Sigmund Ruud

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Sigmund Ruud
Sigmund Ruud in Planica 1934.jpg
Sigmund Ruud a Planica nel 1934
Dati biografici
Nazionalità Norvegia Norvegia
Altezza 183 cm
Salto con gli sci Ski jumping pictogram.svg
Dati agonistici
Squadra Kongsberg IF[1]
Ritirato 1932
Palmarès
Olimpiadi 0 1 0
Mondiali 1 1 1
Per maggiori dettagli vedi qui
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Combinata
Squadra Kongsberg IF[1]
Ritirato 1936
 

Sigmund Ruud (Kongsberg, 30 dicembre 19077 aprile 1994) è stato un saltatore con gli sci, sciatore alpino e dirigente sportivo norvegese.

Fu fratello di Birger e Asbjørn, a loro volta sciatori di alto livello[2][3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera sciistica[modifica | modifica wikitesto]

Sigmund Ruud fu il primo di tre figli di Niels Sigurd Theodor Ruud e Mathilde Throndsen[senza fonte]; tutti e tre vinsero il titolo mondiale nel salto con gli sci (Asbjørn nel 1938, mentre Birger fu - assieme al connazionale Reidar Andersen - il dominatore del salto con gli sci per tutti gli anni trenta).

Stagioni 1928-1931[modifica | modifica wikitesto]

Ai II Giochi olimpici invernali di Sankt Moritz 1928 Sigmund Ruud vinse la medaglia d'argento, secondo nella gara di salto dietro al connazionale Alf Andersen; l'anno dopo fu campione del mondo di salto ai Mondiali di Zakopane. Nell'edizione successiva, ospitata sulla collina di Holmenkollen a Oslo, fu terzo.

Ai Mondiali del 1931 fu sesto nella gara in cui il fratello Birger, astro nascente della specialità, vinse il primo dei suoi tre titoli mondiali. Nello stesso anno stabilì il suo primato mondiale del salto con gli sci, il 24 febbraio sul trampolino Bolgenschanze di Davos (81,5 m)[4].

Stagioni 1932-1936[modifica | modifica wikitesto]

Ai III Giochi olimpici invernali di Lake Placid 1932 Ruud chiuse la gara di salto al 7º posto, mentre l'anno dopo stabilì altri due primati mondiali, entrambi il 19 gennaio sul trampolino Bretaye di Villars (rispettivamente 84 e 86 m)[4].

Ruud partecipò anche ai IV Giochi olimpici invernali di Garmisch-Partenkirchen 1936, gareggiando questa volta nello sci alpino: disputò la discesa libera valida valida per la combinata - l'unica prova di sci alpino in programma - concludendo con il tempo di 5'11"6[5], ma a causa di un infortunio[senza fonte] non si presentò alla partenza dello slalom speciale.

Carriera dirigenziale[modifica | modifica wikitesto]

Ruud ricoprì per due volte la carica di presidente della commissione per il salto con gli sci in seno alla Federazione Internazionale Sci: la prima dal 1946 al 1955 e la seconda dal 1959 al 1967[senza fonte].

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'invasione tedesca della Norvegia del 1940, nel corso della Seconda guerra mondiale, Sigmund e il fratello Birger Ruud si schierarono apertamente contro gli invasori. Nel 1943 parteciparono a una gara di sci clandestina (la Federazione norvegese aveva assunto posizioni collaborazioniste); per questo Birger fu internato a Grini, un campo di concentramento situato nella periferia di Oslo[3].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Salto con gli sci[modifica | modifica wikitesto]

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

  • 2 medaglie, oltre a quella conquistata in sede olimpica e valida anche ai fini iridati:

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1949 ricevette la Medaglia Holmenkollen, il più alto riconoscimento per uno sciatore norvegese[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Albo d'oro della Medaglia Holmenkollen. URL consultato il 15 dicembre 2014.
  2. ^ (EN) Birger Ruud in Enciclopedia Britannica, 28 aprile 2014. URL consultato il 15 dicembre 2014.
  3. ^ a b Emmanuele Michela, Il più bel salto di Birger Ruud fu l’ultimo, quello dopo la prigionia nazista in Tempi, 24 gennaio 2014. URL consultato il 15 dicembre 2014.
  4. ^ a b (DEENPL) Ski flying world records in Skisprungschanzen.com. URL consultato il 27 febbraio 2012.
  5. ^ (DE) Organisationskomitee für die IV. Olympischen Winterspiele 1936 (Comitato organizzatore), IV. Olympische Winterspiele 1936 Amtlicher Bericht, p. 303. URL consultato il 20 agosto 2010.

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