Sinagoga di Napoli

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Interno della sinagoga di Napoli
Localizzazione della sinagoga a Napoli

La sinagoga di Napoli ha sede nel palazzo Sessa, nel quartiere Chiaia, in via Cappella Vecchia 31.

Fu istituita nel 1864 per l'interessamento di Adolph Carl von Rothschild e di Samuele Salomone Weil; una precedente sinagoga, fondata nel 1153 e situata nell'antico quartiere ebraico della Giudeca di San Marcellino, fu distrutta dopo la prima espulsione degli ebrei dal Regno di Napoli, avvenuta nel XVI secolo.

L'attuale sinagoga napoletana è costituita da due ambienti a pianta rettangolare separati da un arco.

All'entrata sono poste due statue di marmo: una commemora Dario Ascarelli, il presidente della comunità che comprò gli edifici per la sinagoga nel 1910, mentre l'altra commemora la deportazione degli ebrei napoletani durante la seconda guerra mondiale.

La sala delle conferenze fu riaperta dopo lavori di restauro terminati nel 1992 con il contributo del Ministero dei Beni Culturali. Nell'ottobre del 2006 alcuni sconosciuti disegnarono quattro svastiche sui muri del palazzo della sinagoga, accompagnate da alcune frasi inneggianti a Hitler. Questa azione provocò un forte sdegno da parte della comunità ebraica e delle istituzioni che condannarono il gesto[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Roberto Fuccillo, «Scritte antisemite sulla sinagoga», La Repubblica del 26 ottobre 2006.

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