Siluro San Bartolomeo

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Siluro San Bartolomeo
Il Siluro San Bartolomeo
Il Siluro San Bartolomeo
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo armamenti
Cantiere Officine San Bartolomeo La Spezia
Entrata in servizio a partire dal 1935
Caratteristiche generali
Stazza lorda 2,200 tsl
Lunghezza 6,77 m
Larghezza 0,79 m
Altezza 1,08 m
Profondità operativa 15 - 30 m
Propulsione motore elettrico da 7,5 HP
Velocità in immersione: 4,5 nodi - normale 2,3 nodi
Autonomia 4 miglia alla massima velocità, 75 miglia alla velocità di crociera
Equipaggio 2 uomini
Armamento
Armamento Testata normale: carica esplosiva da 300 kg

versione 2: Testata intermedia da 400 kg

versione 3: Testata doppia da 180/200 kg

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Il Siluro San Bartolomeo era un sommergibile tascabile da attacco sviluppato dalla Marina Militare Italiana durante la seconda guerra mondiale.

Durante l'utilizzo del "Siluro a Lenta Corsa" si erano notate lacune nella progettazione che hanno messo in evidenza la necessità di realizzare una versione aggiornata del mezzo di attacco subacqueo. Il progetto venne redatto da il Maggiore del Genio Navale Mario Masciulli dal Capitano G.N. Travaglino e l'ingegner Guido Cattaneo su specifica richiesta del raggruppamento italiano di incursori subacquei.

Gli unici S.S.B. effettivamente impiegati, due risultano siano rimasti alla Spezia ed uno inviato in Adriatico a Venezia, dove venne ritrovato alla fine della guerra. I due S.S.B. della Spezia vennero assegnati al “Gruppo Operativo della Castagna”, una vecchia batteria posta sul lato occidentale della rada – della Decima Mas, agli ordini del T.V. Augusto Jacobacci (pilota dei S.S.B.), già designato per l’azione contro Gibilterra pianificata per il 2 ottobre 1943.

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