Silvio Vigliaturo

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Silvio Vigliaturo

Silvio Vigliaturo (Acri, 3 febbraio 1949) è un pittore e scultore italiano.

Artista di origine calabrese residente a Chieri, è considerato un maestro del vetro[1], la cui tecnica è riconosciuta, da esperti e critici, come unica al mondo[2].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Silvio Vigliaturo nasce ad Acri, in Calabria, nel 1949. Giovanissimo si trasferisce a Chieri (To), dove tuttora vive e lavora. Artista e maestro del vetro, la sua tecnica è da sempre volta alla ricerca e alla sperimentazione. Dalle prime esposizioni, nel 1977, sino alla recente partecipazione al Padiglione Italia della 54ª Biennale di Venezia e all’importante collettiva Contemporary Glass Sculpture all'Orlando Museum of Art – celebrativa degli artisti più importanti dei primi cinquant’anni di storia del movimento Studio Glass – il percorso artistico di Vigliaturo si presenta in costante evoluzione. Un cammino graduale e tenace porta l’artista ad affrontare una grande varietà di tematiche con stili e strumenti diversi. Nel 2006, Vigliaturo riceve la nomina di testimonial artistico dei XX Giochi Olimpici Invernali svoltisi a Torino. Nel giugno dello stesso anno, la Città di Acri gli dedica un museo, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), che ospita una collezione permanente delle sue opere intesa come un percorso biografico che si snoda attraverso più di duecento esemplari, tra sculture e dipinti. Nel 2010, la Regione Calabria lo invita a partecipare quale artista testimonial all’Expo Shanghai 2010.

Stile[modifica | modifica sorgente]

L’approccio adottato da Vigliaturo nel lavorare il vetro deriva dalla sua instancabile attività pittorica. Il forte impatto visivo delle sue opere nasce dalla trasparenza dei colori, capace di generare un’affascinante sembianza di fluidità, e dall’antinomia tra il peso del vetro e la leggerezza delle forme che egli riesce a foggiare a partire da esso. Con la sua tecnica realizza soffiature all’interno della materia della scultura e meravigliose opere con oro e argento. L’artista intende andare oltre la banalità di un’analisi superficiale, desidera toccare il cuore delle questioni umane, indagare il nocciolo dell’esistenza e lo fa grazie a un approccio poliedrico che gli permette di spaziare dalle sculture in vetro ai dipinti su tavola o tela, mantenendo un tratto artistico constante e riconoscibilmente intenso. Sono i colori i veri protagonisti delle opere di Vigliaturo, la loro trasparenza creata attraverso il supporto del vetro. Artista che non sa solo riempire gli spazi ma sa anche svuotarli, sperimentando significati diversi attraverso la pienezza del colore in opposizione e continuità alla sua assenza. La coerenza dell’opera dell’artista la si può notare anche dai particolari, dalla capacità di giocare con i messaggi e le tecniche, dal privilegio di poter comunicare con il proprio pubblico anche per contrasto rispetto a lavori precedenti, testimonianza di una maturità artistica sia di tecnica che di concetto.

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Tra gli artisti che nel mondo lavorano con il vetro, Silvio Vigliaturo occupa un posto di rilievo, sia per ciò che riguarda il metodo, sia nei confronti della soluzione finale, la bellezza e l'armonia obliqua delle sue opere bi e tridimensionali". Luca Beatrice, Silvio Vigliaturo: Visione obliqua, Torino, ed. La Traccia
  2. ^ "La bottega di Silvio Vigliaturo non è più quindi una bottega di vetratista, ma uno studio-vetreria, dove si opera la fusione del vetro, sperimentando una tecnica ed una materia che riservano sempre nuove sorprese, che vanno controllate e colte per ulteriori sviluppi. A tal punto, egli ha scoperto e proposto soluzioni inaspettate ed è giunto a creare zone soffiate all'interno della lastra, virtualmente bidimensionale. Le zone soffiate diventano elementi compositivi delle sue figure, cosicché le opere vanno lette come bassorilievi, in cui la terza dimensione è interna allo spessore, effetto possibile solo nella materia vetro. Qui l'artista tralascia il gioco cromatico, che è in effetti il gioco più immediato e facile nel lavoro vetrario, per approdare ad una finezza espressiva, che è frutto di un lungo cammino: è un percorso che in futuro ci porterà a scoprire ulteriori inesplorati panorami". Rosa Barovier Mentasti, in The history of wine, a cura di Franco Dall'Ara, Arezzo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Monografie dedicate all'artista[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]