Silene noctiflora

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Silene aprentesi di notte
Silene noctiflora ENBLA01.JPG
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Caryophyllidae
Ordine Caryophyllales
Famiglia Caryophyllaceae
Sottofamiglia Silenoideae
Genere Silene
Specie S. noctiflora
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Core eudicots
Ordine Caryophyllales
Famiglia Caryophyllaceae
Nomenclatura binomiale
Silene noctiflora
L. (1753)
Sinonimi

(vedi testo)

Nomi comuni

Silene notturna

Silene aprentesi di notte (nome scientifico Silene noctiflora L.) è una piccola pianta (alta fino a 40 cm), annuale dotata della particolare caratteristica di avere dei fiori profumati che si aprono di notte, appartenente alla famiglia delle Caryophyllaceae.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Come altre specie dello stesso genere nel corso del tempo la specie ha subito differenti passaggi nomenclaturali con la conseguente presenza di diversi sinonimi.

  • Cucubalus noctiflorus (L.) Mill. (1768)
  • Elisanthe noctiflora (L.) Rupr. (1845)
  • Lychnis noctiflora (L.) Schreb. (1771)
  • Melandrium noctiflorum (L.) Fr. (1842)
  • Melandryum noctiflorum Fries
  • Saponaria noctiflora (L.) Fenzl (1840)
  • Silene pauciflora Kit. (1863)
  • Silene viscida Moench (1794)


Il genoma mitocondriale di questa specie è stato sequenziato: consta di 6.7 megabasi nettamente più ampio di quello di altre specie del genere Silene. È uno dei più ampi genomi mitocondriali ad oggi sequanziati nelle piante (il più ampio è di un'altra Silene: Silene conica) ed è formato da 59 cromosomi.[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere (Silene) si riferisce alla forma del palloncino del fiore. Si racconta che Bacco avesse un compagno di nome Sileno con una gran pancia rotonda. Ma probabilmente questo nome è anche connesso con la parola greca “sialon” (= saliva); un riferimento alla sostanza bianca appiccicosasecreta dal fusto di molte specie del genere.
Il nome sia specifico che volgare deriva dal particolare orario di apertura dei fiori (verso la sera).

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta

La forma biologica della pianta è terofita scaposa (T scap): pianta annua (terofita), e con asse fiorale più o meno privo di foglie (scaposa).

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Radice fittonante.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

Il fusto è eretto e semplice (poco ramificato), lievemente pubescente e vischioso. In alcune varietà i peli sono così appiccicosi che le mosche rimangono catturate.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

  • Foglie inferiori: sono obovato – spatolate con picciolo e formano quasi una rosetta – basale. Lunghezza delle foglie: fino a 10 cm.
  • Foglie superiori: sono ovato – lanceolate, sessili e in disposizione opposta. Sono lievemente più piccole: massimo 8 cm di lunghezza.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza è bipara e pauciflora (pochi fiori per ogni stelo). Tale infiorescenze viene anche chiamata “dicasio ampio”. I rami laterali sono allungati per cui la pianta nel suo insieme prende la forma di una piramide rovesciata. Il peduncolo (molto breve – subsessile) del fiore si appoggia normalmente ad un gruppo di brattee ascellari (o verticillate).

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono ermafroditi (non dioici come in altre specie dello stesso genere), pentameri e si aprono solo di notte (in prima serata) e sono profumati.

  • Calice: il calice è monosepalo (= gamosepalo) e di colore verde come le foglie con nervature (una decina) colore bruno e 5 denti acuto - lineari lunghi anche 1/3 del calice. La forma del calice non è tipicamente rigonfia come in altre specie dello stesso genere, ma di forma affusolato – cilindrica (attenuato verso i denti) ed è peloso come il resto della pianta. Lunghezza del calice: 20 – 30 mm.
  • Corolla: la corolla è colorata di rosa delicato (in qualche caso bianco). I petali sono 5, ben sporgenti dal calice e sono bilobati con unghia di 6 – 8 mm. Nella parte inferiore i petali sono quasi giallastri.
  • Androceo: gli stami sono 10.
  • Gineceo: gli stili sono 3; l'ovario è tricarpellare ed è supero.
  • Fioritura: da maggio a agosto (germinazione tra marzo e maggio)
  • Impollinazione: dato l'orario di apertura dei fiori l'impollinazione avviene solo con insetti notturni.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Semi reniformi

Il frutto consiste in una capsula ovale (di circa 15 mm) deiscente nella zona alta provvista di 6 denti revoluti. La capsula alla base è divisa in compartimenti, ognuno dei quali contiene molti semi di colore marrone scuro a forma di rene (1 mm di diametro). Il carpoforo (parte di sostegno della capsula) è molto breve (2 –3 mm).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

  • Geoelemento: il geoelemento definito per questa pianta è: Eurosib.. Quindi i luoghi d'origine sono: Europa, Caucaso, Siberia occidentale e Asia occidentale (Turchia, Iraq e Iran).
  • Diffusione: in Italia è presente solo nel nord. È considerata pianta rara.
  • Habitat: si trova nei campi e suoli argillosi in ambiente acido.
  • Diffusione altitudinale: dal piano fino a 1300 m s.l.m.

Note[modifica | modifica wikitesto]

In Inghilterra si lamenta un sensibile declino della presenza della pianta dagli anni 1950; questo a causa dell'uso di erbicidi ad ampio spettro.

Galleria di foto[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ NCBI sequenced plant mitochondrial genomes
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 709.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume primo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 251, ISBN 88-506-2449-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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