Silvano Fedi

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Silvano Fedi (Pistoia, 25 aprile 1920Pistoia, 29 luglio 1944) è stato un partigiano, anarchico e antifascista italiano.

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La vita[modifica]

Silvano Fedi

Fu studente al Liceo classico Niccolò Forteguerri di Pistoia, dove, a causa delle sue idee antifasciste, subì anche un pestaggio ad opera di alcuni attivisti fascisti[senza fonte]. Sono gli anni in cui Fedi studia e legge molto nella convinzione che l'umanità deve essere libera dal bisogno, discute appassionatamente raccogliendo via via intorno a sé giovani studenti e venendo in contatto con la precedente generazione di anarchici pistoiesi, ed in tale contesto matura il suo carattere coraggioso, brillante e audace,come dimostrarono le sue azioni.[senza fonte]

Il 12 ottobre 1939 fu arrestato e successivamente condannato da parte del Tribunale speciale, ad un anno di reclusione, per associazione e propaganda antinazionale. Il 10 febbraio gli fu condonata la pena e fu scarcerato, quindi fece rientro a Pistoia ove continuò la lotta antifascista aderendo nel 1942 al gruppo anarchico di Bottegone. Noto è l'episodio del 26 luglio 1943 allorché Fedi invitò a scioperare gli operai delle Officine S. Giorgio di Pistoia e venne tratto nuovamente in arresto: quando si diffuse la notizia del suo arresto, una folla si raccolse fuori dagli edifici della Questura chiedendone la liberazione tanto che fu rilasciato dopo poco.[senza fonte]

Dopo l'armistizio, nell'ottobre 1943, costituì una formazione partigiana composta da una cinquantina di uomini: le Squadre Franche Libertarie composte soprattutto da Anarchici e Libertari e completamente autonome dal CLN che iniziarono ad agire fra città e campagna. Dal 17 al 20 ottobre, insieme a sei compagni, assaltò a più riprese il presidio della Fortezza Santa Barbara, depredando una grande quantità di armi e munizioni. Successivamente la sua formazione effettuò altre operazioni fra le quali l'assalto alla Questura di Pistoia ed al carcere delle Ville Sbertoli, con la liberazione di 54 prigionieri, fra i quali alcuni ebrei e prigionieri politici.

Nella sua formazione militarono noti partigiani come Enzo Capecchi, Artese Benesperi, Danilo Betti, Brunello Biagini, Marcello Capecchi, Santino Pratesi, Giulio Vannucchi, Giovanni Pinna e Iacopo Innocenti. Fu in contatto con Manrico Ducceschi, detto "Pippo" (anche lui ex studente del Liceo classico Forteguerri di Pistoia), capo della formazione partigiana XI Zona Patrioti, attiva sulla Montagna Pistoiese, mentre Fedi preferì operare in pianura, muovendosi continuamente tra Pistoia, Quarrata e Lamporecchio, estendendosi fino a Fucecchio.

Il 29 luglio del 1944, nei pressi della Croce di Vinacciano, sulle colline pistoiesi, cadde in un'imboscata dei militari tedeschi, e fu ucciso assieme al compagno Giuseppe Giulietti. Un altro componente della sua formazione, Brunello Biagini, fu catturato e pochi giorni dopo, il primo di agosto, fucilato.

La tomba di Silvano Fedi è posta nel Cimitero Comunale della Vergine di Pistoia.

La figura storica[modifica]

Silvano Fedi è considerato un martire della lotta antifascista, ed il suo contributo nella guerra partigiana è ritenuto di grande importanza per la liberazione di Pistoia.

È una delle figure più care ai suoi concittadini. Al suo nome sono dedicati, a Pistoia, il corso centrale,[1][2] e, pensando in particolare ai giovani, quale fu Fedi impegnato nella propria città, portano il suo nome anche una piscina ed una palestra di proprietà della Provincia di Pistoia.

Porta il suo nome anche uno degli istituti secondari di secondo grado della città di Pistoia, ovvero l'Istituto Tecnico Tecnologico, nonché l'Associazione Sportiva Culturale Silvano Fedi, che organizza molti eventi sportivi.

Note[modifica]

  1. ^ silvano fedi - Google Maps
  2. ^ corso silvano fedi - Google Maps

Onorificenze[modifica]

Valor militare silver medal BAR.svg Medaglia d'argento al valor militare

Collegamenti esterni[modifica]