Silene alba

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Silene bianca
Silene alba ENBLA01.JPG
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Caryophyllidae
Ordine Caryophyllales
Famiglia Caryophyllaceae
Sottofamiglia Silenoideae
Genere Silene
Specie S. alba
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Core eudicots
Ordine Caryophyllales
Famiglia Caryophyllaceae
Nomenclatura binomiale
Silene alba
(Miller) Krause (1901)
Sinonimi

(vedi testo)

Nomi comuni

Orecchiella
Boccon di pecora
Licnide bianca

Silene bianca (nome scientifico Silene alba (Miller) Krause) è una piccola pianta (alta fino a 60 – 70 cm) bienne (o perenne), molto villosa e di aspetto erbaceo appartenente alla famiglia delle Caryophyllaceae.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Il genere Silene è molto vasto: comprende oltre 300 specie; per lo più erbacee, annue, bienni o perenni. Di queste in Italia se contano almeno una sessantina spontanee della nostra flora. La nostra specie è molto comune, per questo si presenta nelle varie trattazioni a volte con nomi diversi (sinonimi). La pianta inoltre può comportarsi sia come bienne che come perenne (vedi paragrafo “Specie simili”). Un'altra nota di confusione è data dal fatto che esistono degli ibridi formati con la specie Silene dioica: in questa variante i petali sono rosati (vedi paragrafo “Ibridi”).

Varietà[modifica | modifica sorgente]

  • Silene alba subsp. divaricata (Reichenb.) S.M. Walters (1964) (sinonimo = “S. latifolia subsp. latifolia”)

Ibridi[modifica | modifica sorgente]

  • Silene × hampeana Meusel & K. Werner (1976) (ibrido fra S. latifolia subsp. alba × S. dioica var. dioica)

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

  • Silene latifolia Poiret (1789) : si differenzia dall'avere il calice con denti acuminati e i petali lievemente rosati. Questa pianta per alcuni autori è solo una variante in quanto si differenzia solamente per il fatto di essere perenne.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del genere (Silene) si riferisce alla forma del palloncino del fiore. Si racconta che Bacco avesse un compagno di nome Sileno con una gran pancia rotonda. Ma probabilmente questo nome è anche connesso con la parola greca “sialon” (= saliva); un riferimento alla sostanza bianca attaccaticcia secreta dal fusto di molte specie del genere.
Il nome specifico (e quello comune = “alba/bianco”) si riferisce al candido colore bianco dei suoi petali.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta

La forma biologica della nostra pianta è emicriptofita scaposa (H scap) : pianta perennante per mezzo di gemme al suolo (emicriptofita), e con asse fiorale più o meno privo di foglie (scaposa).

Radici[modifica | modifica sorgente]

La radice è fittonante.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Il fusto è ascendente, ramificato, viscoso – glanduloso e molto villoso.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie sono intere di forma lanceolata (quelle inferiori sono ellittico – spatolate), sessili, molto villose in disposizione opposta (a coppie). A volte, nello stesso nodo fogliare (nodo ascellare), è presente un fascetto di foglie più piccole. Dimensioni massima delle foglie: larghezza 5 cm; lunghezza 10 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

L'infiorescenza è del tipo bipara ossia i fiori crescono da ambo i lati rispetto al fiore apicale (chiamata anche “dicasio”). I fiori sono solitari alla fine del peduncolo. Lunghezza del peduncolo: 3 cm.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

Calice tubuloso con denti ottusi
Corolla a 5 petali bilobati
Stami anneriti dalle clamidospore prodotte dal fungo Ustilago violacea Pers.

I fiori sono pentameri e dioici (unisessuali) : esistono quindi fiori maschili e fiori femminili. Si distinguono in quanto quelli femminili sono dotati di vistosi bianchi pistilli sporgenti (quelli maschili sono dotati di piccoli stami brunastri). Diametro massimo del fiore: 3 cm.

  • Calice: il calice è gamosepalo ed è rigonfio, di forma tubulosa e con denti terminali ottusi (lunghi meno della metà del tubo); il colore è bruno – rossastro ed è molto peloso. Delle piccole bratteole pelose sono presenti alla base del calice. Dimensione massime del calice femminile: larghezza 15 mm; lunghezza 30 mm. Quello maschile è più corto di 1/5 e più stretto.
  • Corolla: la corolla è formata da 5 petali liberi ( dialipetali) con unghia, bianchi e bilobati per metà lunghezza. Lunghezza dell'unghia: 18 mm; dimensione del lembo spatolato: larghezza 8 mm, lunghezza 13 mm.
  • Androceo: gli stami sono 10. Nei fiori femminili di alcune sottospecie sono visibili degli stami atrofizzati (sterili) che però possono essere riprodotti per l'azione del fungo Ustilago violacea Pers. : le antere di questi, ricoperte di clamidospore, appaio nere e ingrossate (vedi immagine a lato).
  • Gineceo: gli stili sono 5 con gineceo supero tricarpellare e sincarpico.
  • Fioritura: da maggio a settembre.
  • Impollinazione: da farfalle crepuscolari, per cui i fiori si aprono alla sera.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

I frutti sono delle capsule piriformi – ovali con 10 denti, deiscenti nella parte alta con molti semi. Dimensione del frutto: 10 – 15 mm; lunghezza del carpoforo 3 mm.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

  • Geoelemento: il geoelemento è di provenienza eurasiatica (Paleotemp). È una pianta nativa dell'Europa, Asia occidentale e Nordafrica.
  • Diffusione: il Italia è comune su tutto il territorio.
  • Habitat: nelle nostre zone la si può trovare sui detriti (ambienti ruderali) o negli incolti, ai margini delle strade e aree antropizzate (la nostra pianta è sinatropa e a volte è infestante nei campi e negli orti). Preferisce i terreni ricchi di sostanze azotate.
  • Diffusione altitudinale: da 0 a 1300 m s.l.m..

Usi[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Le foglie se raccolte appena nate (prima della fioritura) sono eduli. Con esse si possono preparare minestre o saltate in padella con le uova. Questa pianta è una delle 27 erbe che servono a preparare la “minestrella”, antica zuppa dei poveri.

Galleria di foto[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maria Teresa della Beffa, Fiori di campo, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2002.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 709.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume primo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 252, ISBN 88-506-2449-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]