Simbolo Atanasiano
Il Simbolo Atanasiano (Quicumque vult) è un simbolo della fede che prende questo nome perché attribuito dalla tradizione cristiana a sant'Atanasio (295-373), arcivescovo di Alessandria d'Egitto. È significativo soprattutto per la dottrina trinitaria, che esso esprime in maniera forte per combattere l'arianesimo.
Nella liturgia della Chiesa occidentale era recitato nell'ufficio domenicale di prima.[1] La Chiesa orientale invece non l'ha mai usato.
È stato tramandato in greco e in latino. La maggioranza dei critici ritiene che sia stato scritto originariamente in latino e non in greco; e non nel IV secolo, ma almeno un secolo più tardi. La teologia che ne traspare è molto vicina a quella di sant'Ambrogio da Milano.
I critici attuali non si accordano sull'attribuzione:
- Karl Künstle lo attribuisce a un vescovo spagnolo antipriscillanista;
- L. G. Morin lo ritiene opera del secolo VI, probabilmente di San Martino di Braga;
- H. Brewer lo attribuisce a sant'Ambrogio;
- J. Stiglmayr lo ritiene di San Fulgenzio di Ruspe.
Note [modifica]
- ^ Con la riforma liturgica l'ora di prima è stata soppressa.
Voci correlate [modifica]
- Credo
- Simbolo apostolico
- Simbolo niceno-costantinopolitano
- Trinità (araldica)
- Sant'Atanasio
- Ario
- Arianesimo
Collegamenti esterni [modifica]
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