Simbolo atanasiano

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Un libro in antico slavo ecclesiastico mostra il simbolo atanasiano. Černihiv, Museo.

Il simbolo atanasiano (Quicumque vult) è un simbolo della fede che prende questo nome perché attribuito dalla tradizione cristiana a sant'Atanasio (295-373), arcivescovo di Alessandria d'Egitto. È significativo soprattutto per la dottrina trinitaria, che esso esprime in maniera forte per combattere l'arianesimo.

Nella liturgia della Chiesa occidentale era recitato nell'ufficio divino domenicale di prima.[1] Nel Rito Ambrosiano invece, viene usato come inno dell'Ufficio delle Letture, al posto del Te Deum, la Domenica della Santissima Trinità; mentre la Chiesa orientale non l'ha mai usato.

È stato tramandato in greco e in latino. La maggioranza dei critici ritiene che sia stato scritto originariamente in latino e non in greco; e non nel IV secolo, ma almeno un secolo più tardi. La teologia che ne traspare è molto vicina a quella di sant'Ambrogio da Milano.

I critici attuali non si accordano sull'attribuzione:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Con la riforma liturgica l'ora di prima è stata soppressa.

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