diversi, come l'Inves Spectrum in Spagna, il Moscow e poi il Baltic in Russia. Lo Spectrum fu anche distribuito negli USA con il marchio Timex, in una inusuale livrea chiara, con il nome Timex Sinclair 2068.

L'interprete BASIC venne fortemente personalizzato dalla Sinclair per compensare i limiti della tastiera e per sfruttare al massimo le caratteristiche grafiche e sonore della macchina.

Furono prodotte varie versioni dello Spectrum: oltre alle prime con 16 o 48 kB di RAM, possiamo ricordare quella con una tastiera migliorata (a membrana, ma con i tasti in plastica rigida) derivata da quella del Sinclair QL (Spectrum +) e le ultime, dopo l'acquisizione del progetto da parte di Amstrad, con BASIC esteso, 128 kB di RAM e registratore a cassette o floppy incorporato (Spectrum +2 e Spectrum +3).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Con lo ZX Spectrum la Sinclair intendeva riproporre la filosofia minimale introdotta negli anni precedenti con lo ZX80 (1980) e lo ZX81 (1981). Il nome in codice, ZX82 (o ZX81 Colour) venne sostituito dal nome commerciale ZX Spectrum, con il quale si voleva sottolineare la possibilità di visualizzare immagini su tutto lo spettro dei colori (i due computer precedenti, malgrado il discreto successo, non disponevano né di suono né di colore). I due modelli disponibili disponevano di 16 kB e di 48 kB di memoria (il kit di espansione a 48 kB per il modello più piccolo in Italia costava circa 90.000 lire).

Lo Spectrum con 48 kB di serie fece il suo debutto alla fine del 1982 e diventò ben presto uno degli home computer di maggior successo. Le caratteristiche che attiravano di più gli acquirenti erano il prezzo e la linea compatta, risultati ottenuti concentrando molta dell'elettronica in un solo chip custom (la Uncommitted Logic Array della inglese Ferranti, nota anche come ULA).

Milioni di unità furono vendute, principalmente in Europa (fino alla prima metà del 1983 lo Spectrum doveva essere acquistato direttamente in Inghilterra[1]) ma riscosse immediatamente un notevole interesse. Le prime crisi settoriali dopo il Natale 1984 e gli altri pretendenti al trono degli 8-bit (Commodore 64, Amstrad CPC464, ecc.) compromisero solo in parte la sua quota di mercato: la larga base di utenti della macchina valeva più di qualunque fattore prestazionale dei concorrenti. La Sinclair Research, tuttavia, non navigava in buone acque. Sir Clive Sinclair si era dedicato allo sviluppo di altri progetti come il Microdrive e lo "scooter" C5, entrambi un fallimento completo e i successori dello Spectrum non riuscivano a ingraziarsi il mercato. Il QL, (presentato in Italia nel settembre del 1984 allo SMAU di Milano) precorreva un po' troppo i tempi, non era più una macchina da gioco e contemporaneamente non era affidabile per un uso professionale, principalmente proprio a causa delle memorie di massa su microdrive. Verso la fine del 1984 i sintomi di questa difficoltà divennero visibili: agli imbarazzanti ritardi sul programma di lancio del QL si aggiunse la notizia del ritiro dal mercato della Timex (distributrice dei computer Sinclair negli USA).[2] Lo Spectrum+, sebbene sostenuto in Italia da una ragionevole campagna di marketing consisteva in un semplice restyling: di fatto si trattava di un 48K dotato di tastiera rigida (venne venduto anche un kit per sostituire la tastiera del 48K "classico" con quella del "Plus"). Nonostante tutto a fine anno la Sinclair deteneva ancora il 43% del mercato Britannico superando, almeno sul suolo nazionale, Commodore e Acorn.

Le promesse del governo inglese nel 1985 e la presentazione dello Spectrum 128 (lanciato inizialmente in Spagna con la collaborazione della Inves) che avvenne ufficialmente a Natale dello stesso anno non salvarono la società, che aveva investito troppo nel tentativo di commercializzare QL e C5[3]. Nel marzo 1986 la Sinclair Research fu venduta alla società che era stata la sua più accanita concorrente, la Amstrad di Alan Sugar.

L'Amstrad invece di far scomparire i prodotti Sinclair in favore della propria linea di macchine (denominate "CPC"), promosse lo ZX Spectrum 128K +2. Dotato di 128Kb di RAM e di una tastiera migliorata, la nuova macchina presentava tre caratteristiche derivate dagli Amstrad CPC 464 e 4128: un registratore a cassette incorporato, una interfaccia joystick "non standard" e soprattutto un chip audio. Così facendo continuò a detenere un alto livello di vendite nella fascia bassa del mercato, e le software house ne approfittarono per inserire delle colonne sonore nei loro titoli più recenti (mentre nel vecchio Speccy l'audio era limitato a un beeper).

Nel 1987 iniziarono a comparire i primi computer a 16-bit e la Amstrad presentò i modelli +3 con disk drive incorporato da 3 pollici ereditato dal CPC, e +2A come alternative economiche ai suoi CPC6128 e CPC464. Le macchine furono ampiamente pubblicizzate nel periodo natalizio e riuscirono a ottenere delle vendite accettabili, nonostante i nuovi modelli iniziassero ad avere problemi di compatibilità con lo Spectrum 48 kB.

Con il boom dei 16-bit i possessori di Spectrum si spostarono verso altre piattaforme ma la macchina non scomparve del tutto: la sua economicità e la vastissima libreria di software lo fecero diventare uno dei computer più venduti nei paesi dell'est europeo.

In Italia lo Spectrum fu distribuito dalla Rebit (GBC); ecco alcuni prezzi del listino 1984:

  • ZX Spectrum 16 kB L. 398.000
  • ZX Spectrum 48 kB L. 499.000
  • ZX Microdrive L. 199.500
  • ZX Interface 1 L. 199.500
  • 2 cartucce per Microdrive L. 45.000

Specifiche tecniche e hardware[modifica | modifica sorgente]

Scheda interna ZX Spectrum (Edizione 3B - 1983)
  • processore Zilog Z80A a 3,5 MHz
  • 16 kB ROM contenente il sistema operativo e l'interprete BASIC
  • 16 kB RAM (espandibili a 48 kB) per la versione Spectrum 16 kB o 48 kB RAM nella versione Spectrum 48 kB
  • dimensioni: 233 mm (larghezza) x 144 mm (profondità) x 30 mm (altezza)

Grafica[modifica | modifica sorgente]

Lo ZX Spectrum opera costantemente in modalità grafica, e la sua memoria video può essere indirizzata direttamente. La mappa dello schermo prevede 256x192 pixel, e il font di caratteri, di dimensioni 8x8 pixel, permette la visualizzazione di 24 righe da 32 caratteri. Con l'utilizzo di font più compatti i programmatori arrivarono comunque ad ottenere fino a 85 caratteri per riga, sebbene raramente si superasse il limite delle 64 colonne (è ad esempio il caso del Word Processor "Tasword II"). Testo e grafica possono essere tranquillamente usati contemporaneamente. Lo schermo è diviso in due sezioni: quella superiore normalmente occupa le prime 22 linee di caratteri e mostra il listato o l'output dei programmi in esecuzione; quella inferiore, costituita dalle ultime 2 righe, mostra il comando digitato o la linea di programma che si sta modificando o eventuali messaggi di sistema. I comandi possono essere editati con l'ausilio dei tasti cursor left, cursor right, insert e delete con ripetizione automatica.

A differenza delle console per videogiochi dell'epoca (e di diversi home-computer indirizzati al mercato dei videogiochi), l'hardware dello ZX Spectrum non implementava un chip grafico in grado di generare i cosiddetti sprite, né vi erano porte joystick di serie. La velocità del processore e la possibilità di un accesso relativamente veloce alla pagina video permisero ugualmente la creazione di una vasta libreria di videogiochi che sfruttavano ingegnosi trucchi di programmazione per animare figure sullo schermo.

Lo Spectrum, per il quale non era commercializzato un monitor dedicato, si collega ad un normale televisore PAL UHF a colori o in bianco e nero, sul canale 36.

Colori[modifica | modifica sorgente]

Per risparmiare memoria e potenza di calcolo i progettisti scelsero di non specificare il colore dei singoli punti ma di intervenire su aree di 8x8 pixel corrispondenti alla suddivisione prevista per rappresentare 32x24 caratteri di testo: per ogni area si possono impostare il primo piano e lo sfondo scegliendo da una palette di 8 colori oltre a due opzioni speciali che ne permettono l'amplificazione della luminosità ("bright", di nessun effetto sul colore nero) o il lampeggiamento ("flash"). Un'area di 8x8 pixel non poteva quindi contenere più di due colori diversi tra loro; tentare di utilizzare un terzo colore avrebbe cambiato gli "attributi" dell'intera area, provocando un effetto denominato colour clash, passione e fastidio di tanti programmatori dell'epoca.

I colori base sono: nero, verde, blu, rosso, magenta (porpora), cyan (ciano), giallo e bianco. Tutti gli otto colori possono essere presenti sullo schermo contemporaneamente con eventuali zone lampeggianti e altre fisse e dei caratteri con l'extra bright: tramite quest'ultimo accorgimento si ottengono in tutto 15 colori, ma non è possibile usare un colore bright ed uno standard nel medesimo quadretto di 8 x 8 pixel. Il colore del bordo dello schermo è definibile con uno degli 8 colori base tramite il comando BORDER. I colori di primo piano (foreground) e di sfondo (background) e gli attributi di luminosità (brightness) e lampeggio (flashing) sono impostati con i comandi BASIC INK, PAPER, BRIGHT e FLASH. Possono essere attivati anche OVER (sovrascrittura degli attributi dello schermo) e INVERSE (scambia i colori di sfondo e primo piano). Questi sei comandi possono essere impostati in modo da modificare tutte le successive operazioni PRINT, PLOT, DRAW o CIRCLE o riguardare una singola riga di comando.

Audio[modifica | modifica sorgente]

Come molti altri microcomputer dei primi anni ottanta, per la generazione dei suoni lo ZX Spectrum è dotato solo di un limitato buzzer, teoricamente in grado di generare esclusivamente segnali ad onda quadra. Grazie alla discreta velocità di calcolo del microprocessore questi limiti sono stati comunque spesso superati con accorgimenti software: tramite accurate temporizzazioni infatti i programmatori hanno sintetizzato svariati effetti sonori, brani polifonici e addirittura un minimo di sintesi vocale. Il segnale sonoro può inoltre essere riprodotto, amplificato e (seppure in bassa qualità) campionato sfruttando gli stessi connettori messi a disposizione per il registratore a cassette. Questa caratteristica, che potrebbe sembrare banale, è stata utilizzata per molte realizzazioni hardware a basso costo, tra le quali la penna ottica e un modem RTTY per radioamatori: l'essenzialità degli schemi elettrici, principalmente costituiti da circuti per l'amplificazione e l'adattamento dei segnali, veniva infatti compensata via software.

I modelli prodotti da Amstrad montano un vero e proprio chip audio, quindi offrono un sonoro migliore di quello ottenibile con l'altoparlantino integrato nei modelli precedenti. Il chip era lo stesso degli Amstrad CPC ed un parente stretto di quello montato sull'Atari ST, la qualità era inferiore a quella del C64 ma era pur sempre un importante passo avanti rispetto al 48K ed al primo plus. Molti giochi hanno usato il chip senza rinunciare alla compatibilità coi modelli precedenti, anche se ovviamente questi ultimi non erano in grado di riprodurre i suoni e le musiche che richiedevano il chip.

Tastiera[modifica | modifica sorgente]

La tastiera ha 40 tasti con maiuscole e minuscole e tasto Caps Lock. Tutti i tasti hanno la ripetizione automatica. I primi modelli di Spectrum (Spectrum 16K e Spectrum 48K) hanno una tastiera gommosa piccola e piuttosto scomoda: per ridurre la fatica di digitazione durante la programmazione il produttore pensò quindi di associare ad ogni tasto due o tre comandi BASIC, richiamabili premendo semplicemente il tasto associato, eventualmente in combinazione coi tasti CAPS SHIFT e/o SYMBOL SHIFT: in tal modo, oltre a permettere una maggiore velocità di redazione del software, si eliminava la possibilità di lasciare errori di sintassi nei listati, il che contribuì alla divulgazione di questo semplice ma assai utile linguaggio di programmazione.

Il set di caratteri comprende, oltre ai normali caratteri ASCII, 16 caratteri grafici, 22 codici colore e 21 caratteri grafici ridefinibili dall'utente.

Interfacce e periferiche[modifica | modifica sorgente]

La memoria di massa utilizzata da tutti i modelli di Spectrum è il registratore a cassette e tutto il software prodotto è disponibile su nastro. L'eccezione è il modello ZX Spectrum+3 che usa un floppy disk drive da 3" ma può caricare i programmi anche da nastro. Ove il registratore non sia integrato, l'interfaccia è realizzata tramite due connettori da 3,5 mm. Questo permetteva di utilizzare come dispositivo di memorizzazione di massa, a differenza del Commodore 64, che richiedeva un registratore dedicato, un qualsiasi registratore portatile. I dati vengono registrati a circa 1500 baud. Un tono guida viene registrato sul nastro prima di far partire i segnali relativi ai dati in modo da aggiustare le eventuali fluttuazioni di volume di alcuni registratori. I programmi iniziano con un header contenente informazioni relative al tipo, al titolo, alla lunghezza dei successivi dati. Programmi, blocchi di memoria, stringhe e matrici o schermate possono essere salvate separatamente e i primi tre tipi possono essere verificati dopo il salvataggio per confermare la corretta memorizzazione. Normalmente i programmi non si avviano da soli dopo il caricamento ma occorre lanciarli con RUN; il salvataggio però può avvenire anche in modo da impostare l'avvio automatico.

Sulla porta di espansione, documentata accuratamente nei manuali a corredo, furono realizzate parecchie interfacce aggiuntive. La Kempston produsse interfacce per joystick e mouse; la Sandy produsse floppy drives da 400 e 800kb di capacità; Seikosha vendeva una stampante ad aghi a colori corredata di interfaccia parallela dedicata allo Spectrum e fornita di software di controllo per le funzionalità di hardcopy. Tra le tante stampanti utilizzate con lo Spectrum la Mannesmann Tally MT-80 ebbe una discreta diffusione, in quanto controllabile sia tramite porta parallela che (con apposita espansione interna), tramite porta seriale. La Sinclair stessa produsse una mini-stampante a carta termica (la ZX Printer).

Alcuni dispositivi esterni prodotti nel corso degli anni includono:

  • ZX Interface 1: utilizzata per connettere fino a 8 ZX Microdrive, apposite unità a nastro di fabbricazione Sinclair, concettualmente simili alle cartucce Stereo8 (ma molto più piccole). Forniva anche una porta seriale RS232C e una rudimentale LAN per connettere fino a 63 Spectrum o QL fra loro. Nell'interfaccia era presente una ulteriore ROM da 8K in grado di estendere il BASIC Sinclair con i comandi di supporto alle nuove porte di espansione.
  • Kempston Interface: Dotava lo Spectrum di 1 porta per joystick digitali. A differenza delle altre interfacce, non emulava la pressione di tasti del computer: lo stato del joystick era invece leggibile alla porta di I/O 31, anche da BASIC. Divenne lo standard de facto per collegare un joystick allo Spectrum.
  • ZX Interface 2: prodotta direttamente dalla Sinclair, anch'essa dotava lo Spectrum di due entrate per joystick digitali, ma al contrario da quanto proposto dalla Kempston, i movimenti rilevati erano abbinati ai tasti numerici. Oltre agli ingressi per i joystick era presente anche una interfaccia per cartucce ROM, ma i titoli software pubblicati in ROM si contano sulle dita. È interessante notare che dopo l'acquisizione di Sinclair da parte di Amstrad (1986) lo Spectrum venne dotato di una interfaccia Joystick interna, incompatibile con i Joystick digitali standard, come il modello SISJ dell'Amstrad, e le interfacce precedenti.

Tra le altre interfacce prodotte ricordiamo una interfaccia MIDI, le Multiface in grado di "congelare" un qualsiasi programma e salvarlo su disco e almeno 3 interfacce per floppy standard da 3,5" coma la DISCiPLE e la Plus D. Gli ultimi modelli furono equipaggiati da porte seriali e parallele standard.

Alcune caratteristiche del BASIC residente[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinclair BASIC.

Operazioni matematiche e funzioni[modifica | modifica sorgente]

  • I numeri sono memorizzati in cinque byte in virgola mobile (4 di mantissa e 1 di esponente), con un range compreso tra ±2,9·10−39 e ±1,7·1038 e una precisione di 9,6 cifre decimali.
  • Oltre alle quattro operazioni aritmetiche, sono disponibili: elevamento a potenza, seno, coseno, tangente, logaritmi naturali ed esponenziali, valore assoluto e intero, radice quadrata, pi greco e generatore di numeri casuali.
  • I numeri binari possono essere usati direttamente nelle espressioni del BASIC grazie alla funzione BIN.
  • L'utente può creare delle funzioni con il comando DEF FN, richiamabili con FN.

Operazioni logiche[modifica | modifica sorgente]

  • Gli operatori “=”, “>”, “<”, “>=”, “<=” e “<>” possono essere impiegati per confrontare valori numerici o stringhe alfanumeriche.
  • Sono disponibili anche le operazioni logiche AND, OR, NOT.

Operazioni sulle stringhe[modifica | modifica sorgente]

Le operazioni tra stringhe includono, oltre ai già detti confronti, la concatenazione, effettuabile con l'operatore “+”. Altre funzioni specifiche riguardanti le stringhe sono VAL (conversione da stringa a numero), VAL$, STR$ (conversione da numero a stringa) e LEN. Infine, le funzioni CHR$ e CODE convertono codici ASCII in caratteri e viceversa.

Altre caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

  • Mediante le istruzioni READ e RESTORE è possibile leggere dati statici memorizzati nel programma per mezzo dell'istruzione DATA.
  • Non c'è orologio in tempo reale che però è ottenibile tramite programmazione.

Nomi delle variabili[modifica | modifica sorgente]

  • Le variabili numeriche ammettono nomi alfanumerici inizianti per lettera. Il BASIC non distingue tra maiuscole e minuscole, e gli spazi sono ignorati.
  • Le variabili e le matrici di tipo stringa ammettono nomi di una lettera seguita dal simbolo “$”
  • Le variabili di controllo dei cicli FOR-NEXT e le matrici numeriche ammettono infine nomi di una lettera singola.

Compatibilità con lo ZX81[modifica | modifica sorgente]

Il BASIC dello ZX81 (derivato a sua volta da quello dello ZX80) è essenzialmente un sottoinsieme di quello dello Spectrum; conseguentemente i listati per ZX81 possono essere digitati sullo Spectrum con pochissimi cambiamenti. I programmi su cassetta per ZX81 invece non sono direttamente leggibili dal BASIC residente del fratello maggiore.

Software[modifica | modifica sorgente]

La dotazione iniziale comprendeva software per l'archiviazione, foglio elettronico, (Vu-File, Vu-Calc, Vu-3D, etc) e BASIC. Grazie alla successiva diffusione dello ZX Spectrum e del Commodore 64, iniziò anche la prassi di distribuire nelle edicole riviste con in allegato i programmi già pronti all'uso, spesso frutto dell'ingegno dei lettori: furono molto numerose le editorie che sfornarono riviste per i principali concorrenti del mercato dell'home computer. Tra queste, in Italia, ricordiamo la redazione di "RUN", la prima rivista su cassetta per Spectrum, seguita poi da varie altre testate.

I programmi erano infatti forniti quasi esclusivamente sotto forma di listato cartaceo da copiare a mano oppure registrati su musicassette e in questo caso potevano essere trasferiti utilizzando un comune lettore di musicassette, purché dotato di prese per microfono e cuffie. Questa caratteristica costituiva contemporaneamente il più grande limite del sistema e il miglior incentivo economico: infatti il computer poteva essere utilizzato anche senza il corredo di costose periferiche, ma la velocità di trasferimento proposta di circa 1500 baud, si traduceva in tempi di attesa che, nel caso di programmi particolarmente lunghi, raggiungevano i 5 minuti. Inoltre l'utilizzo di registratori e cassette di qualità scadente comportava fastidiosi problemi di affidabilità nel tempo e con un uso intenso.

Il problema affliggeva soprattutto altri microcomputer dell'epoca: il Commodore 64 ad esempio proponeva una velocità di trasferimento su cassetta di soli 300 baud, richiedendo perciò tempi fino a cinque volte superiori a quelli dello Spectrum; la situazione spinse le "software house" a sviluppare degli acceleratori software chiamati turbo tape, che nella seconda metà degli anni ottanta ebbero successo su entrambe le piattaforme. Certamente lo Spectrum raggiunse, con l'implementazione dei 'turbo loader', velocità notevoli pur se a volte a scapito dell'affidabilità di lettura delle cassette.

Versioni e modelli[modifica | modifica sorgente]

Modelli sviluppati da Sinclair[modifica | modifica sorgente]

ZX Spectrum 16K/48K[modifica | modifica sorgente]

Lo ZX Spectrum 16/48 kB è stato prodotto in numerose versioni. Dalla "Issue 1" del 1982, fino all'ultima evoluzione del 1984 con la "Issue 6A".

  • Issue 1 - 1982 - Fu presentato il 23 aprile 1982[4] con prezzi di 125 sterline per il modello con 16 kB di RAM e di 175 sterline per quello con 48 kB;[5] in seguito questi prezzi furono abbassati rispettivamente a 99£ e 129£. Prima versione con circuito stampato disegnato a mano con 16 kB di memoria e possibilità di espansione a 48 kB con modulo interno montato su un piccolo circuito separato ed installato sul lato inferiore della scheda madre (soluzione proposta dalla Sinclair) oppure con espansione esterna in stile ZX80/81 (soluzione proposta da terze parti). A causa di un bug nel chip ULA 5C102E, le Issue 1 montano una piccola scheda aggiuntiva, detta "ragno" o "scarafaggio morto" (dead cockroach) perché collegata alla scheda madre in maniera poco ortodossa con un circuito 74TL(X) posizionato a rovescio. Serve come timing per evitare i conflitti di accesso alla memoria fra CPU e ULA.[6] Questa versione montava una tastiera in gomma di colore grigio chiaro, che a partire dalla Issue 2 venne sostituita con una di color blu-grigio, per migliorarne la leggibilità con la luce artificiale.[7]
  • Issue 2 - 1982 - Design simile alla precedente versione ma con la possibilità di alloggiare tutti i 48 kByte di RAM sulla scheda madre. Con questa versione viene anche di fatto stabilito che lo Spectrum di serie è quello con 48 kB di memoria. Una scelta decretata dal successo di vendite della precedente Issue 1 con tale quantitativo di RAM. Presente anche una nuova ULA 5C112E-3 che non necessita del circuito di correzione aggiuntivo.[7] La "Issue 2" è la prima ad essere disegnata con programma CAD.
  • Issue 3 - 1983 - In questa versione ritroviamo numerose modifiche: nuovo circuito di alimentazione, dissipatore di calore spostato vicino allo slot di espansione, nuovo chip ULA 6C001E-6 a basso consumo, eliminazione dei potenziometri per la regolazione dei colori, buzzer più "potente" e varie altre modifiche. Tecnicamente va segnalata una piccola incompatibilità che nasce da una correzione introdotta sulla porta MIC (ingresso dal registratore) per ridurre il consumo di corrente. Mentre precedenti modelli Issue 1 e 2 in assenza di segnale dal registratore il valore del bit corrispondente era fissato al valore '1', a partire dalla Issue 3 questo variava continuamente, specialmente quando la ULA non si era ancora riscaldata. Siccome la ULA unisce sulla stessa porta i bit in ingresso dalla tastiera e quello della porta MIC, i programmi scritti in modo poco preciso confrontando il valore dell'intero byte non funzionavano più correttamente.[7]
  • Issue 3B - 1983 - Molto simile alla Issue 3, differisce solo per alcuni componenti secondari. La prima ad essere usata negli ZX Spectrum +
  • Issue 4A e 4B - 1983 - A parte l'ulteriore evoluzione del chip ULA, qui in versione 6C001E-7, sono virtualmente identiche alla Issue 3B. La Issue 4A è l'ultima prodotta anche con 16 kB espandibili. A partire dalla Issue 4B, ci saranno 48 kB di serie.
  • Issue 5 - 1983 - Completamente ridisegnata la sezione decoder/multiplexer. Sei chip (IC3, IC4, IC23, IC24, IC25 and IC26) vengono rimpiazzati da un unico chip, il Mullard ULA type ZX8401, consentendo una riduzione dei costi. Viene aggiunto anche un altro chip (IC28), l'inverter 74LS04, per far funzionare lo ZX8401.[7] Insieme alla Issue 1 e 2 è molto rara.
  • Issue 6A - 1984 - Versione finale dello Spectrum 48kB. Solo piccole differenze rispetto alla versione precedente. Su alcune schede troviamo il chip ULA fornito da Saga invece che da Ferranti.[7]

Quasi tutte le schede ZX Spectrum sono prodotte con PCB in vetronite anche se esistono alcune schede Issue 3B, estremamente rare, realizzate in bachelite. N.B. Le Issue One e Two sono indicate con caratteri alfanumerici come riportato sulle schede stesse.

ZX Spectrum+[modifica | modifica sorgente]

Lo ZX Spectrum+.

Lo sviluppo dello ZX Spectrum+ iniziò nel mese di giugno del 1984,[8] ed il computer fu rilasciato entro la fine dello stesso anno. Era uno Spectrum 48K con una nuova tastiera con tasti in plastica in stile Sinclair QL ed il pulsante di reset spostato lateralmente. A livello di hardware era identico al modello da cui derivava. Fu messo in vendita ad un prezzo di circa 180£.[9]

ZX Spectrum 128[modifica | modifica sorgente]

ZX Spectrum 128

Lo ZX Spectrum 128 fu sviluppato da Sinclair insieme al suo distributore spagnolo Investrónica, che aveva aiutato Sinclair ad adattare lo ZX Spectrum+ al mercato iberico dopo che era stata introdotta in Spagna una tassa su tutti i computer con un quantitativo di memoria fino a 64 kB[10] ed approvata una legge che obbligava tutti i computer venduti a supportare l'alfabeto spagnolo e mostrare messaggi in questa lingua.[11] Lo ZX Spectrum 128 fu introdotto perciò prima in Spagna e poi in Gran Bretagna. Sinclair decise di ritardare la presentazione in patria del computer per dar modo di smaltire le scorte dei precedenti modelli ancora in giacenza in magazzino.[12]

Il computer era simile allo Spectrum+ da cui si differenziava per l'adozione di un dissipatore esterno di grosse dimensioni posto sul lato destro del contenitore, che serviva a raffreddare il regolatore di tensione interno. Tra le caratteristiche di spicco da segnalare la presenza di 128 kB di RAM, della porta seriale RS-232, dell'uscita per un monitor RGB, di 32 kB di ROM contenente un BASIC più ricco di comandi ma, soprattutto, l'adozione, per la prima volta su uno Spectrum di, un vero chip sonoro, l'AY-3-8912. Siccome lo Z80 poteva indirizzare solo 64 kB di memoria, per poter usare tutta la RAM disponibile veniva fatto uso della tecnica del bank switching con la quale selezionare i banchi di memoria a cui accedere. Per accedere alla maggior quantità di memoria il nuovo BASIC, che conteneva i comandi per pilotare anche il chip sonoro, veniva caricato in un ramdisk di circa 80 kB. All'avvio del computer si presentava un menu da cui l'utente poteva scegliere se avviare la macchina in modalità "128 BASIC" oppure "48 BASIC": la prima era la modalità nativa del computer, e permetteva di sfruttare tutte le nuove caratteristiche, mentre la seconda era una particolare modalità compatibile con il precedente ZX Spectrum 48 grazie alla quale l'utente poteva avere accesso a tutto il software scritto per questo modello di computer. Lo ZX Spectrum 128 fu l'ultimo modello prodotto sotto la proprietà Sinclair.[12]

Modelli Amstrad[modifica | modifica sorgente]

ZX Spectrum +2[modifica | modifica sorgente]

Lo ZX Spectrum +2

Lo ZX Spectrum +2 fu il primo modello di Spectrum prodotto dopo che Amstrad acquisì la Sinclair Research ed il marchio "Spectrum" a causa del fallimento della società nel 1986.[13] Il computer presentava un contenitore di un nuovo colore grigio, una tastiera tradizionale, 2 porte joystick ed un lettore di cassette integrato denominato "Datacorder", come sull'Amstrad CPC 464. A parte questo, il computer era fondamentalmente uno Spectrum 128 con modifiche minime al codice di sistema ed ai messaggi di copyright (ora appariva il nome "Amstrad"): la RAM era di 128 kB, la ROM di 32 kB ed il computer poteva sempre essere avviato in modalità "48 BASIC" per poter eseguire i programmi per il primo ZX Spectrum. Inizialmente messo in vendita a 200£.[14] fu in seguito deprezzato a 139–149£ alla fine del 1986.[15]

I tasti della nuova tastiera non riportavano più le abbreviazioni dei comandi BASIC com'era stato sui precedenti modelli di Spectrum, eccezion fatta per LOAD, CODE e RUN che erano utili per il caricamento dei programmi: nonostante la loro assenza, in modalità "48 BASIC" l'input dei programmi doveva sempre avvenire tramite queste abbreviazioni, mentre in modalità "128 BASIC" l'inserimento dei programmi era da farsi digitando per esteso tutte le lettere dei comandi e delle funzioni del BASIC, come già avveniva sullo Spectrum 128.[16]

ZX Spectrum +3[modifica | modifica sorgente]

Lo ZX Spectrum +3

Lo ZX Spectrum +3 era molto simile al modello +2 da cui si differenziava per la presenza, come nell'Amstrad CPC 6128, di un floppy disk drive da 3,5 pollici al posto del lettore di cassette nonché per il ritorno al colore nero del contenitore. Fu lanciato nel 1987 al prezzo di 249£,[17] ribassato poi a 199£[18] Caratteristica peculiare dello ZX Spectrum +3 era quella di poter eseguire il CP/M grazie al sistema operativo +3DOS sviluppato per questa macchina da Locomotive Software Ltd, che già sviluppava il BASIC ed il DOS dei computer CPC.[19] Rispetto ai modelli precedenti, sullo Spectrum +3 furono rimosse alcune porte posteriori e furono spostati di 1 byte gli indirizzi della ROM per cui molte periferiche esterne cessarono di funzionare, come ad esempio la ZX Interface 1, da cui derivò l'impossibilità su questo computer di poter usare le unità ZX Microdrive.[20]

La produzione del +3 cessò nel 1990, probabilmente a causa della scelta di Amstrad di rilanciare la sua linea di computer CPC.[21]

ZX Spectrum +2A[modifica | modifica sorgente]

Lo ZX Spectrum +2A

Lo ZX Spectrum +2A fu una variante basata sullo Spectrum +3: la scheda madre di questo modello veniva privata del floppy disk, sostituito dal registratore a cassette, e veniva alloggiata nel contenitore del precedente Spectrum +2.[22] Se veniva collegata un'unità a dischi esterna, il sistema operativo mostrava la voce +3 invece che +2A. Inizialmente Amstrad pensò di rilasciare anche una propria unità a dischi esterna denominata "AMSTRAD SI-1" per questo computer e per i modelli seguenti senza lettore di floppy,[23] ma essa non vide mai la luce.

ZX Spectrum +2B e +3B[modifica | modifica sorgente]

Lo ZX Spectrum +2B e lo ZX Spectrum +3B furono 2 computer simili in caratteristiche ai modelli +2A e +3,[24] da cui si differenziavano per alcune modifiche al circuito di generazione del segnale audio, atte a risolvere alcuni problemi di clipping. Altra differenza riguardava lo spostamento della produzione da Taiwan alla Cina.[25][26]

Affidabilità[modifica | modifica sorgente]

Una comune critica allo ZX Spectrum, rispetto ad altre macchine concorrenti, era la presunta scarsa affidabilità dovuto al surriscaldamento, con conseguenza di blocco dopo ore di utilizzo. Tale problema peraltro non è stato riscontrato in tutte le macchine e quindi non classificabile come difetto di fabbricazione. Con buona probabilità è una caratteristica negativa che si è diffusa su larga scala a scopo denigratorio, soprattutto da parte degli utilizzatori delle macchine concorrenti. Il problema di eccessivo surriscaldamento, peraltro reale (pur non comportando il blocco), sembrava derivare dalle scelte fatte nello schema di alimentazione. Questa, infatti, era fornita da un semplice alimentatore 9V continua non stabilizzato (all’interno di esso erano presenti un semplice ponte a diodi ed un condensatore), mentre lo stabilizzatore di tensione a 5V (uno stabilizzatore lineare LM7805) era montato direttamente sulla PCB collegato all’unico dissipatore, che di fatto, scaldava indirettamente il resto dell’elettronica, originando il blocco per surriscaldamento della macchina (vista l'impossibilità di dissipare adeguatamente il calore in uno chassis così raccolto). Risulta evidente che una possibile soluzione sarebbe stata quella di inserire lo stabilizzatore direttamente nell’alimentatore, ma questo sarebbe andato contro la “filosofia” di Sir Clive Sinclair che reputava più importante rendere la macchina robusta rispetto alla possibilità (non remota) che l’alimentatore originale venisse sostituito con un altro non adeguato che avrebbe potuto causare, qualora lo stabilizzatore non fosse stato sulla scheda, gravi danni alla macchina.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "MC MicroComputer n.10 (giugno/luglio 1983), pag.19"
  2. ^ Rivista "Sinclair Computer n.7 (ottobre 1984), pag. 13"
  3. ^ "Sinclair Computer n.15 (giugno 1985), pag.47".
  4. ^ ZX Spectrum at 30: the computer that started a revolution in The Telegraph, 23 aprile 2012. URL consultato il 17 marzo 2014.
  5. ^ The High Street Spectrum in ZX Computing, febbraio 1983, p. 43. URL consultato il 17 marzo 2014.
  6. ^ Fotografia e informazioni sulla Issue 1, Planet Sinclair. URL consultato il 19/10/10.
  7. ^ a b c d e Versioni dello Spectrum 48K, Planet Sinclair. URL consultato il 19/10/10.
  8. ^ Sue Denham, The Secret That Was Spectrum+ in Your Spectrum, nº 10, dicembre 1984, p. 104. URL consultato il 17 febbraio 2014.
  9. ^ ZX Spectrum+, computermuseum.50mesg.com. URL consultato il 17 febbraio 2014.
  10. ^ (ES) Ministerio de Economía y Hacienda (BOE 211 de 3/9/1985), Real Decreto 1558/1985, de 28 de agosto, por el que se aclara el alcance del mínimo específico introducido en la subpartida 84.53.B.II del Arancel de Aduanas, por el Real Decreto 1215/1985. Rango: Real Decreto, Páginas: 27743 - 27744, Referencia: 1985/18847.
  11. ^ (ES) Ministerio de Industria y Energía (BOE 179 de 27 July 1985), Real Decreto 1250/1985, de 19 de junio, por el que se establece la sujeción a especificaciones técnicas de los terminales de pantalla con teclado, periféricos para entrada y representación de información en equipo de proceso de datos. Rango: Real Decreto, Páginas: 23840 - 23841, Referencia: 1985/15611.
  12. ^ a b Sinclair ZX Spectrum 128, computermuseum.50megs.com. URL consultato il 17 marzo 2014.
  13. ^ «Sinclair, il viale del tramonto», Bit, settembre 1986.
  14. ^ ZX Spectrum +2, Old-Computers.com. URL consultato il 18 marzo 2014.
  15. ^ Max Phillips, ZX Spectrum +2 in Your Sinclair, nº 11, novembre 1986, p. 47. URL consultato il 18 marzo 2014.
  16. ^ Simon Goodwin, Tech Tips - Amstrology in Crash, nº 48, dicembre 1987, p. 143.
  17. ^ Phil South, It's here... the Spectrum +3 in Your Sinclair, nº 17, luglio 1987, pp. 22–23. URL consultato il 18 marzo 2014.
  18. ^ Amstrad, The new Sinclair has one big disk advantage in Sinclair User, nº 68, novembre 1987, pp. 2–3. URL consultato il 18 marzo 2014.
  19. ^ ZX Spectrum +3, Old-Computers.com. URL consultato il 18 marzo 2014.
  20. ^ Simon Goodwin, Tech Tips - +3 Faults in Crash, nº 48, dicembre 1987, p. 145.
  21. ^ Death of the +3 in Your Sinclair, nº 60, dicembre 1990, pp. 10–11.
  22. ^ Spectrum +3 Service Manual. AMSTRAD. p.18.
  23. ^ Spital, Ivor. Sinclair ZX Spectrum +2A. AMSTRAD, 1987. p.354.
  24. ^ Spectrum +2B/+3B Service Manual. AMSTRAD.
  25. ^ ZX Spectrum +2A & +2B, Dataserve Retro. URL consultato il 18 aprile 2014.
  26. ^ Sinclair ZX Spectrum +2A, +2B, eden@home. URL consultato il 18 marzo 2014.

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