Silvite

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Silvite
Mineral Silvina GDFL105.jpg
Classificazione Strunz III/A.02-40
Formula chimica KCl[1][2][3]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino monometrico
Sistema cristallino cubico[4]
Classe di simmetria esacisottaedrica[1][2]
Parametri di cella a=6,2931[1][2]
Gruppo puntuale 4/m 3 2/m[1][2]
Gruppo spaziale F m3m[1][2]
Proprietà fisiche
Densità 1,99[1][3] g/cm³
Durezza (Mohs) 1,5[2]-2,5[1][2]
Sfaldatura perfetta[1][2][3] secondo i piani del cubo[3] ({100}[1], {010}[1] e {001}[1][2])
Frattura irregolare[2], concoide
Colore bianco[1], bianco giallastro[1], bianco rossastro[1], grigio[2], bianco bluastro[1], bianco brunastro[1], raramente[3] incolore[2][3], raramente blu o violetto[2]
Lucentezza vitrea[1][2], grassa[1]
Opacità trasparente[1][2], traslucida[2]
Striscio bianco[1][2]
Diffusione assai rara[3]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La silvite è un minerale, un cloruro di potassio, appartenente al gruppo dell'halite.

Il nome deriva da Franciscus Sylvius[1][2] (15 marzo 1614 - 16 novembre 1672), naturalista e chimico olandese.

Descritta per la prima volta da François Sulpice Beudant, geologo e mineralogista francese

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

Generalmente cubi[3] e ottaedri.

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

Si origina in depositi di sale marino[3], laghi salati e in emanazioni vulcaniche[3] spesso associata a kainite ed a kieserite[3]. La paragenesi è con carnallite e salgemma.

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

Si presenta in cristalli[1][3], aggregati granulari[1][3] fibrosi[1] o terrosi e in incrostazioni[3].

Caratteri fisico-chimici[modifica | modifica wikitesto]

È igroscopica[3] e fonde alla fiamma di candela. Solubile in acqua, è piuttosto insolubile in etanolo.
Il sapore è salato, ma con una punta di amaro.

Poiché è molto simile nell'aspetto al salgemma, l'analisi chimica è uno dei mezzi migliori per distinguere le due specie. Un saggio oltremodo semplice e alla portata di tutti consiste nel verificare la presenza preponderante del potassio, mediante la tipica colorazione roseo[3]-violetta che i sali di questo elemento impartiscono alla fiamma di un becco Bunsen o alla semplice fiamma del gas[3].
La colorazione gialla del sodio, che è sempre presente nella silvite in piccole quantità, può tuttavia spesso mascherare questo effetto: si consiglia pertanto di osservare la fiamma attraverso un vetro azzurro al cobalto, che ha la proprietà di assorbire la luce gialla.

Ad un esame più sommario, si può notare che la silvite è più plastica del salgemma: se dei pezzetti molto piccoli vengono premuti tra due pezzetti di vetro, si osserva che il minerale tende a schiacciarsi come la cera, mentre il salgemma si riduce in polvere sempre più fine.

Località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Si trova a Kaluš, in Ucraina; a Sol-Iletsk, nell'Oblast' di Orenburg, in Russia.
A Zhiliansk e Asce-bulak, nel Kazakistan. A Mulhouse, nell'Alsazia e a Sondershausen, nell'Harz.
A Staßfurt in Germania[3], a Carisbad nel Nuovo Messico[3]. In Etiopia sono stati trovati giacimenti nella regione dell'Afar[2].

In Italia è stata segnalata nelle fumarole del Vesuvio[3] e dell'Etna[3]; nella miniera di Bosco Stincone, a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta; e nella miniera Pasquasia, nel territorio comunale di Enna.

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Serve come fonte di sali di potassio per l'industria chimica ed anche, macinata, come fertilizzante. La Silvite viene anche chiamata "Silvinite".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab Scheda tecnica del minerale su webmineral.com
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Scheda tecnica del minerale su mindat.org
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Autori vari, Silvite in "Come collezionare i minerali dalla A alla Z, vol. I°", pag. 189, Peruzzo Editore (1988) Milano
  4. ^ Anthony, op. cit., http://www.handbookofmineralogy.org/pdfs/sylvite.pdf

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John W. Anthony, Richard A. Bideaux, Kenneth W. Bladh, Monte C. Nichols, Sylvite in Handbook of Mineralogy, Chantilly, VA 20151-1110, Mineralogical Society of America.
  • Cornelis Klein, Mineralogia, Zanichelli, 2004.
  • Minerali e Rocce, Novara, De Agostini, 1962.
  • Guida al riconoscimento dei minerali - Borelli e Cipriani - Mondadori (1987)
  • I minerali d'Italia - SAGDOS - 1978
  • Minerali e Rocce - Corsini e Turi - Enciclopedie Pratiche Sansoni (1965)

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